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Politica | 17 settembre 2026, 07:21

Taggia, maggioranza e opposizione si uniscono sul mare: commissione speciale e richiesta alla Regione per il rilancio di Arma

I punti 7 e 8 confluiscono in un unico documento dopo un lungo confronto in aula. Progettiamo il Futuro ritira la prima mozione e maggioranza e opposizione riscrivono insieme la seconda: nascerà una commissione di studio su acque e infrastrutture, mentre alla Regione sarà chiesto un piano straordinario di sostegno e promozione turistica. Conio: "Il territorio merita giustizia". Cascino: "Lasciamo un lavoro a chi verrà dopo di noi"

Taggia, maggioranza e opposizione si uniscono sul mare: commissione speciale e richiesta alla Regione per il rilancio di Arma

Dopo un'estate che ha diviso e alimentato polemiche, il mare porta maggioranza e opposizione di Taggia a trovare un punto d'incontro. È probabilmente il risultato politico più significativo della lunga discussione che questa sera ha occupato una parte consistente del Consiglio comunale: le due mozioni di Progettiamo il Futuro dedicate alle conseguenze della stagione balneare 2026 e alla costituzione di una commissione speciale sono state di fatto riunite, modificate durante il dibattito e trasformate in un impegno condiviso.

Il primo documento, illustrato da Giuseppe Federico, chiedeva un piano straordinario di interventi a sostegno del comparto turistico e del litorale di Arma. Il secondo, presentato da Gabriele Cascino, proponeva invece l'istituzione di una commissione speciale consiliare dedicata originariamente a demanio marittimo, infrastrutture fognarie e qualità delle acque. Erano i punti 7 e 8 dell'ordine del giorno, annunciati alla vigilia come due dei passaggi centrali della seduta. Dopo oltre quaranta minuti di confronto, la strada scelta è stata quella della sintesi: ritirare la prima mozione e trasferirne una parte sostanziale nella seconda, modificando contemporaneamente contenuti e perimetro della futura commissione.

Federico: "Arma ha subito conseguenze economiche e d'immagine". A introdurre il primo dei due atti è stato Giuseppe Federico, partendo dalle conseguenze economiche che i problemi dell'estate avrebbero avuto sul comparto turistico.  "Quando si ferma il litorale di Arma anche per qualche giorno va in sofferenza l'intero sistema economico locale", ha spiegato. L'obiettivo della mozione era quindi andare oltre le risposte tecniche sulle cause dei divieti e concentrarsi sulle conseguenze per il territorio: quantificare le ricadute, individuare possibili risorse, sostenere gli operatori e rilanciare l'immagine turistica di Arma. Tra le ipotesi inizialmente avanzate figuravano possibili agevolazioni sui tributi locali, l'utilizzo di risorse comunali e la richiesta di finanziamenti regionali o statali, fermo restando, come precisato durante il dibattito, che qualsiasi intervento avrebbe dovuto essere preceduto da una verifica concreta delle conseguenze economiche subite.

Conio: "Il Comune non può risarcire danni provocati da altri". È stato proprio questo aspetto a provocare la prima frenata del sindaco Mario Conio. Il primo cittadino ha chiesto di distinguere nettamente il sostegno politico ed economico al territorio dal risarcimento di un danno, che presuppone invece l'individuazione di una responsabilità. "Danno è un termine molto chiaro, che determina un rapporto di causa-effetto e soprattutto chi risponde del danno e chi lo causa", ha osservato Conio, spiegando che il Comune non potrebbe utilizzare semplicemente le proprie casse per compensare danni eventualmente provocati da altri soggetti. Il sindaco è quindi tornato sull'episodio di giugno, ricostruendo la catena che, secondo l'amministrazione, ha portato al primo divieto di balneazione: il danneggiamento della condotta durante i lavori, lo sversamento e quindi la non balneabilità, con le conseguenti ripercussioni sulle attività turistiche. Conio ha ricordato che il Comune si considera soggetto terzo rispetto al danneggiamento e che durante l'emergenza aveva adottato diversi provvedimenti nei confronti di Rivieracqua e successivamente trasmesso gli atti alle autorità competenti. Il primo cittadino ha ricordato inoltre che l'amministrazione si è inserita nelle procedure legate agli avvisi ad opponendum, invitando anche le categorie economiche interessate a valutare gli strumenti disponibili per far valere eventuali danni subiti. "Voglio giustizia per un territorio che ha pagato un prezzo complesso", ha sintetizzato Conio.

