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Sport | 06 gennaio 2026, 22:06

Claudio Milanese re di Coppa: «Dedico questa vittoria a chi crede nel calcio della nostra terra» (FOTO e VIDEO)

Il patron della Solbiatese vince la seconda Coppa Italia in tre stagioni dopo le due che aveva già conquistato da proprietario biancorosso: «Sono contento per Solbiate e per i ragazzi ma soprattutto per Varese perché siamo primi in Lombardia. Ho alzato il trofeo dedicandolo ai tifosi perché riuscire a farli sentire una cosa sola con noi e con la nostra gioia mi rende felice»

Claudio Milanese re di Coppa: «Dedico questa vittoria a chi crede nel calcio della nostra terra» (FOTO e VIDEO)

Se la meritava. E non solo questa. Essere felici nel vedere felice una persona che ha creduto tanto nel calcio e si è speso ancora di più per le idee in cui crede, non ha prezzo. Vedere Claudio Milanese alzare al cielo una Coppa Italia Lombardia (leggi QUI) davanti al pubblico, indicando la gente e dicendo "questa è per voi", ci ha ricordato il gesto e le parole di Buba Buzzegoli rivolte a 1.500 persone dopo la finale di andata con la Cremonese che poi avrebbe riportato Varese - intesa come provincia unita del pallone - in serie B dopo 25 anni: "Ce n'è un'altra". Quando le parole, dette solo da certe persone, si uniscono in un gesto e in un momento irripetibile, nascono momenti belli del presente, che arrivano dal passato e sono presentimenti del futuro. 

Una Coppa, un campionato, una promozione, una salvezza, un derby, una partita che resta nella storia: quando lo fai pensando prima di tutto agli altri e credendo che dietro una piccola grande vittoria di una Coppa Italia ci sia un cammino che dura da tempo e che durerà ancora a lungo, un destino vincente (la Coppa Italia di serie D e quella di serie C con il Varese, quella di due anni fa, sempre qui a Seregno, sempre con la Solbiatese), una volontà e un incrocio in cui davanti a tutto c'è un territorio a cui restituire qualcosa attraverso il calcio. Delle persone che hanno sofferto e hanno creduto, come Claudio, in questo traguardo. C'è una Coppa che va alla provincia di Varese e non alle altre 11 "sorelle" della Lombardia, cioè un orgoglio per la propria terra e la propria gente. 

Milanese condivide questo trofeo con le persone che gli sono accanto, soprattutto una, e che lo sono state soprattutto nei momenti in cui era difficile credere senza coerenza, senza fedeltà, senza visione e senza pazienza, tutte doti rare nel calcio perché vanno al di là della vittoria, ma contribuiscono a formare le lettere di una parola altrettanto rara nel pallone: credibilità.

Claudio si coccola la sua Coppa che, rispetto alla prima con la Solbiatese, è arrivata in un percorso netto fatto di sole vittorie senza nemmeno la macchia di una sconfitta. Una Coppa che puoi vincere o puoi perdere solo se arrivi a giocartela (sei finali, quattro vittorie nella sua carriera da patron). Non è un refuso o un errore quella frase iniziale - «Questa Coppa è per Solbiate e per tutta Varese» - ma un dono. Anzi, un sogno in una provincia che nel calcio merita e meriterà tanto, anzi tutto.

 


 


 


 

Andrea Confalonieri

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