Il Nazionale

Cronaca | 04 agosto 2023, 06:35

Armadi e tavoli con certificati falsi, azienda torinese nei guai. Tra i truffati Comune di Torino e Politecnico

La Finanza ha sequestrato beni per circa 600 mila euro: l'accusa è di truffa aggravata ai danni dello Stato e frode nelle pubbliche forniture

Armadi e tavoli con certificati falsi, azienda torinese nei guai. Tra i truffati Comune di Torino e Politecnico

Truffa aggravata ai danni dello Stato e frode nelle pubbliche forniture. La Guardia di Finanza di Torino ha sequestrato denaro e beni immobili nei confronti di un’azienda torinese accusata di presentare alle gare certificazioni di conformità dei beni artefatte inducendo gli Enti interessati - tra i quali il Politecnico di Torino, il Comune di Torino, l’ASL TO3, la Regione Lazio e l’Università degli Studi di Trieste – in errore. Ceduti oltre 1.600 tra armadi, scrivanie, tavoli e sedie.

Sequestrati 600mila euro

A seguito di indagini coordinate dalla Procura di Torino, le Fiamme Gialle hanno sequestrato in via preventiva denaro e beni immobili per un valore complessivo di circa 600 mila euro nei confronti di un’azienda torinese operante nel settore della produzione e commercializzazione di mobili e arredi. Le accuse sono di turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Indagini al via nel 2021

Le indagini, avviate nel dicembre del 2021, hanno riguardato le procedure di gare attivate, mediante il portale MePA, da vari enti della Pubblica amministrazione dislocati sull’intero territorio nazionale (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Lazio), per l’approvvigionamento di mobilio destinato ad arredarne gli uffici.

Condizionate gare per 1.2 mln

Le estese attività di investigazione hanno consentito di raccogliere, a carico degli amministratori pro-tempore dell’azienda e di un dipendente della stessa, diversi elementi di accusa. Nello specifico venivano  presentate in sede di gara certificazioni di conformità dei beni in ipotesi d’accusa ritenute artefatte (trattandosi di duplicazioni di certificati originali e/o recanti immagini non corrispondenti ai beni certificati). Questo portava gli enti interessati in errore circa il possesso da parte dei beni acquistati dei requisiti tecnici e ambientali richiesti. Un sistema che ha permesso all’azienda di condizionare gare del valore complessivo di circa 1,2 milioni di euro.

Il profitto illecito ammonta complessivamente a circa 600 mila euro ed è scaturito, in particolare, dalla cessione di oltre 1.600 beni - tra armadi, scrivanie, tavoli e sedie - al Politecnico di Torino, al Comune di Torino, all’ASL TO3, alla Regione Lazio e all’Università degli Studi di Trieste.

 

redazione

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