Eventi e Turismo | 03 maggio 2021, 09:00

Il Museo della Bicicletta di Bra si prepara a salutare il Giro d’Italia

Il presidente, ideatore e fondatore Luciano Cravero: “Insieme vinceremo questo difficile Gran Premio della Montagna”

Il Museo della Bicicletta di Bra si prepara a salutare il Giro d’Italia

Il Giro d’Italia di ciclismo si avvicina a grandi falcate e si torna a parlare di cimeli che ricordano le grandi imprese del passato. Tra i luoghi celebrativi di questo sport c’è anche il Museo della Bicicletta di Bra, che nei sedici anni di vita ha visto passare tanti campioni della corsa rosa.

Elisa Balsamo, protagonista nel 2020 ai campionati europei e recentemente salita sul terzo gradino del podio nella prima edizione femminile della Scheldeprijs, in Belgio; Francesca Fenocchio; Franco Balmamion; Francesco Moser; Italo Zilioli; Gianbattista Baronchelli; Massimo Ghirotto; Guido Messina; Imerio Massignan; Piero Coppi; Matteo Cravero; Beppe Conti; Domenico Cavallo; Maurizio Damilano e il team manager Gianni Savio.

Sono solo alcuni dei nomi che hanno lasciato in dote autografi, gadget, borracce, accessori, foto, magliette, entrati a far parte di un ricco patrimonio di oggettistica che abbraccia oltre cento anni di storia del mezzo a pedali. Oggetti che raccontano la corsa e ciò che le ruota intorno, il lavoro delle squadre, le macchine al seguito, i giornalisti. Un mondo eroico e colorato, che trasuda di fatica e trionfo.

Perché la permanente di corso Monviso, 25 è un luogo in cui sport, passione e storia si coniugano perfettamente. Come lo spazio dedicato a Marco Pantani, campione di ciclismo prematuramente scomparso nel 2004. Attraverso cimeli come magliette, borracce, cappelli e soprattutto le sue bandane, il presidente del Museo, cavaliere Luciano Cravero, ha così tributato un omaggio al Pirata che vinse il Giro nel 1998.

Grazie al contributo dei soci continuerà l’opera di valorizzazione dell’allestimento che ogni anno aggiunge qualche pezzo pregiato, frutto di donazioni o dell’instancabile lavoro del cavaliere Stefano Milanesio. Sue le repliche della bici da portalettere, da gelataio e molte altre opere che fanno la gioia di grandi e piccini durante le visite, oggi limitate a causa della pandemia.

Ma il presidente è fiducioso: “Il sogno è continuare a far crescere ed arricchire il Museo con novità e sorprese da proporre appena usciremo dall’emergenza sanitaria. Insieme vinceremo questo difficile Gran Premio della Montagna”.

Silvia Gullino

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