Il Nazionale

Cronaca | 19 febbraio 2024, 18:33

Le fiaccole di Radicali e +Europa per tenere accesa l'attenzione sulla vicenda Navalny: "Torino gli intitoli una via"

Silvio Viale ha rilanciato la proposta fatta nei giorni scorsi, subito dopo la morte del dissidente russo

Le fiaccole di Radicali e +Europa per tenere accesa l'attenzione sulla vicenda Navalny: "Torino gli intitoli una via"

Alcune decine di manifestanti, con le bandiere di Radicali, +Europa e Associazione Aglietta si sono ritrovati nel tardo pomeriggio di oggi, lunedì 19 febbraio, di fronte a Palazzo Civico per un presidio in memoria di Alexey Navalny, il dissidente russo 'nemico giurato' di Putin, morto in circostanze ancora poco chiare nella colonia penale a regime speciale di Kharp, nella regione artica di Yamalo-Nenets, dove era rinchiuso da tempo.

I presenti hanno acceso alcune fiaccole come simbolo perché non si spenga la luce attorno a questa vicenda. Il capogruppo di Radicali e +Europa in Consiglio comunale, Silvio Viale, ha rilanciato la sua proposta di conferire la cittadinanza onoraria postuma a Navalny: "La città lo può fare con personalità illustri, italiane e straniere, che si siano distinte per la promozione e difesa dei diritti umani, per l'esempio di vita ispirata a principi di pace, giustizia, solidarietà, per il contributo al progresso sociale e culturale in ogni campo del sapere, per aver giovato a Torino ed al suo prestigio in ambito sociale, culturale, sportivo, religioso".

Una idea in qualche modo già sposata anche da Torino Bellissima, con il suo capogruppo Paolo Damilano che ha proposto di intitolare al dissidente russo una via della città, auspicando che questa proposta possa essere condivisa da tutta la Sala Rossa. 

Sala Rossa che oggi, in apertura di seduta del Consiglio comunale, ha osservato un minuto di silenzio per Navaly, la cui figura è stata poi ricordata dalla presidente Maria Grazia Grippo.

Nei giorni scorsi i Radicali erano stati molto duri, dopo la notizia della morte del dissidente russo: "Questa è solo l’ultima di una serie di oppositori eliminati con violenza. La dittatura e la guerra di aggressione di Putin sono una involuzione gravissima sul piano dei Diritti e della Democrazia".

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