Eventi e Turismo | 11 giugno 2021, 12:01

Neive, nuove emozioni per la torre dell’orologio
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L'artista Elena Pugliese regala un’opera sonora che rimette lo storico edificio al centro del paese

Neive, nuove emozioni per la torre dell’orologio
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La Torre Comunale di Neive, o Torre dell’Orologio, è stata, dal lontano 1224, il punto di riferimento dell’incantevole borgo langarolo. Tornata fruibile nel luglio 2020 dopo un lungo restauro, permettendo ai visitatori di poter godere dello spettacolo naturale offerto da un panorama unico, che spazia a 360° dalla vetta del Monviso alle colline della Langa, perdendosi verso il Monferrato, aveva subito una nuova chiusura dettata dalle restrizioni dovute alla pandemia.
Oggi diventa simbolo della ripartenza, grazie all’opera sonora realizzata dall’artista Elena Pugliese, che accompagnerà i visitatori per i suoi 89 gradini, in un viaggio emozionante e coinvolgente, che riporta la torre e il visitatore al centro del paese, nel suo cuore pulsante.

Il progetto di Elena Pugliese, che si intitola “Nella tua voce”, è durato un anno ed è frutto del coinvolgimento dell’intera comunità neivese, attraverso un lavoro di ascolto e dialogo.

Nel ripensare al ruolo storico della Torre, come simbolo della centralità e dell’unità del paese e a ciò che significa oggi, l’artista ha voluto “riempirla” con la presenza dei suoi abitanti, quelli che vivono lì da sempre e i nuovi arrivati, quelli di “Neive bassa” e di “Neive alta”.

Quello che Elena Pugliese ha chiesto agli abitanti del paese è stato di realizzare un’azione comune, salire sulla Torre e lasciare una propria testimonianza vocale: una raccomandazione che si sono sempre sentiti fare. L’azione si è concretizzata gli scorsi 7 e 8 ottobre, quando dall’alba a notte fonda oltre 400 neivesi sono saliti sull’edificio per registrare il proprio messaggio.

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“Le voci che ascoltiamo - spiega la curatrice Francesca Comisso - raccontano qualcosa che ciascuna persona si è sentita dire e che, a sua volta, consegna all’ascolto di altre. Questa specie di staffetta rende chi ascolta destinatario della raccomandazione, trasformando la salita alla torre in un rito di appartenenza: chi ascolta fa esperienza di un’inclusione nella rete dei legami che le parole evocano. Quest’opera non celebra il valore astratto di cittadinanza, di cui la Torre è uno storico simbolo, ma il valore politico della sfera degli affetti e dei legami nel contesto di un’idea di comunità aperta, che prende forma e si rinnova in quel rito di passaggio”.

“Nella tua voce” è un’opera sonora, destinata all’ascolto individuale e chiunque, turista o abitante, da oggi potrà viverne l’esperienza salendo sulla torre, attraverso l’utilizzo di audio cuffie messe a disposizione all’ingresso.

“Quando mi chiedono lo scopo di un progetto come questo -
racconta Elena Pugliese - rispondo che per me il senso è creare le condizioni affinché ciascuno, se vuole, possa fare esperienza di sé lasciando una traccia di sé, nella totale libertà di scegliere se e come partecipare, esserci o non esserci. La partecipazione è un appuntamento con sé e con gli altri. Creare le condizioni per me significa creare spazi di ascolto e di presenza, in questo modo le cose possono accadere. Per chiamare a raccolta tutto un paese è importante ricordarsi che sono i singoli ad agire, a decidere”.

“Quando per la prima volta si è potuto salire in cima - racconta la sindaca Annalisa Ghella - simbolicamente ci era sembrato un buon segnale di ripartenza. Un nuovo punto di vista da cui guardare, un baluardo di appartenenza. Abbiamo pensato che un progetto artistico potesse aiutare a rafforzare la coscienza storica di questo luogo”.

“Nella tua voce” è un'opera che rimarrà in modo permanente nella Torre dell’Orologio, che continuerà a mantenere la sua nuova vocazione di punto di riferimento culturale del territorio, offrendo mostre in verticale, come quella su Dante Giacosa, che sarà inaugurata il prossimo 26 giugno oltre, ovviamente, al più suggestivo dei quadri che si può ammirare arrivando sulla sommità e affacciandosi da ognuna delle quattro finestre.

Andrea Olimpi

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