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Politica | 12 gennaio 2026, 08:00

Cantieri, rifiuti, giovani e servizi: l’agenda del 2026 di Silvia Salis. “Fare il sindaco vuol dire risolvere i problemi mettendoci la faccia”

Alla vigilia della ripresa dei lavori del consiglio comunale, l’intervista alla prima cittadina traccia il bilancio dell’avvio di mandato tra crisi ereditate e scelte difficili: "Genova deve tornare a muoversi”

Cantieri, rifiuti, giovani e servizi: l’agenda del 2026 di Silvia Salis. “Fare il sindaco vuol dire risolvere i problemi mettendoci la faccia”

C’è un leit motif che Silvia Salis lascia intendere più volte parlando di Genova ed è quello di una città sospesa, in pausa.
Non una metafora, quanto più una fotografia, scattata da chi, prima di essere la sindaca della sesta città d’Italia, ne è una cittadina.

Ma da sei mesi a questa parte, Salis è l’inquilina di Palazzo Tursi, colei che sta fronteggiando crisi aziendali, che sta sciogliendo i nodi di una gestione che, per diversi mesi appunto, è rimasta ferma ma che ora, complice il pragmatismo che la contraddistingue a cui si aggiungono una giunta per composta e figure di spicco in numerosi ambiti, sembra decisa a vivere una nuova primavera.

Sei mesi al cardiopalma che sono stati il preludio a questo 2026 che inizia subito con grandi questioni come Amt, ereditata dal 2025, e Amiu, per citarne due su tutte. Ma di questo tempo alla guida di Genova, Salis tratteggia i contorni nell'intervista alla Voce di Genova: “Bisogna distinguere tra un anno nel quale entri in corsa e un anno che inizia a essere il tuo bilancio, la tua storia, le tue scelte. È chiaro che anche il nuovo anno avrà decisioni in parte obbligate e in parte condizionate da quello che è stato prima”.

Il riferimento è esplicito al nodo più pesante ereditato: Amt. “È una questione che è stata silenziata per anni. Era stata raccontata una realtà che non esisteva: arrivare dopo una campagna elettorale dove ti dicono che è un gioiellino e trovarla in crisi di impresa dopo 30 giorni è stato impattante. Abbiamo dovuto capire come non farla fallire”.

La sindaca rivendica anche la scelta di affrontare senza retorica il quadro contabile di Amiu e dei rifiuti: “Non sono un partito, facendo il sindaco devi risolvere i problemi mettendoci la faccia anche sulle cose che non sono piacevoli”.

Uno dei temi cruciali resta la mobilità. Dallo skymetro alla metropolitana, passando per i quattro assi, Genova ha bisogno di ripensare agli spostamenti sia per quanto riguarda l’utilizzo di auto e moto private, per la mobilità dolce, per quella sostenibile e, forse come mai prima, nel trasporto pubblico.

Questa città ha vissuto un anno e mezzo di campagna elettorale. Tante opere erano ferme. Ogni volta che apri un pezzo nuovo devi bloccare una parte della città ed è normale, ma bisogna farlo”.

Salis indica un obiettivo chiaro: riaccendere la metropolitana.  “Sono quattordici anni che non apre una stazione. È una vergogna totale”. La priorità è completare quelle già iniziate - "trovate al 10%, al 20%” - e poi estenderla: "La metropolitana dovrà arrivare a Sampierdarena e a San Martino”.

Entro poche settimane, promette, il Comune presenterà anche una proposta per la mobilità in Val Bisagno. Dopo lo stop allo Skymetro, con le polemiche sollevate dall’opposizione a cui (va ricordato per dovere di cronaca) hanno risposto i festeggiamenti di gran parte dei residenti della zona, il Comune di Genova aveva affidato l’incarico di uno studio al Politecnico di Milano che sarà sulla scrivania di Salis: “Una soluzione va trovata - ricorda - e la stiamo cercando perché sia compatibilmente con spesa, persone che si spostano e sostenibilità”.

Sui rifiuti, Salis non si nasconde: “Questa città ha una grande partita in ballo”.
La differenza, dice, è che entro il suo mandato la discarica chiuderà.
A differenza di tutti gli altri sindaci. Tutti hanno detto: ci penserà qualcun altro, e quel qualcun altro sono io”.

Per decidere tra impianti intermedi o termovalorizzatore, la sindaca mette in campo una perizia tecnica: “Non sono innamorata di nessuna soluzione. Ho fatto commissionare uno studio. La sopravvivenza della città non è una decisione politica”.

