Politica | 01 agosto 2020, 14:36

Iniziati i lavori di demolizione delle dighe di Begato. Presidente Toti: “Con oggi non si torna indietro, mai più alloggi concentrati in zone isolate e senza servizi” (Foto e Video)

L'assessore Scaiola: "Con questo passaggio andiamo a far operare le ruspe direttamente su due edifici simbolo di una concezione dell’edilizia residenziale pubblica che avevamo ereditato dagli anni ’70 e ’80, che nessuno aveva mai avuto il coraggio di mettere in discussione"

Iniziati i lavori di demolizione delle dighe di Begato. Presidente Toti: “Con oggi non si torna indietro, mai più alloggi concentrati in zone isolate e senza servizi” (Foto e Video)

Sono iniziati i lavori di demolizione delle Dighe di Begato. Proprio questa mattina sono stati smantellati gli ascensori della Diga Bianca e i relativi solai: il vano corsa degli elevatori sarà utilizzato per convogliare e scaricare i detriti derivanti dalla demolizione delle strutture. E’ l’Associazione temporanea di impresa costituita da Patriarca Group e Fratelli Caschetto ad essersi aggiudicata la gara a marzo di quest’anno.

Contemporaneamente è in corso la fase del cosiddetto strip-out interno che consiste nella rimozione dall’interno degli alloggi delle Dighe Rossa e Bianca di mobili e suppellettili residui e della rimozione di infissi, tapparelle, corpi scaldanti, tubazioni, impianti elettrici, rivestimenti. Una volta conclusa questa fase, si avvierà la fase della rimozione dei pannelli esterni e poi, in autunno, si passerà alla demolizione delle strutture.

L’intero quartiere di Begato consta nel complesso di 1444 alloggi, di cui 523 nelle due dighe Bianca e Rossa. Il progetto prevede che vengano demoliti 486 alloggi presenti nelle due dighe per un totale di 175.000 metri cubi di costruzione su un totale di circa 182.000. La Diga Rossa, che ospita 278 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, verrà demolita completamente per un totale di 115.239 metri cubi, mentre quella Bianca che ne ospita 245 per un totale di 66.720 metri cubi vedrà la demolizione di 60.244 metri cubi mentre per 6.672 metri cubi è previsto il recupero. Questi ultimi coincidono con i 37 alloggi superstiti che saranno oggetto riqualificazione strutturale ed energetica. 

La conclusione delle operazioni è prevista per il dicembre 2021.

 “Si tratta del progetto di rigenerazione urbana di edilizia popolare più grande al momento in Italia – spiega il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti -, uno degli obiettivi del nostro mandato: oggi, con le ruspe al lavoro, si certifica che su Begato non si torna indietro, il tempo degli alloggi popolari concentrati in zone prive di servizi è finito. La dimostrazione è nella ricollocazione, avvenuta dal 1° luglio 2019 al 20 maggio di quest’anno, di 374 nuclei familiari, per un totale di 776 persone, che hanno ricevuto appartamenti rinnovati in diverse zone della città. La nostra regione aveva da troppo tempo bisogno di abbandonare una concezione urbanistica vecchia che aveva prodotto l’isolamento di un grande numero di persone, senza che mai nessuno prima intervenisse per cambiare questa situazione. Noi stiamo integrando, per la prima volta, questi cittadini, che fino a oggi hanno vissuto in una realtà complicata dal punto di vista sociale e della vita quotidiana”.

“Ci siamo presentati alla città più di tre anni fa dicendo che avremmo risolto il problema della Diga di Begato – aggiunge il sindaco di Genova Marco Bucci -  e abbiamo mantenuto la promessa risanando una ferita urbanistica e sociale che Genova viveva da troppo tempo. Negli scorsi decenni abbiamo assistito a tanti dibattiti sul tema della Diga di Begato ma nessuno si era mai mosso. Noi oggi passiamo alla fase operativa di un grande progetto di rigenerazione urbana nato poco più di un anno fa. Restituiremo alla città un quartiere rinnovato, vivibile, con servizi e spazi per la collettività. Un progetto di cui Genova deve essere fiera".

