Torino rivede la fiamma olimpica e, con lei, un pezzo della propria storia. Questa sera il fuoco di Milano Cortina 2026 ha attraversato la città, riportando sotto la Mole quell’atmosfera che nel 2006 aveva acceso piazze, strade e cuori. Non è solo un passaggio simbolico: per Torino è un ritorno, a vent’anni esatti da quei Giochi Invernali che ne cambiarono il volto proiettandola sulla scena internazionale.
La fiaccola è arrivata nel primo pomeriggio dando il via a una staffetta di circa 11 chilometri, con partenza alle 14.30 davanti allo stabilimento Stellantis di corso Agnelli. Da lì il corteo ha attrarsato alcuni dei luoghi più rappresentativi della città: dalla Gran Madre alla Mole Antonelliana, davanti al Museo del Cinema, passando per le Porte Palatine e piazza della Repubblica, fino all’arrivo in piazza Castello. Un percorso che non è solo geografico, ma anche emotivo, capace di riannodare il filo tra passato e presente.
L’arrivo nel cuore della città è stato accompagnato da un momento di festa già a partire dalle 17.30, con stand, animazione e iniziative per il pubblico. In piazza Castello le emozioni di Torino 2006 sono state trasmese attraverso immagini e testimonianze, in attesa dell’ingresso della fiamma portata da tre volti simbolo di quell’avventura olimpica e paralimpica: Evelina Christillin, Valentino Castellani e Tiziana Nasi. Sul palco, insieme a loro, anche il sindaco di allora Sergio Chiamparino e l’attuale primo cittadino Stefano Lo Russo.
“Ogni tanto noi torinesi diamo un po’ per scontata la bellezza che ci circonda e che abbiamo ricevuto in eredità - commenta dal palco il sindaco Lo Russo -. Penso che l’orgoglio sia la cosa più importante che ci ha lasciato Torino 2006 e penso che anche questi momenti possano rafforzarlo. Uno dei grandi messaggi dello sport è quello dell’amicizia tra popoli. Sarebbe un bellissimo regalo che queste Olimpiadi portassero un po’ di pace come fecero nel 2006”.
I Pro Pal chiedono l'esclusione di Israele
Prima e durante l’arrivo della fiaccola non sono mancati momenti di tensione. Un gruppo di manifestanti pro Palestina si è radunato lungo il percorso, scandendo slogan e chiedendo l’esclusione di Israele dalle Olimpiadi, ritenuto complice di genocidio nel conflitto in Medio Oriente. Imponente la presenza delle forze dell’ordine, con la Celere schierata in assetto di sicurezza: i manifestanti sono stati contenuti e tenuti a distanza dal passaggio del fuoco olimpico, senza che potessero avvicinarsi al punto più delicato del percorso, l’angolo tra via Cernaia e piazza Castello, dove era atteso l’arrivo della fiaccola.
Infine, davanti a migliaia di presenti, la cerimonia si è conclusa con l’accensione del braciere olimpico al centro di piazza Castello, suggellando una giornata che guarda al futuro senza dimenticare il passato. Infatti, per Torino, la fiamma non è solo di passaggio: è un ritorno a casa.














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