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Eventi e Turismo | 30 novembre 2022, 19:16

TFF40, la parola ai volontari: “Esperienza fantastica. Se c’è qualità, il pubblico torna volentieri in sala”

Sono 104 quest’anno. Giovani e meno giovani, in comune hanno l’entusiasmo e la passione per questa esperienza nel mondo del cinema

TFF40, la parola ai volontari: “Esperienza fantastica. Se c’è qualità, il pubblico torna volentieri in sala”

Anche quest’anno sono tanti i volontari, ben 104, che hanno deciso di partecipare al Torino Film Festival. Dalle età più varie, hanno una cosa in comune, l'entusiasmo e la passione per la settimana del cinema torinese.

"Ho iniziato ad aprile in altri Festival - racconta Chiara Iurlaro, 25 anni -. Ho cominciato con il Cinemambiente, poi con il Lovers, Fish and Chips, mi sembrava giusto concludere con quello più importante che è il TFF". Chiara come tanti altri volontari studia Cinema e si laureerà ad aprile. "Conoscere tante persone ed essere parte dell'evento è la parte migliore. Per ora sono riuscita a vedere solo 'The bad guy', ma l’ho trovato molto interessante, perché secondo me è una tipo di serie che mancava ancora in Italia".

Anche Mattia Fiorio (28 anni), Alice Uberti (21 anni) e Beatrice Manzoni (24 anni) hanno scelto di partecipare come volontari per motivi di studio. Mattia è laureato al Dams, Alice lo sta frequentando e Beatrice studia cinema. “Sono appassionata, mi interessava vedere questo mondo dall’interno", è la sua motivazione.

Durante il lavoro come volontari c’è anche il tempo di assistere a qualche proiezione. "Ho visto il film di Rezza, è un po’ particolare. - ha dichiarato Mattia - Il film brasiliano fuori concorso invece è molto bello". Beatrice ha visto 'She said': "Bellissimo, un film importante. Sto scrivendo la tesi su quello quindi mi interessava, lo userò". Alice invece va controcorrente e preferisce usare tutto il suo tempo a contatto con il pubblico e gli addetti ai lavori: "Non ho visto ancora nessun film, preferisco imparare di più dal lavoro, è un'esperienza che non farò più. Mi piace fare entrare le persone in sala, 'fare i microfoni', cioè preparare la sala per la presentazione dei registi. Tutti loro, e anche qualche attore, sono venuti a vedere i propri film. È la parte più stimolante".

Mattia ha assistito a qualche problema con gli abbonamenti il primo giorno e alla protesta di Pedro Henrique che ha ritirato il suo film dalla proiezione, ma a parte lamentele isolate il pubblico ha accolto tutto con calma e capito la situazione. "È gestito tutto benissimo", ha detto soddisfatta Beatrice.

Vario il pubblico che hanno visto varcare dalle porte del Cinema Massimo: giovanissimi, persone anziane, di Torino o di altre città ma anche stranieri che sono venuti appositamente per il Film Festival.

"E’ un pubblico variegato, ma abbiamo visto tanto giovani", conferma la collega Margherita Marchese che di anni ne ha 62 e che dopo l’esperienza con le Olimpiadi non ha più smesso di fare la volontaria. "E’ un evento incredibile, ci sono tanti giovani e ti permette di conoscere tanti professionisti dell’ambiente. Per ora purtroppo sono riuscita a vedere solo un film, quello con Michele Placido, Orlando, ma spero di vederne altri".

Anche Milvia Gola, 72 anni, non è alla sua prima esperienza con il festival. "Ho partecipato anche agli altri festival come volontaria, ho iniziato la prima volta guardando su internet, da lì poi mi hanno sempre richiamata", guardando anche agli anni passati conferma la grande affluenza di giovani. "Il pubblico è misto ma mi ha stupito la presenza di tanti ragazzi ed è bello vederne tanti anche tra i volontari, c’è un bello scambio intergenerazionale. Ahimè - ammette - non sono ancora riuscita a vedere nessun film, ma accetto tanti consigli dai colleghi".

Chi invece sta già facendo incetta di titoli è Sergio Valenti, 38 anni, "Ho già visto film 'la Piedad' e 'Nagisa', ho visto in parte 'She said' e quello sul generale Dalla Chiesa. Quello che ho apprezzato di più è stato 'La piedad', molto Almodovar e molto Ionesco". Anche Sergio ha già avuto esperienza come volontario, a cominciare dal Lovers Film Festival. "Quello che mi piace è poter essere utile ma anche la possibilità di approfondire l’ascolto, avendo un feedback dalle altre persone".

Disagi? "In generale nessuno - conferma -  Certo magari c’è qualche incomprensione sui biglietti qualche persona rimasta spaesata nel rientrare in sala dopo tanto tempo, ma vedere tutte queste persone ti fa capire che se sanno che c’è qualcosa di qualità la vanno a vedere".

Chiara Gallo e Francesco Capuano

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