Cronaca | 24 luglio 2021, 12:06

Cure difficili per una gattina di Imperia, Uniti per le Code denuncia "i veterinari non hanno un codice deontologico?"

L'Associazione animalista “Volontari Uniti per le Code” denuncia, attraverso una nota stampa, alcuni fatti accaduti nella notte tra domenica 18 luglio e lunedì 19 luglio, presso un pronto soccorso veterinario di Imperia.

Cure difficili per una gattina di Imperia, Uniti per le Code denuncia "i veterinari non hanno un codice deontologico?"

L'Associazione animalista “Volontari Uniti per le Code” denuncia, attraverso una nota stampa, alcuni fatti accaduti nella notte tra  domenica 18 luglio e lunedì 19 luglio, presso un pronto soccorso veterinario di Imperia. “La nostra associazione - spiegano - si occupa di randagismo, avendo recuperato una gattina di soli 45 giorni, ci siamo trovati nella necessità ed emergenza, di far somministrare ossigeno per alleviare le sofferenze dovute ad una dispnea grave per la conseguenza di una polmonite".

"Giunti in ambulatorio durante la notte è stato  somministrato ossigeno notando un notevole miglioramento della piccola, dopodiché le è stato tolto, nonostante la gattina, visibilmente peggiorasse la sua condizione. - aggiungono - La spiegazione è stata che la clinica non può ricoverare causa lavori; anche dopo la nostra richiesta di poter allora stare lì e continuare con l’ossigeno in nostra presenza ci è stato detto che ciò non era possibile”. 

Le volontarie allora hanno provveduto a “contattare un altro pronto soccorso veterinario, ad Arma di Taggia, dove non ci hanno neanche ricevute. Ma i veterinari non hanno un codice deontologico? - si chiedono - Noi semplici volontarie, con le lacrime agli occhi, ci siamo rivolte immediatamente alla clinica Letimbro di Savona, dove con molta umanità, la gattina ha ricevuto le cure necessarie ad alleviare le sofferenze. Ci chiediamo, a parte a pagare la sola chiamata 90 euro più 10 euro per quel poco ossigeno, a cosa servono le cliniche aperte h24?”.

L’associazione “Volontari Uniti per le Code” ha voluto rendere pubblica la vicenda 
“...per informare, sia la popolazione, sia l'ordine dei medici veterinari, del comportamento di coloro che, in base all'articolo 16 del codice  deontologico veterinario hanno il dovere di assistenza e  ha quindi l'obbligo nei casi di urgenza ai quali è presente, di prestare le prime cure agli animali nelle proprie capacità. E, - concludono - in base alla legge n. 201/2020, articoli 3 e 4, si vieta di causare dolore e sofferenza e a noi ad un animale da compagnia che non respira ci sembra una sofferenza notevole”.

redazione

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