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Eventi e Turismo | 02 febbraio 2020, 07:13

Il 70° Festival riaccende il matrimonio tra Sanremo e la Rai: solo tre anni fa la corda si stava per spezzare

Era il 16 luglio del 2017 quando il sindaco Alberto Biancheri abbandonò dopo pochi minuti la riunione per il rinnovo della commissione

Il 70° Festival riaccende il matrimonio tra Sanremo e la Rai: solo tre anni fa la corda si stava per spezzare

Sembra passata un’eternità da quel 16 luglio 2017 quando il sindaco Alberto Biancheri disse “arrivederci” alla riunione con i vertici Rai pochi minuti dopo essersi seduto al tavolo. Eppure ci si trova oggi, tre anni dopo, con un matrimonio completamente riacceso tra la Rai e la città di Sanremo. Un lavoro certosino e persuasivo da parte del sindaco e della sua amministrazione per ‘cucire’ il Festival addosso alla città, fare in modo che quei cinque giorni di spettacolo potessero coinvolgere Sanremo e i sanremesi. I risultati, ora, sono sotto gli occhi di tutti, con buona pace di chi non ama il carrozzone più famoso della Tv italiana.

I fiori che tornano all’Ariston, il palco di piazza Colombo come filo conduttore tra l’interno e l’esterno del teatro, una città completamente invasa dalla kermesse, un nuovo format destinato a segnare il passo anche per le edizioni future. Il 2020 è l’apice di un rapporto che solo tre anni fa sembrava compromesso? La vera risposta arriverà solo al termine della settimana quando si potrà parlare di ascolti, sui quali di certo il Comune di Sanremo ha pochi poteri, e presenze in città, queste ultime strettamente legate alla buona o cattiva pianificazione dei giorni festivalieri.

Di certo c’è che in questi ultimi anni il rapporto tra Comune e Rai ha visto un crescendo costante fatto anche di amicizie sempre più strette con i conduttori: dalle parole d’amore di Amadeus, alla nomina di Carlo Conti ‘Amico di Sanremo’, passando per le passeggiate in centro e nella Pigna di Claudio Baglioni e i pranzi a Villa Ormond con Antonella Clerici.

Ci eravamo lasciati qualche anno fa con la Rai che, piano piano, sembrava intenzionata ad abbandonare Sanremo, qualcuno temeva addirittura che si arrivasse a un lento impoverimento del Festival. Ci ritroviamo nel 2020 con la Tv di Stato che investe in città e crea nuovi format come Sanremo Giovani e Sanremo Young. Senza dimenticare Area Sanremo, l’unico concorso che porta i giovani talenti al festival che, da qualche anno, grazie proprio alla collaborazione con la Rai, è gratuito.

Cosa riserverà il futuro? Non possiamo dimenticare che sullo sfondo c’è il rinnovo della convenzione che scade proprio quest’anno. Tra qualche mese sarà di nuovo il momento di sedersi a un tavolo (si spera con un esordio migliore rispetto a quello del 2017) e mettere le firme che contano. Si dovrà parlare di progetti, idee, futuro ma, sopratutto, soldi. E forse qualcuno porterà a Roma le foto di una città in festa per il 70° compleanno della kermesse più amata e discussa. Per capire meglio, tutti insieme, che Sanremo e il Festival sono nati per convivere e scrivere ogni anno una pagina nuova nella storia della canzone.

Pietro Zampedroni

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