L'allarme delle baby gang continua a risuonare con forza, anche a Torino. Anche in quartieri che a volte rimangono lontani dai riflettori. A raccontarci la condizione di alcune periferie è un lettore che ci scrive, riferendosi ai racconti di altre situazioni simili in giro per la città.
Il racconto del lettore
"Mi rivolgo a voi per esprimere il mio apprezzamento per l'articolo recentemente pubblicato riguardo alle baby gang presenti nella città (nello specifico quello di Porta Nuova). È importante che tematiche come questa vengano affrontate e portate all'attenzione del pubblico, affinché si possano trovare soluzioni efficaci per contrastare questo fenomeno", premette. Ma poi svela che situazioni simili si trovano anche in altre zone, per esempio in zona Lingotto: "In particolare, ai giardini dell'Esselunga di corso Traiano e al parco di Vittorio, si riscontra un elevato numero di baby gang che disturbano, rubano ai ragazzini e minacciano i passanti. È preoccupante il fatto che queste situazioni si verifichino in luoghi frequentati da famiglie e giovani, eppure sembra che nessuno ne stia parlando".
E il lettore aggiunge, facendo riferimento anche ai social: "Qualche settimana fa hanno ammazzato di botte un ragazzino e non è un caso isolato e testimoni sono tutti i post che potete leggere sul gruppo Sei di Mirafiori se...".
Un raggio piuttosto ampio, "ma al Comune non interessa"
La stessa situazione si riscontrerebbe anche in strade vicine: via Vigliani, via Monastir e via Candiolo, ma "sono zone dimenticate ed evidentemente non contiamo nulla per il Comune. C'è un disagio e degrado che è salito a picco negli ultimi anni. Credo fermamente che sia fondamentale che la stampa continui a tenere alta l'attenzione su queste problematiche, in modo da favorire un dibattito pubblico che stimoli le autorità competenti ad adottare misure adeguate per garantire la sicurezza dei cittadini. È essenziale coinvolgere anche la comunità locale, incoraggiando segnalazioni e denunce che possano contribuire a individuare e perseguire gli autori di tali azioni".
"E lo dico da padre, non mi sento al sicuro lasciando mio figlio in giro per questo quartiere", conclude il nostro lettore













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