Il Nazionale

Cronaca | 06 ottobre 2022, 12:56

Premio Paganini, è polemica sui contratti di consulenza a ex membri dello staff della ministra Dadone

I nomi scelti prenderanno circa 200mila euro per il biennio 2022-2023. Le risposte di Bucci e Orazi, sovrintendente del Carlo Felice

Premio Paganini, è polemica sui contratti di consulenza a ex membri dello staff della ministra Dadone

Sono stati presentati oggi gli eventi e le iniziative legate al lancio della 57esima edizione del Premio Paganini, il concorso internazionale di violino legato al celebre musicista genovese. Nei giorni scorsi è stato sollevato il caso delle tre consulenze che il Teatro Carlo Felice, che ogni anno riceve finanziamenti dalla Regione Liguria e dal Comune di Genova per le attività culturali, ha stipulato nell'ambito dell'organizzazione del premio. Si tratta di contratti per il biennio 2022-2023, per un totale di circa 200mila complessivi

I nomi scelti sono quelli di Marco Sanzari, Manuela Svampa e Matteo Ventricelli, che sono però membri dello staff della ministra alle Politiche Giovanili del Movimento 5 Stelle Fabiana Dadone, che avevano partecipato all’organizzazione di un evento dedicato alle dipendenze che si era svolta proprio al Carlo Felice nel 2021.

La polemica è scattata perché il revisore dei conti del teatro Carlo Benedetti ha chiesto a Claudio Orazi, sovrintendente, chiarimenti sulla regolarità delle procedure di affidamento degli incarichi. Le tre figure scelte non avrebbero competenza nell’ambito musicale, essendo sempre stati nel settore amministrativo e di organizzazione di eventi. 

Nell’ambito della presentazione del Premio, sia il sindaco Marco Bucci sia lo stesso Claudio Orazi hanno risposto alle tante perplessità sollevate sulla vicenda.  

La vicenda non esiste” - commenta secco Bucci. “Chi vuole strumentalizzare, come al solito, da me non trova terreno assolutamente non fertile. Il Comune di genova ha intenzione di investire sul premio, e abbiamo preso una decisione strategica per riportarlo a livello internazionale, non come era prima, ma più di com’era prima: per far questo abbiamo bisogno di persone che siano in grado.

Il Presidente, Giovanni Panebianco, è una persona con un curriculum che non ha eguali a Genova. Abbiamo deciso di rinforzare il team con una nuova sede, inserendo nuove persone del comune che lavoreranno a tempo pieno negli uffici e con un nuovo budget da investire. Il nuovo progetto operativo è stato visto e concordato con il presidente, e che porterà Paganini in giro per il mondo.

Il Presidente ha detto che voleva delle persone per lavorare su questo. Abbiamo inserito un budget che è stato approvato in giunta e durante la delibera di giunta è stato detto che l’ente attuatore di questi contratti è il Carlo Felice. Non solo dei contratti, anche perché il Carlo Felice ci da gli spazi. Quando il premio Paganini va al Carlo Felice, come ieri sera, per esempio, mette il teatro a disposizione. Fa parte del premio Paganini. I soldi vengono dal comune di Genova, non dal Carlo Felice. Le persone sono state scelte dal team di lavoro perché ognuno ha il diritto di scegliersi i proprio collaboratori, qual è il problema?” 

Alla domanda del perché siano stati scelti proprio i membri dello staff della ministra Dadone, risponde:Si vede che li conoscevano e lavoravano bene. Il presidente li ha scelti, come io scelgo persone tutti i giorni, alcuni erano parte del mio staff. Avete qui Casabella (portavoce del sindaco e capo dell'ufficio stampa del Comune assunto durante il mandato di Bucci) che è sei anni che è con me, e allora?

E’ un altro mondo. Se uno vuol far polemica è libero di farla, io sono libero di rispondere. Il Comune è stato informato della cosa e non c’è nessun problema”.

E prosegue: “Non vedo il legame con la conferenza sulle dipendenze dello scorso anno: ho lavorato per 35 anni nell’healtcare ma non faccio il sindaco negli ospedali, non so se ho reso l’idea”. 

C’è gente che vuole far polemica per forza. Ma è tutto super regolare. Queste persone non devono far lavoro artistico, ma amministrativo. Questo è quello che è stato chiesto. Se dovessero dirigere l’orchestra forse non sarebbero le persone adatte. Se dovessero suonare il violino nemmeno”.  

Commenta poi Claudio Orazi: “Intervengo, come mio costume, solo in maniera ufficiale. Sì, abbiamo fornito le risposte al quesito di un collegio e di un revisore del collegio nell’ambito di una seduta ordinaria  che ha ritenuto di richiedere approfondimenti riguardo alle collaborazioni che ho attivato. Abbiamo risposto punto per punto e siamo a disposizione del ministero per ulteriori e più approfondite spiegazioni. 

Il sottoscritto, in tutto i teatri che ha diretto, ha sempre invocato di essere controllato. Con questo scopo sono venuto qui e ho avviato il risanamento economico e finanziario che tutti conoscete, mettendo in atto una chiusura con due o tre bilanci straordinari con utili proprio per fare di Genova il primo teatro a livello nazionale dal punto di vista reputazione. 

La forma è ineccepibile e consentita dalla legge. Io mi riferisco a quanto previsto dal D.L 367 96 dell’allora vicepresidente del Consiglio Veltroni, che riserva al sovrintendente che, ancora meglio di allora oggi è per la legge è gestore unico, sostanzialmente amministratore delegato del teatro, nell’articolo 13, dà al sovrintendente di avvalersi di collaboratori di cui risponde dell’operato.

Nel solco di questo indirizzo legislativo, ho conferito incarico di natura fiduciaria nei confronti di persone che avessero requisiti per poterle svolgere. Si può fare approfondimento ancora più dettagliato. Chi le parla si è formato alla Farnesina, per lunghi anni ho lavorato con la direzione generale degli affari culturali quindi conosco bene le qualità del funzionario dello Stato nel riconoscere gli ambiti, le strade, le procedure, il merito di posizionare le attività, in questo caso culturali e artistiche, nei riconoscimenti che spesso da una distanza lontana da Roma non sono facilmente notabili.

L’organizzazione tecnico artistica di questo concorso è garantita del Carlo Felice che ha tutte le competenze e la discrezione per poterlo fare. Sa stare al suo posto e non fa invasione di campo. Questo treno è il treno di questa città e dell’amministrazione comunale.

Il sindaco ha fatto un intervento concentrato sul rapporto tra la città e il mondo. Questa città deve essere ambasciatrice dell’italia nel mondo attraverso i suoi valori e le sue bellezze nel campo dei beni culturali materiali e immateriali che hanno una valenza misurabile, e lo faremo nel bilancio sociale del prossimo anno

Nel caso di Paganini è un bene immateriale che ha un valore assoluto e incredibile e bene fa l’amministrazione a promuoverlo”.

Sulla vicenda è intervenuto anche  il consigliere regionale del Partito Democratico Pippo Rossetti,  che ha presentato un’interrogazione in cui chiede delucidazioni sulla vicenda visto il coinvolgimento anche economico di Regione Liguria all'attività del Teatro.

Visti gli ingenti contributi che ogni anno la Regione Liguria stanzia per il Carlo Felice - per il 2022 parliamo di una cifra di due milioni trecentomila euro, di cui 1milione e 300mila euro di contributo ordinario e un milione di contributo straordinario è necessario che la Giunta contribuisca a fare chiarezza sulla vicenda delle tre consulenze che il Teatro Carlo Felice ha stipulato nell'ambito dell'organizzazione del premio Paganini, tre contratti di 200 mila euro complessivi nel biennio 2022-2023. Il tema è alquanto delicato e rischia se non chiarito di compromettere l'immagine del Teatro Carlo Felice e della città di Genova. Per questo servono a più presto risposte puntuali e chiare”.

Chiara Orsetti e Isabella Rizzitano

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