Nel 2026 partiranno anche i progetti per la rigenerazione sportiva e urbana.
Salis cita la funivia e il parco sportivo di Forte Begato, immaginato come un “qualcosa da dare alla città”, e poi due impianti simbolo: “Il Ferraris è un tema complesso, vedremo dopo la conferenza dei servizi”.
Il Carlini, invece, è una promessa più personale: “Ci andavo da piccola, mio padre ci ha lavorato. È un impianto con potenzialità enorme e va rifatto".

Salis lega mobilità e infrastrutture al rischio più grande di Genova: lo spopolamento giovane.
Siamo una città con l'età media più alta d’Europa. Mancano 9.000 posti letto per studenti. Cosa facciamo per i giovani?”.

Sulle famiglie e i servizi: "É nei servizi che si gioca la possibilità per le donne e gli uomini di lavorare. Stiamo accendo un grande lavoro con l’assessora Bruzzone sulla questione delle scuole dell’infanzia e asili; anche in ambito socio sanitario l’assessora Lodi sta facendo un grande lavoro. Non posso non partire da lì, da madre di un bambino di due anni”.

Da qui prende corpo la linea del bilancio sociale: “Abbiamo messo 4 milioni in più sull’assistenza. Dove vivono meglio le persone che hanno più difficoltà, vivono meglio tutti”.

La grande sfida di un amministratore progressista - chiarisce ancora - che sia locale, nazionale, è di mostrare che il progresso economico non è in contrasto con la giustizia sociale ma anzi va di di pari passo. Bisogna far crescere la città senza lasciare la gente dieci chilometri indietro. Gli stanziamenti che abbiamo fatto nel bilancio servono proprio perché le famiglie vivano serenamente, per permettere alle donne di lavorare. Visto il gap salariale che abbiamo in Italia, quando qualcuno deve lasciare il lavoro è quasi sempre la donna. Vorrei che le persone che hanno figli rimanessero a Genova, anzi che pensassero di farne più di uno perché qui c’è la possibilità di essere tutelati. È un percorso molto lungo ma ci stiamo lavorando”.

Se tanti sono stati gli interventi ‘in urgenza’ che la sindaca si è trovata a portare avanti, nei primi mesi del suo mandato Salis ha voluto lanciare anche dei messaggi chiari che vanno nella direzione del welfare senza distinzioni. Questo ha portato anche al riconoscimento dei figli di famiglie omogenitoriali: “Riconoscendo i figli di due madri non ne creo io l’esistenza. Do diritti che li tutelano. Lo Stato è laico. Non faccio tifoserie. Rappresento un'istituzione democratica”.

Domani, martedì 13 gennaio, riprenderanno i lavori del Consiglio Comunale, dopo la pausa natalizia e dopo la chiusura dei lavori arrivata con l’approvazione del bilancio dopo oltre quaranta ore di seduta.

Non un caso isolato visto che negli scorsi mesi non sono mancati siparietti di vario tipo che, per la sindaca, non fanno altro che abbassare il livello del confronto e dare un’immagine del tutto sbagliata della città:“Siamo stati ore a votare documento per documento. Siparietti e provocazioni non servono alla città”.

La speranza - prosegue -, che poi è quello che questa città merita, è che la ripresa dei lavori sia migliore. Un consiglio di comunicazione non richiesto all’opposizione: non fanno il loro gioco, fanno il mio. Dovrebbero averlo imparato. Non mi fanno un danno, fanno in modo che si parli continuamente di me, e si mettono in ridicolo. Quando si è consiglieri della sesta città d’Italia e si fanno i siparietti, si mettono in ridicolo. Se volessi combattere l’immagine di un sindaco della parte opposta, magari anche molto mediatico, lo tiro in mezzo? Lo rendo più simpatico? Possono anche continuare così ma è poco rispettoso per la città e poco rispettoso verso il sindaco anche se credo che quello non gli interessi”.

Ancora: “Per mesi, durante la campagna elettorale, mi hanno detto che ero inesperta. Sinceramente, sono stati li otto anni e se non hanno ancora capito che quello non è il modo di rappresentare le persone, non so se lo capiranno entro il 13 gennaio”.

Salis chiude con la consapevolezza di avere una responsabilità politica rara: “Se mi chiedono qual è la cosa che più mi ha fatto piacere di questa elezione, rispondo senza pensare che ha votato il 7% in più. È un’enormità per un paese dove si fa fatica a smuovere lo 0,5%. È una bella soddisfazione ma vuol dire anche che se si danno dei temi le persone rispondono. Genova ha una forte coscienza politica, lo ha dimostrato ancora con la questione di Gaza. Questo interesse, questa speranza, serve fare in modo che sia ben riposta in questa Giunta”.

Isabella Rizzitano e Chiara Orsetti

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