Franco Civallero si presenta candidato sindaco alle elezioni comunali di Cuneo del 2022 appoggiato dalla coalizione di centrodestra, formata da Forza Italia-Unione di Centro, Fratelli d’Italia, Lega e la lista civica SìAmo Cuneo. Perde la sfida al ballottaggio contro Patrizia Manassero e, nell’assemblea municipale, insieme ai gruppi che lo hanno sostenuto, si colloca all’opposizione. In rappresentanza di Forza Italia.
“Sono soddisfatto di essermi candidato - sottolinea Civallero -, non contento di essere stato sconfitto. Ma in una qualsiasi competizione perdere fa parte del gioco. Dopo alcuni tira e molla, in cui sembrava che a scendere in campo dovesse essere il sindaco uscente di Borgo San Dalmazzo, mi hanno chiesto ufficialmente la disponibilità a un mese dalla data delle votazioni. Questo ha inciso parecchio sul risultato finale, perché ho avuto poco tempo per organizzare la campagna elettorale. Però, un obiettivo lo abbiamo raggiunto: aver portato il centrodestra al ballottaggio dopo due decenni. L’ultima volta fu nel 2002 con il nostro Giordano contro Valmaggia”.
Cosa succede tra due anni?
“Al momento c’è tanta carne al fuoco, ma una buona parte brucerà prima di arrivare al traguardo. E altra ne uscirà ancora fuori. L’attuale maggioranza è ormai divisa. Il mio sogno è che vinca il centrodestra. Candidarmi di nuovo? Nel 2027 avrò 76 anni: l’età non gioca a mio favore. Certo, non mi piace fare brutte figure, ma neanche stare a guardare cosa fanno gli altri. Vedremo”.
I tre anni della Giunta
A tre anni dall’inizio del mandato amministrativo, chiediamo a Civallero un parere sull’operato della Giunta Manassero e della coalizione di centrosinistra che la appoggia. Dice: “La maggioranza è una marmellata che sta diventando acida: Centro per Cuneo ora è nel centrosinistra, ma nel 2027 vuole andare con il centrodestra. La sindaca non si è dimostrata all’altezza del compito, così come quasi tutti gli assessori. E qualcuno vorrebbe anche candidarsi a sindaco tra due anni. Sono molto deluso per quanto hanno realizzato e il giudizio sul lavoro svolto è assolutamente negativo. Non hanno risolto i problemi e continuano a dire che stanno provvedendo. Cuneo merita di più”.
Sulla sicurezza e l’ordine pubblico?
“Cuneo non è una città sicura. Piazza Boves, Parco della Resistenza, Parco Monviso, la zona della Stazione ferroviaria e quella tra corso Giolitti, corso IV Novembre e corso Dante sono luoghi sensibili e senza un adeguato controllo. Bisogna aumentare gli investimenti sulla Polizia Locale”.
Il decoro urbano?
“Il personale disponibile per la cura del verde e del territorio non è assolutamente sufficiente: per cui se ne può prendere atto, ma non giustificare. Un tempo Cuneo era considerata la città giardino del Piemonte, ora invece è in degrado. I portici sono sporchi. Il gioiello architettonico degli ex Bagni pubblici, abbandonato. Piazza Galimberti da riqualificare, magari con un parcheggio sotterraneo. Poi, mi viene in mente un piccolo intervento: rimettere a posto la statua di Toselli accanto al Teatro come abbiamo fatto, quando ero presidente del Lions, per quella di Barbaroux. Amo il buon gusto, perché la bellezza aiuta a vivere meglio”.
Piazza Europa?
“Sono molto arrabbiato per la sfida che la sindaca e la Giunta hanno voluto lanciare alla città, in un punto strategico di Cuneo, senza tenere conto delle proposte contrarie. Un gioco al massacro. Neanche la lezione del fallimento dei parcheggi sotterranei è servita: sono andati avanti. I cedri devono essere mantenuti, perché ci andranno decenni prima che diventino pericolosi. Se c’era l’intenzione di rifare l’area bisognava prevedere una circolazione stradale a rotatoria come piazza Galimberti. Gli spazi ci sono, anche mantenendo gli alberi esistenti ora”.
Palazzo Chiodo nel Centro storico?
“Il Comune lo ha rivenduto nel 2024 allo stesso prezzo di acquisto del 2006. Almeno non abbiamo perso dei soldi. Nel frattempo, però, sono passati quasi venti anni e l’edificio è rimasto lì inutilizzato”.
C’è qualcosa da salvare sul lavoro della Giunta?
“La ristrutturazione dell’Ex Ospedale Santa Croce nel quale andrà la Biblioteca civica è stato un buon progetto. Così come l’intervento sull’ex Caserma Montezemolo. Bene anche la sistemazione dello stadio F.lli Paschiero. E sono contento dei lavori allo Sferisterio, che ho contribuito a far rimanere in città perché, in molti, lo volevano trasferire vicino al Palazzetto dello Sport di San Rocco Castagnaretta”.
Le proposte del centrodestra
“Il mio programma elettorale - sottolinea Civallero - condiviso dalle altre forze politiche di centrodestra, prevedeva, innanzitutto, una più equa distribuzione del carico di lavoro fra i dipendenti comunali. Ma non solo. Serve un nuovo Piano Regolatore Generale, perché adesso continuiamo a fare varianti. Inoltre, vanno tutelati i tanti magnifici viali e controviali esistenti in città. Il Lungogesso ora è proprio malandato. Sul viale Angeli siamo per la chiusura solo nei giorni festivi, perché dal lunedì al venerdì le altre strade della zona, come via Bersezio, non possono più sopportare un carico di traffico così pesante.
Siamo già riusciti a ottenere l’apertura fino a corso Vittorio Emanuele, ma non basta ancora. Infine, bisogna recuperare i percorsi pedonali lungo le rive ai lati del centro cittadino. E la pedancola sul Gesso deve essere ricostruita come un tempo con un progetto di buon senso, non ripristinando tubi e ghiaia ogni estate o con interventi faraonici che, per il loro costo, non si realizzeranno mai”.
I rapporti con le altre minoranze
“Sono buoni - afferma Civallero -. Certo, con Fratelli d’Italia e Lega c’è più sintonia. Per quanto riguarda gli altri gruppi non sono sempre d’accordo sulle loro idee, ma quando sono esposte in modo civile, come avviene, le rispetto”.
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