“Dopo la conclusione dei trasferimenti e la consegna del cantiere alle ditte vincitrici della gara d’appalto – spiega l’assessore all’Urbanistica Marco Scajola – con questo passaggio andiamo a far operare le ruspe direttamente su due edifici simbolo di una concezione dell’edilizia residenziale pubblica che avevamo ereditato dagli anni ’70 e ’80, che nessuno aveva mai avuto il coraggio di mettere in discussione ma che, per noi, era un punto imprescindibile. Per tanti anni – aggiunge Scajola - si è solo parlato della demolizione di questi edifici, ma nessuno l’aveva mai concretizzato. Dal nostro insediamento del 2015 abbiamo ritenuto importante e decisivo per il futuro della nostra Regione concentrarci su interventi coraggiosi come questo, con l’unico obiettivo di migliorare le condizioni di vita dei cittadini liguri. Per questo continueremo a mettere in atto politiche di riqualificazione come questa, poiché riteniamo che non esistano quartieri e cittadini di serie B, ma che le nostre comunità debbano essere tutte vivibili e ospitali”.

“Questo è un momento importante per la rigenerazione urbana di Genova – commenta l’assessore ai lavori pubblici Pietro Piciocchi – Come amministrazione comunale vogliamo ridisegnare in città il sistema dell’edilizia popolare con un cambio di paradigma: non più quartieri dedicati, ma una collocazione diffusa su tutto il territorio comunale creando, così, le premesse per l’aggregazione e l’integrazione nel tessuto cittadino e sociale delle persone. L'abitare è un diritto fondamentale della persona umana e in questa Città dimostriamo di crederci fino in fondo. Per questo motivo mi sono molto impegnato fin dall'inizio per reperire le risorse necessarie perché oggi potesse esserci questa demolizione costata oltre 7 milioni di euro che siamo davvero lieti di potere spendere per questa epocale impresa. Voglio anche ringraziare ARTE, che abbiamo individuato come soggetto attuatore dell'intervento, perché ha lavorato molto bene fino ad oggi e Regione Liguria con cui abbiamo operato in sinergia perfetta e che ci ha aiutato in modo determinante per integrare i finanziamenti necessari al completamento del programma di trasferimento dei nuclei familiari che vivevano nella diga e con cui già stiamo lavorando alla futura rigenerazione”.

Il progetto di riqualificazione del quartiere prevede, oltre al recupero di 37 alloggi che si trovano in una parte della diga di via Cechov, un primo lotto di 50 nuovi alloggi ad elevata efficienza energetica, dotati di tecnologia particolari. di strumentazioni avanzate e di domotica. È inoltre allo studio la realizzazione di 150 nuovi alloggi mediante partenariato pubblico-privato.

Parallelamente alle ricollocazioni nel 2019 sono stati recuperati, con fondi regionali, 630 alloggi sfitti, in diverse posizioni sul territorio della città di Genova proprio per permettere la ricollocazione delle famiglie di Begato e un contestuale recupero del patrimonio di Arte. Gli inquilini sono stati rialloggiati nei quartieri del comune di Genova con la seguente distribuzione: Ponente 17%, Levante 5%, Centro 18%, Val Bisagno 15%, Val Polcevera 45% raggiungendo l’obiettivo della massima integrazione nel tessuto sociale della città.

Per la rigenerazione del quartiere, Regione Liguria destinerà ulteriori 7,5 milioni di euro, assegnati a Regione dalla Delibera CIPE 127/2017.

Il bando per l’affidamento dei lavori di demolizione delle Diga per un importo di 5,5 milioni di euro era stato pubblicato il 7 gennaio scorso.

Oltre alla demolizione delle due Dighe, il progetto prevede la realizzazione di interventi per migliorare la vivibilità del quartiere, la riqualificazione delle aree esterne e dei servizi ludico-ricreativi, con realizzazione di strutture sportive (campo di calcetto e pista di pattinaggio).

Il progetto prevede che la demolizione avvenga mediante macchine operatrici, escludendo  interventi con micro cariche.

Il video dell'inizione dei lavori:


C.S.

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