Politica | 24 settembre 2020, 13:35

Lega, finito il periodo di consegna per Matteo Gagliasso

Salvini e Molinari, conclusa la campagna elettorale, hanno “perdonato” il consigliere regionale scivolato sul “bonus Covid”, che può rientrare in aula, riprendere l’attività nelle Commissioni e tornare a rappresentare il partito sul territorio

Lega, finito il periodo di consegna per Matteo Gagliasso

È finito il periodo di consegna per il consigliere regionale saviglianese Matteo Gagliasso, il giovane esponente dei Giovani Padani coinvolto nella vicenda cosiddetta dei “furbetti del bonus Covid”.

Lui e il collega Claudio Leone erano stati messi in punizione dal loro partito, la Lega, poco più di un mese fa per aver chiesto e ottenuto i 600 euro dall'Inps nel periodo del lockdown.

Il cuore grande di Matteo Salvini li ha perdonati e già riabilitati.

Si è conclusa la campagna elettorale, l’attenzione mediatica si è abbassata e le esigenze correntizie della Lega richiedono a Salvini e al suo luogotenente in Piemonte, Riccardo Molinari, di avere i fedelissimi pronti a scattare come un sol uomo e soprattutto disponibili ad “obbedir tacendo”.

Gagliasso e Leone erano stati sospesi a metà agosto quando avevano richiesto e ottenuto i 600 euro assegnati dall’Inps alle partita Iva. Sia l’uno che l’altro si erano difesi sostenendo di averli prontamente restituiti, ma la frittata era fatta e era scattata la (finta) sanzione. 
Una punizione che il capogruppo regionale Alberto Preioni, non più tardi di una settimana fa aveva spiegato a Targato essere “sine die”.

Sempre lo stesso Preioni, martedì scorso, nella riunione dei capigruppo a Palazzo Lascaris, ha spiegato che il periodo di sospensione era finito e che i due potevano riprendere a pieno titolo l’attività nelle Commissioni, in aula e a rappresentare il partito sui rispettivi territori di elezione.

Il Capitano, quando si tratta dei suoi, perdona non sette, ma settanta volte sette.
Non è dato invece sapere quale destino il Pd abbia riservato a Domenico Sarno, torinese, altro consigliere regionale “furbetto”. È tuttavia probabile – dato il silenzio - che anche in questo caso sia scattata una “sanatoria”.

I partiti quando si tratta di difendere i propri esponenti fanno scattare una trasversalità solidale che in altre circostanze non è nemmeno immaginabile.

GpT

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