Diciotto arresti, affiancati da 92 servizi fissi e 40 soggetti denunciati a piede libero. Sono i numeri, impattanti, delle forze dell’ordine sul quartiere San Salvario. Oggetto recentemente di un nuovo esposto da parte della cittadinanza, corredato da foto e video e con segnalazione di una situazione fuori controllo tra spaccio, bivacchi e degrado. Nel mirino c’è soprattutto il crocevia tra via Berthollet e via Saluzzo. La richiesta è chiara: un tavolo permanente sulla sicurezza, con la presenza del viceprefetto, delle forze dell’ordine e dei rappresentanti istituzionali.
Un presidio “ad alto impatto” quattro volte a settimana
Nonostante il presidio interforze già attivo, con pattugliamenti mattutini e pomeridiani per ben quattro giorni a settimana, la zona continua a essere classificata come “area rossa” per l’elevata concentrazione di attività illecite. Nei primi sei mesi del 2025, la polizia ha eseguito 18 arresti, affiancati da 92 servizi fissi e 40 soggetti denunciati a piede libero. A questi si aggiungono nuove misure annunciate dai carabinieri della stazione di San Salvario, che effettueranno nel weekend due ulteriori servizi straordinari autonomi, potenziando l’effetto dissuasivo già messo in campo con l’operazione “Alto Impatto”.
Telecamere nei condomini
Proprio al civico 17, uno dei punti nevralgici segnalati dai cittadini, il condominio ha deliberato l’installazione di telecamere di sicurezza nelle parti comuni, in accordo con le autorità, nel tentativo di prevenire attività sospette e fornire supporto alle indagini. Nel frattempo, la Città di Torino ha presentato domanda per accedere a un bando ministeriale che consentirà l’acquisto e l’installazione di nuove telecamere nelle vie più critiche del quartiere: Berthollet, Saluzzo, Sant’Anselmo e Goito. Un investimento in tecnologia volto a rafforzare il controllo capillare del territorio e aumentare la percezione di sicurezza tra residenti e commercianti.
L’estate e la guerra per il controllo della piazza
Come ogni anno, con l’arrivo della stagione estiva, la situazione tende a degenerare ulteriormente. Le bande si contendono la “piazza” dello spaccio, con l’arrivo di nuovi soggetti anche dalla vicina Barriera di Milano. Gli equilibri precari tra gruppi rivali portano spesso a episodi di tensione, che aumentano il senso di insicurezza tra chi vive e lavora nella zona. “La situazione è insostenibile, non basta più una sorveglianza a intermittenza: serve una presenza costante, anche in orario notturno, e un piano condiviso con i cittadini”, si legge in uno dei passaggi dell’esposto.
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