Eventi e Turismo | 28 settembre 2021, 18:23

Sala Dogana, “Homa aparato” tra arte, scienza e ambiente con iCub e Negoescu fino al 2 ottobre

Dal 30 settembre fino al 2 ottobre a Palazzo Ducale Sala Dogana sarà presentata la performance artistica interattiva, destinata ad un pubblico adulto, realizzata dall’artista Cristiana Cott. Negoescu in sinergia con l’IIT e il Goethe-Institut per sensibilizzare gli spettatori sul tema dell’acqua e i cambiamenti climatici

Sala Dogana, “Homa aparato” tra arte, scienza e ambiente con iCub e Negoescu fino al 2 ottobre

 

Nasce da una riflessione sull’acqua e il suo potere ambivalente, distruttiva e salvifica, la performance dell’artista Cristiana Cott. Negoescu, dal titolo “Homa aparato”, che sarà rappresentata dal 30 settembre al 2 ottobre, in Sala Dogana di Palazzo Ducale. La performance è il risultato del programma di residenze artistiche promosse dal Goethe-Institut sul tema dell’Intelligenza artificiale e ospitate all’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia. Oltre al tema dell’acqua, infatti, la performance toccherà il tema del cambiamento climatico, il rapporto tra essere umano e tecnologia – con la presenza del robot umanoide iCub -  e il ruolo che le emozioni dovrebbero avere nel guidare le persone a compiere scelte più sostenibili per l’ambiente e l’umanità.

Per l’artista, il punto di unione tra l’arte e la scienza è stato proprio lo studio dei meccanismi sociali tra robot e persone, che nella performance “Homa aparato” si è tradotto in una più ampia riflessione sulle emozioni umane e il ruolo della tecnologia come mediatore di decisioni, tutto inserito nel contesto attuale dei cambiamenti climatici, dove l’acqua è uno degli elementi “fuori controllo” se si pensa agli eventi climatici estremi, quali siccità, tempeste e inondazioni.

“In un certo senso l’acqua dà e toglie, non controlliamo mai davvero l’acqua, ma lei può controllare noi” – ha dichiarato l’artista.

Cristiana Cott. Negoescu, nata a Bucarest e formatasi all’Università di Lincoln (UK) e all’Accademia d’arte di Düsseldorf (Germania), è un’artista multimediale. Le sue installazioni sono performance fisiche accompagnate da video e fotografie, e per l’ultimo suo progetto “Homa aparato” si è confrontata con la scienza e tecnologia dell’IIT, in particolare gli studi di interazione tra le persone e i robot umanoidi come iCub. Cott. Negoescu è stata ospitata per alcune settimane nel laboratorio di “Social Cognition in Human-Robot Interaction” di IIT, diretto dalla scienziata Agnieszka Wykowska, il cui focus di ricerca sono le neuroscienze cognitive social e l'interazione uomo-robot, attraverso l’utilizzo di tecniche di misura comportamentali.

Sala Dogana è uno spazio dedicato alla creatività giovane coordinato dal Comune di Genova nell’ambito di Palazzo Ducale con la partecipazione dell’Accademia Ligustica e dell’Università, con l’intento di agevolare giovani artisti offrendo loro lo spazio ed alcuni servizi, per far conoscere ed evidenziare le varie sensibilità oltre alle aspettative delle nuove generazioni attraverso le arti visive, la musica e altre forme espressive contemporanee.

La residenza artistica presso l’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia di Genova è stata promossa dal Goethe-Institut nell’ambito del progetto “Generazione A = Algoritmo”, una delle molteplici iniziative nate in occasione del semestre di Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea della Germania, che si è svolto da luglio a dicembre 2020. 

Il bando, finanziato con fondi straordinari del Ministero degli Esteri tedesco, era rivolto a giovani artisti tra i 18 e i 30 anni, considerati i rappresentanti delle due generazioni che anticipano e fanno da apripista alla prossima generazione, la “Generazione A”, dove A sta per Algoritmo, suggerendo che l’uso degli algoritmi sarà quotidiano poiché le macchine intelligenti saranno sempre più presenti nella nostra società. 

IIT è stata individuata come sede di residenza artistica per due delle artiste selezionate dalla giuria del concorso, una è Cristiana Cott. Negoescu, che sarà protagonista della performance a Palazzo Ducale, l’altra è la statunitense Lindsey Cammack, interessata allo studio dei cianobatteri e al loro squilibrio nell’ambiente causato dall’inquinamento dovuto alle attività umane. Cammack sta svolgendo le proprie ricerche nei laboratori di Bioinspired Soft Robotics, diretti da Barbara Mazzolai, Associate Director per la Robotica di IIT.

C.S.

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