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Politica | 21 settembre 2022, 14:03

Ansaldo Energia, 800 in corteo, l'ultimatum al governo: "Risposte immediate o escalation di proteste"

Il prefetto Franceschelli già domani si confronterà sulla crisi con il ministro Franco, in visita al Salone Nautico

Ansaldo Energia, 800 in corteo, l'ultimatum al governo: "Risposte immediate o escalation di proteste"

Un incontro con il governo o i sindacati minacciano un'escalation di proteste. È quanto è stato scritto nel verbale dell'incontro tra i sindacati di categoria questa mattina in prefettura sulla vicenda relativa alla crisi di Ansaldo Energia, la multinazionale genovese che ha annunciato l'azzeramento delle commesse per il 2023 e il taglio delle 200.000 ore di lavoro a partire dal primo marzo.

La diretta:

I lavoratori temono che per fare fronte alla crisi molti di loro saranno lasciati a casa, mentre da tempo le RSU chiedono un intervento immediato del governo e di Cassa Depositi e Prestiti, che detiene l'88 per cento di Ansaldo Energia.

Le azioni richieste dai sindacati al governo, di cui il prefetto Renato Franceschelli si è impegnato a discutere domani, in occasione dell'inaugurazione del Salone Nautico con il ministro dell'economia Daniele Franco, riguardano la ricapitalizzazione di Cassa Depositi e Prestiti, nuova liquidità per garantire i posti di lavoro a rischio, la ripresa delle commesse perse in questi mesi, un nuovo piano industriale, ma anche un cambio di governance da parte dell'azienda, responsabile, secondo i sindacati, di non aver reso partecipe i lavoratori, ma anche i vertici di città e regione della difficile situazione all'interno di Ansaldo Energia.

Di seguito il verbale dell'incontro di questa mattina in prefettura.

Nella mattina di oggi, 21 settembre 2022, nell'ambito della mobilitazione organizzata dai sindacati di categoria, FIM-CISL, FIOM, UILM contro la politica aziendale adottata dai vertici di Ansaldo Energia, si è tenuto un presidio davanti a questo Palazzo del Governo preceduto da un corteo composto da circa 800 lavoratori che hanno sfilato dalla sede dell'azienda lungo le vie cittadine.

Nella circostanza il Prefetto ha ricevuto una delegazione dei rappresentanti sindacali di FIM-CISL, FIOM, UILM di cui all'allegato foglio firme ed ha invitato, in apertura di seduta, ad illustrare le motivazioni a fondamento dello stato di agitazione, in atto da qualche mese, a seguito della chiusura del bilancio aziendale in perdita.

I rappresentanti sindacali, nel ricordare come il primo semestre del 2022 ha fatto registrare perdite per più di 440 milioni di euro e una conseguente svalutazione pari a 390 milioni di euro integrando i presupposti dell'art. 2446 c.c. "Riduzione del capitale sociale per perdite", hanno espresso vivo allarme per la situazione in cui verserà l'azienda sia sotto il profilo patrimoniale-finanziario che dal punto di vista della produzione aziendale.

In particolare le OO.SS. hanno sottolineato come, in occasione dell'incontro di ieri, tenutosi con Confindustria, sia emersa una situazione decisamente grave sotto il profilo delle prospettive aziendali future. Infatti, a tale ultimo riguardo, è stato evidenziato come per il 2023 non risultino commesse firmate, sia in Italia che all'estero, circostanza che determinerà, si stima, una riduzione di circa 200.000 ore di lavoro già a partire dal prossimo mese di marzo, riduzione che si ritiene destinata ad aumentare in assenza di una rapida inversione di rotta.

Le organizzazione sindacali hanno tenuto a ricordare come Ansaldo fosse già aggiudicataria delle commesse per le tre centrali Enel, commesse poi fermate per scelte governative di politica energetica, che, per contro, se avviate consentirebbero di risolvere parte dei problemi riportando lavoro in fabbrica, e al contempo, grazie all'utile di determinate turbine, l'avvio della transizione energetica.

In questo senso chiedono un intervento del Governo per il mantenimento delle predette commesse ad Ansaldo evitando che altri possibili competitors possano subentrare, approfittando della mancanza di strategia industriale.

A fronte hanno espresso viva preoccupazione per gli assetti del nuovo Piano industriale che dovrebbe traghettare il rilancio dell'azienda previa ricapitalizzazione da parte di Cassa Depositi e Prestiti che detiene l'88% della proprietà di Ansaldo Energia.

A tal riguardo hanno lamentato, con vivo allarme, la totale mancanza, dopo ben 50 giorni dalla richiesta aziendale di ricapitalizzazione, di risposte ed interventi certi, da parte dell'azionista di maggioranza, Cassa Depositi e Prestiti.

I sindacati di categoria hanno, nello specifico, stigmatizzato le Linee della nuova strategia industriale in quanto non in grado di risolvere i problemi strutturali della società e potenziarne la struttura produttiva, in mancanza di ordini certi per il prossimo futuro.

Tengono a segnalare, in particolare, per le valutazioni di competenza da parte dell'azionista di maggioranza, la contraddittorietà della comunicazione da parte del management aziendale che, solo a distanza di un mese dall'annuncio di un trend molto positivo per l'azienda (30% di crescita), informava dell'integrazione dei presupposti di cui all'art. 2446 del codice civile.

I rappresentanti sindacali aggiungono, inoltre, come una efficiente politica industriale, oltre a farsi carico del reperimento delle commesse sul mercato italiano e straniero, dovrà affrontare i problemi strutturali della società dovuti alla mancanza di strategia sul prodotto e di quello connessi al mancato pagamenti dei fornitori e degli appaltatori.

I sindacati di categoria, alla luce di quanto rappresentato, annunciando già, in mancanza di risposte a stretto giro, una escalation di proteste, hanno richiesto un incontro con il Governo entro una quindicina di giorni, volto alla messa in "sicurezza di Ansaldo" attraverso i seguenti assi di azioni:

la immediata ricapitalizzazione da parte di Cassa Depositi e Prestiti;

nuova liquidità per la tutela dei lavoratori e dei fornitori;

la riprese delle commesse per le tre centrali;

un Piano Industriale di rilancio con nuovi ordini e prospettive per l'azienda in Italia e all'estero;

 una nuova governance dell'azienda.

Il Prefetto, nel riconoscere l'interesse strategico a livello economico, lavorativo e storico per Genova della realtà industriale di Ansaldo, si impegna a rappresentare immediatamente al Governo le richieste

avanzate, assicurando la massima attenzione sulla vertenza in questione. Aggiunge che in occasione della cerimonia di inaugurazione del Salone Nautico di domani si farà ulteriormente portavoce con il Ministro Franco delle istanze oggi rappresentate.

Al riguardo comunica di aver già avuto interlocuzioni con il Capo di Gabinetto del predetto Ministro che ha assicurato come il dossier di Ansaldo sia alla massima attenzione da Parte della Cassa Depositi e Prestiti oltre che del Ministero interessato.

Francesco Li Noce

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