Il Nazionale

Cronaca | 15 gennaio 2026, 19:00

IL PUNTO. Rapina di Lonate, prende forza la tesi della legittima difesa di Jonathan

Il ricercatore di Sant’Antonino resta parte offesa nel fascicolo per rapina, ma si attende l’autopsia per una definizione completa della situazione. L’ipotesi di reato su cui si lavora al momento è quella di tentata rapina in concorso e lesioni aggravate ai danni proprio del giovane. Dopo una mattinata con qualche tensione, dovuta alla pressione mediatica sulla famiglia Rivolta, giornata di attesa e silenzi

IL PUNTO. Rapina di Lonate, prende forza la tesi della legittima difesa di Jonathan

Resta immutato, a trenta ore dal dramma, il quadro giudiziario attorno alla tragedia di via Montello 8 a Sant’Antonino di Lonate Pozzolo (LEGGI QUI). Jonathan, il ricercatore di 33 anni che mercoledì mattina ha reagito all’intrusione di due malviventi nella villetta di famiglia, non è indagato per omicidio. Il fascicolo aperto dalla Procura di Busto Arsizio e la pm Nadia Calcaterra continua infatti a vederlo come parte offesa: l’ipotesi di reato su cui si lavora è quella di tentata rapina in concorso e lesioni aggravate ai danni proprio del giovane.

Gli accertamenti condotti finora confermano gli elementi emersi nell’immediatezza dei fatti: la reazione del trentatreenne, colpito ripetutamente al volto e alla fronte dai rapinatori, parrebbe rientrare nel perimetro della legittima difesa. Al momento non è stato notificato alcun avviso di garanzia nei confronti di Rivolta, e la sua posizione rimane quella di vittima di un’aggressione avvenuta all’interno delle mura domestiche.

L’attenzione degli inquirenti è ora focalizzata anche sulla ricostruzione della fuga dei complici di Adamo Massa, il 37enne torinese deceduto all’ospedale di Magenta dove il gruppo ha fatto tappa proprio per le condizioni critiche del compagno di rapina. Sebbene l’abitazione non fosse dotata di telecamere interne, i Carabinieri stanno analizzando i filmati degli impianti di videosorveglianza della zona. 

Sul fronte tecnico, la Procura aspetta l’autopsia sul corpo di Massa per chiarire la dinamica del fendente mortale. La famiglia della vittima ha già nominato il proprio legale, del Foro di Torino, mentre alla famiglia di Sant’Antonino, in qualità di persone offese, verrà comunque recapitato l’avviso per il conferimento dell’incarico autoptico.

Anche in questa seconda giornata di indagini, la tensione in via Montello è rimasta alta. Tante le testate nazionali accorse sul posto per aggiornare sulla vicenda, tra cui anche il volto noto delle Iene Matteo Viviani, arrivato in mattinata sul luogo del delitto. E mentre il 33enne è rimasto chiuso in casa per tutto il giorno, Francesco, il padre di Jonathan, è apparso comprensibilmente provato dal perdurare della pressione mediatica e dallo stress accumulato. In un momento di estrema fragilità per l’intero nucleo familiare, l’uomo ha manifestato un forte nervosismo nei confronti dei cronisti presenti, reazioni dettate dalla preoccupazione per il figlio, che la comunità di Sant’Antonino sta cercando di proteggere con un rispettoso silenzio.

Giovanni Ferrario

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