Il Nazionale

Cronaca | 19 settembre 2026, 10:38

Roggero, ricorso in Cassazione contro l’ordinanza di Torino: "Ci sono contraddizioni"

Il professor Sergio Novani annuncia l’impugnazione: "Pretenderemo diritto, logica e dignità umana". Poi una nuova richiesta di detenzione domiciliare a Milano e l’istruttoria per la grazia

Roggero, ricorso in Cassazione contro l’ordinanza di Torino: "Ci sono contraddizioni"

La vicenda giudiziaria di Mario Roggero non si ferma. Il professor Sergio Novani, analista processuale che ha affiancato il gioielliere nel processo di secondo grado davanti alla Corte d’Appello e nel giudizio in Cassazione, annuncia il ricorso contro l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Torino.

"Impugneremo questa decisione in Corte di Cassazione per pretendere diritto, logica e dignità umana", afferma Novani, contestando alcuni passaggi del provvedimento, che a suo giudizio conterrebbe "contraddizioni e sbandamenti" che non possono essere lasciati senza risposta.

Uno dei punti centrali riguarda il cosiddetto fumus. Secondo Novani, l’ordinanza da una parte richiederebbe, per il rinvio della pena, indizi "così evidenti e incontestabili" da rendere quasi scontata la concessione della grazia; dall’altra definirebbe il caso "estremamente divisivo", riconoscendo che le ragioni sostenute da Roggero sono "almeno in parte fondate".

Per l’analista processuale, proprio questo passaggio rappresenterebbe una contraddizione logica: "Ammettere che la difesa ha argomenti fondati significa dire una cosa sola: il fumus c’è, eccome". Novani contesta inoltre che il Tribunale di Sorveglianza debba anticipare valutazioni sulle future determinazioni del Presidente della Repubblica nell’ambito dell’istruttoria per la grazia.

Un ulteriore passaggio dell’ordinanza riguarda l’eventualità di una grazia parziale. Secondo Novani, il provvedimento avrebbe ritenuto che un’uscita dal carcere potrebbe risultare pregiudizievole per Roggero qualora, in futuro, venisse concessa soltanto una grazia parziale, con possibili conseguenze sulla possibilità di accedere ad altri benefici.

Una ricostruzione che Novani definisce "un’acrobazia concettuale". Secondo l’analista processuale, infatti, una possibilità futura e incerta sarebbe stata utilizzata per negare una tutela ritenuta invece immediata e urgente, legata alla salute e alla funzione cautelare prevista dall’articolo 147 del codice penale.

Nel ragionamento di Novani assume poi rilievo l’età di Roggero, 72 anni. Secondo l’analista processuale, il punto centrale avrebbe dovuto essere la valutazione della sua attuale pericolosità sociale e della compatibilità della detenzione con la sua situazione, senza tornare a concentrarsi sulla dinamica del reato.

In questo quadro vengono richiamate anche le parole pronunciate da Roggero in aula. Secondo Novani, quelle dichiarazioni rappresentano la maturazione di un percorso di riflessione durante la detenzione. Roggero ha ricordato di avere agito nella convinzione che la vita della moglie e della figlia fosse in pericolo imminente e ha riconosciuto che oggi potrebbe scegliere una strada diversa e più mite.

Per Novani, si tratta di un elemento che dovrebbe essere considerato nella valutazione dell’attuale pericolosità sociale di Roggero. "La battaglia di Mario Roggero non si ferma qui", afferma. 

Il prossimo passaggio sarà dunque la Corte di Cassazione. Ma il percorso indicato da Novani comprende anche una nuova richiesta al Tribunale di Sorveglianza di Milano per la detenzione domiciliare ai sensi dell’articolo 47-ter dell’ordinamento penitenziario.

Viene inoltre prospettata, qualora ne ricorrano i presupposti, una questione di legittimità costituzionale della disciplina, nella parte in cui non distinguerebbe tra diverse tipologie di omicidio, con riferimento alla particolare situazione di chi abbia agito per difendere la propria famiglia e sotto l’impatto di un forte turbamento.

Parallelamente proseguirà l’istruttoria presidenziale. L’obiettivo indicato da Novani è sollecitare la valutazione di una grazia intesa come commutazione della pena in detenzione domiciliare.

Tre, quindi, i fronti sui quali si concentrerà ora la vicenda: il ricorso in Cassazione contro l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Torino, la nuova istanza davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano e l’istruttoria relativa alla grazia.

"Impugneremo questa decisione in Corte di Cassazione per pretendere diritto, logica e dignità umana", ribadisce Novani.

CharB.

In Breve