Il Nazionale

Cronaca | 04 aprile 2021, 17:45

Sequestrata l'auto che era diventata la casa di Rachid, "l'angelo di Ivrea". Il Comune di Torino interviene per garantirgli sistemazione

La vettura sequestrata perché priva di assicurazione. Il 36enne marocchino inserito nel piano di inclusione sociale della Città: la decisione annunciata dalla vicesindaca Sonia Schellino

Sequestrata l'auto che era diventata la casa di Rachid, "l'angelo di Ivrea". Il Comune di Torino interviene per garantirgli sistemazione

Non è stato un bel sabato per Rachid Saiad, il senza dimora marocchino che nel 2013 salvò la vita a due persone vittime di un incidente d'auto, diventando per tutti "l'angelo di Ivrea". Ieri i vigili gli hanno sequestrato l’auto che per lui era un tetto, un rifugio. Ma ora si è mosso il Comune di Torino per aiutarlo.

Un'auto come casa

In quella Seat Ibiza grigia da alcuni mesi lui ci viveva, ma i 'civich' in via Fossata sono stati irremovibili, applicando alla lettera il sequestro del mezzo, visto che per il codice della strada una vettura senza assicurazione non può circolare ma neppure restare solamente parcheggiata. Rachid ha messo tutto in un borsone rosso e si è allontanato.

Il quartiere, con una colletta, gli ha dato una mano, pagando qualche notte al residence della nuova Cascina Fossata, ma da martedì il rischio era quello di finire in strada, senza un tetto, alla mercé delle intemperie e degli imprevisti. Ma nella domenica di Pasqua è arrivata per lui una bella iniezione di fiducia dalla amministrazione Appendino.

L'intervento del Comune

"Appreso che Rachid avrebbe avuto una collocazione in housing sociale solo fino a martedì prossimo e non per un periodo più lungo come pensavamo, ci siamo immediatamente attivati", ha detto la vicesindaca di Torino, Sonia Schellino, che ha annunciato l'impegno del Comune per trovare una positiva soluzione per Rachid.

Da tempo il 36enne marocchino chiede solo un posto di lavoro e una opportunità vera. E dire che oltre all'arabo sa parlare correttamente italiano, inglese, francese e spagnolo. "Insieme agli Asili Notturni Umberto I, è stato possibile trovare una soluzione nell'ambito degli spazi gestiti in coprogettazione dalla Città di Torino per le persone in emergenza abitativa, nell'ambito del piano cittadino di inclusione sociale", ha spiegato la Schellino.

Permesso di soggiorno e lavoro per ripartire

Rachid, da martedì, "potrà quindi ricevere accoglienza in uno di questi spazi attualmente disponibili", è stato l'impegno preso dalla vicesindaca di Torino. Ora manca solo un ultimo tassello, per completare tutto: un permesso di soggiorno per avere un posto di lavoro. E ricominciare a vivere, non solo a sopravvivere.

redazione