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Cronaca | 16 ottobre 2022, 07:30

Discarica della Ramognina di Varazze, la Provincia diffida il Comune

Dopo sopralluoghi di Arpal erano emerse diverse criticità relativamente soprattutto alla gestione del percolato, delle coperture provvisorie e del biogas,

Discarica della Ramognina di Varazze, la Provincia diffida il Comune

Continua a far discutere la discarica della Ramognina di Varazze.

Infatti, dopo, una nota di Arpal dello scorso 4 ottobre che comunicava gli esiti di un sopralluogo (campionamento acque Rio Arenon nei punti a monte e a valle) svolto il 13 settembre, erano emerse diverse criticità relativamente soprattutto alla gestione del percolato, delle coperture provvisorie e del biogas, portando così la Provincia a decidere così di diffidare il comune e quindi il sindaco Luigi Pierfederici.

"Visto il verbale di campionamento di ARPAL relativo al campionamento da parte della stessa agenzia delle acque superficiali del Rio Arenon, nel quale venivano sollevate le seguenti criticità: il Rio Arenon era in regime di magra. Mentre nel punto di campionamento a monte non venivano registrate anomalie organolettiche, nel punto di campionamento a valle le acque si presentavano di colorazione giallognolo; il punto di campionamento di valle risultava difficile da raggiungere a causa della fitta vegetazione; ai piedi di alcune scarpate del corpo di discarica erano presenti trafilamenti e accumuli di percolato sulla superficie della copertura provvisoria; la copertura provvisoria si presentava in parte erosa, probabilmente a causa dello scorrimento delle acque superficiali meteoriche, talvolta con affioramento di rifiuti" viene spiegato dalla Provincia.

Nell'ulteriore sopralluogo del 19 settembre relativo ad una visita ispettiva, IPCC, oltre ad essere state sollevate le problematiche, era stato appurato che al momento dello stesso non era presente personale operativo impegnato nell'attività di ripristino e manutenzione ed erano presenti dei trafilamenti/pozze di percolato alla base delle scarpate che erano raccolti in parte in canalette di drenaggio realizzate nel 2021 per ovviare alla criticità già riscontrata legata alle fuoriuscite di percolato dal corpo della discarica.

Quindi a causa del cattivo funzionamento di queste canalette di recente realizzazione, il percolato veniva convogliato nel sistema di drenaggio superficiale previsto a progetto e una parte, ulteriormente, trafilava nella scarpata sottostante.

"Non era stato possibile verificare la condizione del corpo idrico a causa della fitta vegetazione presente. Era stato comunque verificata la presenza di materiale plastico in corrispondenza dello sbocco della canalina delle acque meteoriche prima della confluenza con il rio - viene spiegato ancora dalla Provincia - Si segnalava una generale incuria nella pulizia e manutenzione della discarica, in particolare per quanto atteneva le canalette di regimazione acque superficiali e il sistema di drenaggio del percolato. Alcuni tratti di gronda, inoltre, si presentavano poco definiti per fenomeni franosi e per presenza fitta vegetazione".

Durante il primo sopralluogo la copertura provvisoria si era presentata erosa con presenza, talvolta, di rifiuti a vista e la torcia del biogas e il sistema di estrazione dello stesso risultavano inattivi. Inoltre, buona parte dei pozzi di estrazione avevano la valvola di regolazione chiusa e non era presente nell'impianto la documentazione relativa ai controlli mensili sui pozzi del biogas come previsto e non era presente la strumentazione per la misura della composizione del biogas, flusso e depressione.

Successivamente era stata data comunicazione all'autorità giudiziaria, da parte dell'agenzia regionale.

"Considerato che le condizioni di criticità rilevate durante i sopralluoghi di ARPAL potrebbero compromettere l'isolamento della discarica rispetto alle matrici ambientali circostanti, imponendo altresì la necessità di una analisi più approfondita delle condizioni di manutenzione dell'impianto di discarica e delle modalità di copertura in essere dei rifiuti ivi abbancati" proseguono da Palazzo Nervi.

Entro 30 giorni quindi dal provvedimento di diffida, il comune gestore, dovrà produrre una relazione tecnica che rappresenti le operazioni di avvenuto ripristino dello stato dei luoghi a seguito delle criticità rilevate da ARPAL nel corso dei sopralluoghi; dovrà essere data puntuale risposta punto per punto ad ogni irregolarità rappresentata nel provvedimento e nella nota di Arpal del 4 ottobre; lo stato di fatto delle coperture provvisorie presenti sui lotti di discarica.

Il documento dovrà contemplare le specifiche tecniche di costruzione e dei materiali impiegati per le coperture, unitamente ad opportune verifiche sull'effettivo deflusso delle acque superficiali e sull'efficace riduzione dell'infiltrazione nel corpo rifiuti; l'avvenuto ripristino della piena funzionalità dei piezometri per la verifica dei livelli di guardia del percolato, con contestuale trasmissione dei risultati della campagna di campionamento effettuata su tutti i piezometri previsti per la verifica di stabilità; gli esiti di un nuovo campionamento che si dovrà predisporre ed eseguire sulle acque superficiali del Rio Arenon, a monte ed a valle, con analisi critica delle evidenze rilevate.

Dovrà essere inoltre specificato un cronoprogramma con gli interventi da attuare, con particolare riferimento alle coperture provvisorie e al sistema di regimazione delle acque superficiali e al sistema di drenaggio del percolato.

La diffida costituisce la comunicazione di un avvio del procedimento di sospensione dell'autorizzazione in caso di una reiterata inosservanza delle prescrizioni autorizzative o di avvio del procedimento di revoca dell'autorizzazione in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida.

Punti salienti evidenziati da Arpal:

Presidio della discarica. In occasione del campionamento del 13 settembre il sito non era direttamente presidiato da personale della discarica;

Copertura provvisoria. In entrambi i sopralluoghi si è constatato che in diversi punti la copertura provvisoria era deteriorata ed erano visibili rifiuti a vista. Erano inoltre visibili alcuni fenomeni erosivi, ragionevolmente indotti dalle piogge. Si fa presente che il materiale franato da tali erosioni si era in parte accumulato nelle canalette di drenaggio superficiale del percolato, inficiandone in gran parte la funzionalità;

Percolato. Erano presenti fuoriuscite di percolato che si accumulavano in particolare alla base delle banche. Alla luce del cattivo stato di manutenzione delle canalette di drenaggio di cui al punto precedente, una parte minoritaria del percolato affiorante veniva captato dal drenaggio superficiale mentre la maggior parte scorreva sulla superficie della discarica. Per quanto si era potuto accertare il fenomeno di scorrimento del percolato era rimasto confinato entro i confini della discarica;

Pulizia e manutenzione. II canale di gronda, le aree alla base del muro di valle (dove sono ubicati i piezometri PZ2 e PZ3 ed il sistema di MISO) ma soprattutto l'accesso al punto di campionamento del rio Arenon si presentavano interessati da presenza di folta vegetazione che ne rendevano difficoltoso l'accesso e l'eventuale ispezione anche solo visiva. Il canale di gronda presentava inoltre alcuni tratti di discontinuità;

Biogas. Durante il sopralluogo del 19 settembre era stato verificato che la torcia ed il sistema di aspirazione del biogas non erano funzionanti. Dai tabulati sul funzionamento si apprendeva che erano spenti almeno dal mese di luglio.

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