Cronaca | 26 marzo 2020, 07:15

Effetto Coronavirus: ora la musica dal "balconcino" non è piú un reato

Stamattina al Tribunale di Torino si sarebbe dovuto tenere il processo ai due artisti ideatori del concertino domenicale in via Mercanti. Nel frattempo, peró, con lo scoppio della pandemia la prospettiva è radicalmente cambiata

Effetto Coronavirus:  ora la musica dal "balconcino" non è piú un reato

Stamattina al tribunale di Torino era in programma l'ennesima udienza del processo che vede imputati Daria Spada e Maksim Cristan, artisti e ideatori del "Concertino dal Balconcino", appuntamento che fino a poco tempo fa si teneva ogni domenica, dalle 17 alle 18, in via Mercanti, nel cuore del Quadrilatero romano.

Dal ballatoio della coppia, che si affaccia su un piccolo cortile, negli ultimi anni si sono esibiti centinaia di artisti, fra cui Moni Ovadia, Guido Catalano, Luca Morino, Bunna, Matteo Caccia e tanti altri. Grazie al Concertino Daria e Maksim hanno ottenuto premi e riconoscimenti, oltre a collaborazioni prestigiose con il Museo del Cinema, il Museo Egizio e Biennale Democrazia. Su di loro hanno scritto decine di riviste e giornali, anche internazionali come The Guardian.

Un esperimento culturale partito dal basso che ad un certo punto si è scontrato con la legge. I cantanti sono stati accusati dalla Procura di Torino del reato di "disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone" e per loro è cominciato il processo. L'inchiesta della magistratura era partita dopo un esposto e numerose segnalazioni avanzate dal vecchio amministratore di condominio che, fra le altre cose, aveva messo in dubbio la stabilità del balconcino, che la coppia nel frattempo aveva provveduto a mettere in sicurezza.

"Quando lo Stato processa gli artisti è sempre un momento delicato, questo è un attacco alla cultura" aveva detto Maksim al termine della prima udienza. Durante il processo la difesa ha chiamato a deporre anche lo scrittore Giuseppe Culicchia: "Sono cresciuto giocando a pallone in cortile, credo che un intrattenimento gratuito per un'ora alla settimana si possa fare senza alcun problema".

Parole condivise da altri artisti, cosí come l'idea che quel processo fosse quantomeno "forzato", anche alla luce della mole di lavoro a cui quotidianamente sono sottoposti i tribunali. È vero, esistono codici e norme e vanno rispettati, ma il Concertino dal balconcino non si puó considerare uno schiamazzo domenicale qualunque. Negli anni è riuscito a conquistarsi una sua credibilità e un suo pubblico, contribuendo a dare nuova linfa a un quartiere che - è bene ricordarlo - proprio grazie alla cultura e alla riqualificazione qualche decennio fa è risorto.

"Non è giusto che lo Stato impieghi le sue risorse per perseguire chi canta un'ora alla settimana dal balcone di casa. Ci auguriamo che tra testimoni e prove si stabilisca che quello che facciamo non è disturbo ma cultura" diceva Daria qualche mese fa. Parole che lette oggi, quando per molti l'unico sfogo è affacciarsi al balcone per applaudire, suonare e cantare, fanno un rumore assordante.

Marco Panzarella

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