Politica | 21 novembre 2020, 11:00

La zona rossa "sospende" la delibera anti-Libero Scambio. Nosiglia: "Reddito necessario per la sopravvivenza di molti"

Stop provvisorio della Giunta Regionale alla modifica del regolamento sulla vendita occasionale nei mercatini. L'arcivescovo: “Auspico una soluzione che abbia a cuore la dignità della persona”

La zona rossa "sospende" la delibera anti-Libero Scambio. Nosiglia: "Reddito necessario per la sopravvivenza di molti"

A pochi giorni dall'approvazione della delibera che, di fatto, ha messo fine all'esperienza del Libero Scambio è arrivato uno stop improvviso. La Regione Piemonte ha infatti sospeso gli effetti del provvedimento di modifica al regolamento sulla “vendita occasionale nei mercatini aventi quale specializzazione il collezionismo, l’usato, l’antiquariato e l’oggettistica varia”.

La frenata, fanno sapere dalla Giunta, è però provvisoria ed è stata concordata perché il mercato non si sta svolgendo a causa delle restrizioni dovute all'inserimento del Piemonte in “zona rossa”. Il BalùGreen, almeno per il momento, può quindi respirare una boccata d'aria anche grazie al sostegno ricevuto dall'arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia: “Esprimo profonda preoccupazione - ha commentato - per tutte quelle persone che, se la delibera entrasse in vigore, perderebbero un reddito occasionale ma necessario per la propria sopravvivenza”.

Nosiglia ha poi difeso la logica stessa dei mercati del libero scambio: “In quanto – ha aggiunto - momenti di economia circolare, organizzati in accordo con gli enti locali e avvalendosi delle competenze del terzo settore, costituiscono spesso occasioni di vera ecologia integrale contro la cultura dello scarto e dello spreco e rappresentano un’opportunità per le fasce più deboli”.

La richiesta è, infine, quella di un dialogo tra le parti: “Per molte persone – ha concluso - questo tipo di attività è il modo principale, se non l'unico, per avere un'occupazione che garantisca un sostentamento. Auspico pertanto che si possa trovare una soluzione condivisa che abbia a cuore la dignità della persona umana”.

Marco Berton

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