Il comitato ‘No forno elettrico’ ha declinato, senza tanti giri di parole, l’incontro con il ministro ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
Urso, lo ricordiamo, sarà a Genova martedì 2 settembre per una serie di incontri che vedranno al centro il destino delle aree ex Ilva e le prospettive di un ritorno della produzione a caldo a Cornigliano con l’ipotesi forno elettrico che sta dividendo la città da settimane (cliccando QUI il programma completo della giornata).
“Riteniamo che un reale coinvolgimento dei cittadini non possa ridursi a momenti formali privi delle informazioni fondamentali - dicono dal comitato ‘No forno elettrico’ - senza dati tecnici, epidemiologici e ambientali adeguati, un confronto avrebbe soltanto l’effetto di simulare una partecipazione, senza consentire decisioni realmente consapevoli”.
Centrale è la questione sanitaria: “A Cornigliano, inoltre, da dopo la dismissione dell’impianto a caldo mancano centraline di monitoraggio ambientale: lo ha confermato Arpal, precisando che non sono mai state ripristinate. È un vuoto gravissimo, che priva cittadini e istituzioni di dati indispensabili per valutare l’impatto sanitario e ambientale di nuove attività industriali. Il quadro sanitario, già oggi, è preoccupante: al 2020 sono stati registrati eccessi di mortalità statisticamente significativi in nove quartieri genovesi, tra cui Cornigliano, pari a 293 decessi in più all’anno rispetto al valore atteso. Questi dati, pur non costituendo da soli una correlazione diretta, richiedono analisi approfondite e azioni preventive”.
“A Genova non esiste alcun processo siderurgico da decarbonizzare, poiché non vi sono più altiforni o impianti analoghi - concludono dal comitato - l’eventuale costruzione di un forno elettrico equivarrebbe a riportare la città alla lavorazione a caldo dopo vent’anni dalla sua dismissione. Per queste ragioni non parteciperemo all’incontro del 2 settembre. La nostra posizione resta ferma: il dialogo con le istituzioni deve fondarsi su dati trasparenti, completi e indipendenti, nell’interesse della salute pubblica e del futuro di Genova”.
Commenti