Cronaca | 14 gennaio 2021, 14:30

Insegnante vittima di revenge pron, la preside: "Io non l'ho licenziata, lei si è dimessa"

In aula la madre della maestra sostiene il contrario: "Mia figlia si è sentita umiliata e costretta a lasciare il posto"

Insegnante vittima di revenge pron, la preside: "Io non l'ho licenziata, lei si è dimessa"

"Io non l'ho licenziata e non avevo intenzione di farlo. E' stata lei a dimettersi di propria iniziativa. Diceva che non si sentiva più in grado di guardare in viso i genitori dei bimbi". E' il racconto reso oggi in tribunale dalla direttrice (imputata) nel processo relativo al caso della giovane insegnante di una scuola materna rimasta senza lavoro dopo la diffusione non voluta di alcune sue fotografie intime.

Il caso di revenge porn risale al marzo del 2018. La tesi dell'accusa è che la maestra fu costretta a lasciare il posto. "Lei - ha invece affermato la direttrice - era sconvolta. Piangeva. Le avevo suggerito di andare da un avvocato o dai carabinieri. Spiegò che non lo aveva fatto perché amava il suo ragazzo. Sosteneva che avrei dovuto licenziarla o che in alternativa si sarebbe dimessa. Abbracciò sue colleghe, mi salutò ringraziandomi e se ne andò".

Di tenore diverso sono state le testimonianze, rese stamani, da alcuni familiari della giovane. "Mi raccontò - ha affermato la mamma - che la direttrice le aveva detto che non avrebbe mai più nemmeno pulito i cessi a Porta Nuova, che se non si fosse dimessa non l'avrebbero fatta uscire dalla scuola, che era stata additata e umiliata".

L'imputata, difesa dall'avvocato Valentina Zancan, ha negato la ricostruzione sottolineando che non voleva licenziarla: "le spiegai che se lo avessi fatto avrei dovuto scrivere nella lettera un motivo. Questo sarebbe stato un guaio: avrebbe faticato a trovare un altro lavoro. Peraltro non avrei saputo trovare una ragione per il licenziamento".

redazione

Ti potrebbero interessare anche: