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Sport | 14 maggio 2022, 00:22

Olimpiadi dei sordi, le cestiste Ciardiello e Sguotti tornano a Gallarate e Cassano con l’argento al collo

Piazza d’onore alle Deaflympics per la nazionale italiana di pallacanestro femminile che, dopo un torneo esaltante, si arrende solo agli Stati Uniti nella prima storica finale

Olimpiadi dei sordi, le cestiste Ciardiello e Sguotti tornano a Gallarate e Cassano con l’argento al collo

È medaglia d’argento per la nazionale italiana di pallacanestro femminile alle Deaflympics, le Olimpiadi dei sordi in corso a Caxias do Sul, in Brasile.
Nella spedizione azzurra che ha conquistato la prima finale olimpica c’erano anche Silvia Sguotti di Cassano Magnago (esordiente classe 2006, la più giovane del gruppo) e Chiara Ciardiello di Gallarate, classe 1992 (leggi qui). Quest’ultima lo scorso anno ha preso parte al Campionato Europeo disputato a Pescara e vinto proprio dall’Italia.

Le azzurre non sono riuscite a bissare l’oro anche alle Olimpiadi silenziose. Dopo un grande torneo, si sono arrese solo in finale agli Stati Uniti. Una partita per larghi tratti tiratissima, giocata punto a punto fino all’ultimo quarto, quando le americane hanno preso il largo, imponendosi 91-77.

Entusiasmante la cavalcata che ha portato l’Italia in finale. Impeccabili nel girone le ragazze di coach Sara Braida, che nella gara di esordio hanno superato per la prima volta la Grecia, fino a quel momento un tabù per le azzurre, con un netto 72-57. Non c’è stata storia nella partita successiva, disputata contro le padrone di casa del Brasile, una formazione ancora in fase di costruzione: 128-6 il risultato. Più tosta ma comunque a tinte azzurre la sfida con la Polonia: il 61-42 ha significato per l’Italia il primo posto nel girone.

Agevole il quarto di finale con il Kenya, archiviato con il punteggio di 79-36. In semifinale, di nuovo contro la Polonia, il risultato è stato lo stesso del girone: una vittoria (73-58) che questa volta è valsa la prima, storica finale olimpica per le azzurre della palla a spicchi. E un nuovo importante capitolo del percorso iniziato dieci anni fa.

Riccardo Canetta

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