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Politica | 10 gennaio 2026, 07:21

Casinò di Sanremo, incassi in crescita e nuovo piano industriale: investimenti, Festival e rilancio strutturale

Di Meco annuncia l’avvio del piano d’impresa: nuovi ingressi, parcheggio interrato, illuminazione scenografica e ritorno centrale durante il Festival di Sanremo

Casinò di Sanremo, incassi in crescita e nuovo piano industriale: investimenti, Festival e rilancio strutturale

La curva degli incassi non subisce flessioni, anzi cresce ancora nel passaggio tra vecchio e nuovo anno (intorno al 30% in più rispetto alla prima decade di gennaio 2025), ma ora al Casinò si guarda soprattutto al medio periodo, perché c'è un piano d'impresa da partorire assieme alle idee progettuali per interventi strutturali ipotizzati da anni e rimasti nel cassetto delle intenzioni.

L'ultimo documento programmatico è fermo al 2020, in piena emergenza pandemia, quando anche l'azienda più importante della Riviera ha dovuto fare i conti con chiusure e misure straordinarie imposte dal Covid. Si tratta di riprendere le basi di quella visione industriale aggiornandola al presente, nel solco degli ottimi risultati conseguiti negli ultimi anni, per costruire il ponte sul futuro.

“Prima della fine di gennaio inizieremo a lavorare al piano, con l'obiettivo di presentarlo al sindaco Mager e all'amministrazione comunale indicativamente a metà 2026, comunque entro quest'anno appena cominciato – anticipa Giuseppe (Pino) Di Meco, presidente e ad della società di gestione della casa da gioco, interamente controllata da Palazzo Bellevue – Conterrà, ovviamente, anche il piano degli investimenti che intendiamo attuare, a partire dal nuovo ingresso, direttamente al salone delle slot dalla confluenza tra via Matteotti e corso Inglesi, e dal parcheggio interrato da ricavare sotto il piazzale (già previsti sondaggi geologici e sul patrimonio arboreo esistente). Nel frattempo, stiamo definendo l'iter per la nuova illuminazione scenografica”.

Quest'ultimo progetto ha subito rallentamenti, considerato che si era prospettata la possibilità di arrivare alla conclusione per il Natale appena archiviato. “C'è stato un cambio di referente della pratica alla Soprintendenza – spiega Di Meco – Di fatto, abbiamo dovuto riprendere l'istruttoria, recandoci a Genova, e adesso siamo in attesa dell'esito. Nel contempo si è pure provveduto ad un ampliamento del progetto, affidato a Enel Sole per circa 300 mila euro. Ci piacerebbe poter mostrare la nuova illuminazione già nella settimana del Festival, a fine febbraio, ma al momento appare molto difficile. Al massimo, si potrebbe iniziare da una facciata”.

È un riferimento non casuale quello al periodo festivaliero, perché per questa edizione il Casinò torna ad avere grande visibilità, com'è giusto che sia dove tutto è iniziato 76 anni fa. “Il teatro riaccoglierà il Dopofestival, con inizio dell'allestimento programmato a fine gennaio – sottolinea Di Meco – mentre negli spazi del Privé troveranno posto uffici Rai e il Roof verrà utilizzato da Rai Pubblicità per iniziative varie e hospitality”. Intanto, ha preso servizio il nuovo responsabile della tutela del patrimonio aziendale, individuato attraverso un concorso: è Paolo Farchetti, 56 anni, che a dicembre ha lasciato l'arma dei carabinieri, di cui era luogotenente della stazione di Sanremo, per un nuovo orizzonte professionale. Succede ad un altro ex militare, Luciano Di Leo, che era stato maresciallo della Guardia di finanza, ora collocato in pensione.

Resta da sciogliere il nodo della direzione dei giochi tradizionali, dopo le dimissioni di Giovanni Bulzomì: la procedura di selezione del sostituto si è conclusa con esito negativo “per mancanza di candidature idonee”. In pratica, la commissione preposta ha ritenuto che nessuno dei quattro pretendenti avesse tutti i requisiti necessari. Al momento non è previsto un bando-bis. “Mi confronterò con il Comune”, si limita a dire il presidente-ad. Nell'attesa, la reggenza del settore dei giochi lavorati resta in capo a due ispettori capo, Massimo Gagliardi e Davide D'Addetta.

Gianni Micaletto

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