La richiesta cambia: non soldi dal Comune, ma sostegno dalla Regione. Il confronto ha progressivamente spostato il baricentro della mozione. Cascino ha chiarito che l'intenzione non era chiedere al Comune di sostituirsi a chi dovesse eventualmente essere individuato come responsabile dei danni, ma dare un segnale politico al comparto turistico, valutando gli strumenti consentiti dalla normativa e lavorando soprattutto sulla promozione di Arma in vista della prossima stagione. Federico ha poi precisato ulteriormente la proposta: il sostegno economico non deve necessariamente tradursi in contributi diretti agli operatori, ma può significare ottenere dalla Regione Liguria risorse per un'importante campagna di rilancio turistico. "Abbiamo bisogno di rilanciare turisticamente", ha sottolineato, sostenendo che le iniziative promozionali realizzate nell'immediatezza dell'emergenza rappresentino soltanto un primo passo. Da qui la proposta di rivolgersi direttamente alla Regione, soggetto che il sindaco ha indicato come interlocutore per quanto riguarda l'opera nell'ambito della quale si verificò il danneggiamento di giugno. Conio ha condiviso questo cambio d'impostazione, spiegando che l'obiettivo dell'amministrazione è ottenere attenzione economica per il territorio attraverso interventi di promozione: "Meritiamo di essere messi in cima alla lista dei Comuni liguri che hanno bisogno di fare marketing".

La prima mozione viene ritirata: "Mettiamo tutto nella commissione". A quel punto è arrivata la svolta. Conio ha proposto di ritirare la mozione del punto 7 e integrare i suoi contenuti nel documento successivo, dedicato alla commissione speciale. La disponibilità è arrivata sia dalla maggioranza sia dai proponenti. "Per me, se ragioniamo su quella successiva, non è un problema ritirarla", ha risposto Federico. La prima mozione è stata quindi accantonata per costruire un unico atto attraverso il punto 8. Cascino: "Lasciamo qualcosa a chi verrà dopo di noi". È stato quindi Gabriele Cascino a illustrare la proposta della commissione speciale. Il ragionamento è partito dalla centralità delle spiagge di Arma per l'economia locale e dalla consapevolezza che l'attuale mandato amministrativo è ormai vicino alla conclusione. "Noi siamo alla fine di questo mandato, mancano pochi mesi – ha spiegato – ma è indubbio che lasciamo un'eredità, voi come maggioranza e noi come opposizione". La proposta sfrutta la possibilità prevista dallo Statuto comunale di istituire commissioni speciali dedicate a temi specifici. L'intenzione, nelle parole di Cascino, è utilizzare i mesi rimasti per approfondire quanto accaduto, verificare il sistema dei controlli e delle infrastrutture e lasciare alla prossima amministrazione un lavoro scritto dal quale ripartire. "Se prevenire è meglio che curare – ha sintetizzato – cerchiamo di lasciare in eredità a chi ci sostituirà qualche elemento su cui lavorare e migliorare l'offerta balneare e turistica del nostro litorale".

Uno o più punti di campionamento Arpal?. Tra gli argomenti che potranno essere approfonditi dalla futura commissione c'è anche il sistema dei controlli sulle acque. Durante il dibattito è tornata la questione del punto di campionamento utilizzato per il litorale di Arma. Conio ha ricordato che Arpal ha storicamente considerato il tratto costiero di Taggia relativamente breve e omogeneo e quindi compatibile con l'attuale organizzazione dei controlli. Il sindaco ha però ammesso che, dal punto di vista amministrativo, avere più punti potrebbe evitare che un singolo campione fuori norma produca conseguenze sull'intero litorale. Allo stesso tempo ha evidenziato il problema opposto: stabilire una linea di separazione tra due zone confinanti nelle quali una risultasse balneabile e l'altra no. Proprio per questo l'idea condivisa è stata quella di non anticipare conclusioni tecniche, ma utilizzare la commissione per ascoltare gli organismi competenti e approfondire il tema.

Rivieracqua potrà essere chiamata a spiegare quanto accaduto. Nel ragionamento di Cascino entra inevitabilmente anche Rivieracqua, dopo quanto emerso poche ore prima durante l'interrogazione sulla condotta del depuratore tra Arma e Riva Ligure. Il consigliere ha proposto che la commissione possa invitare rappresentanti del gestore per ricostruire le criticità e capire quali interventi siano necessari per ridurre il rischio che episodi analoghi si ripetano. La discussione ha però portato a precisare un elemento importante: non sarà una commissione d'indagine con poteri coercitivi. Su proposta emersa durante il confronto, il termine "indagine" verrà eliminato. Si parlerà quindi di una commissione speciale di studio, che potrà invitare soggetti, tecnici e rappresentanti degli enti interessati, ma non obbligarli a presentarsi. "Se diciamo a Rivieracqua di mandarci qualcuno che ci venga a spiegare e non lo mandano, amen – ha osservato Cascino –. La cittadinanza ne prenderà atto".

Fuori il demanio, dentro ambiente, acque e infrastrutture. Anche il perimetro originario della commissione è stato rivisto. La proposta iniziale comprendeva gestione del demanio marittimo, infrastrutture fognarie e qualità delle acque di balneazione. Durante il confronto Conio ha espresso disponibilità sulla parte ambientale e sui controlli delle acque, ma maggiori riserve sull'estensione alla gestione del demanio. La discussione ha quindi portato verso una commissione maggiormente concentrata sui temi ambientali, sulla qualità delle acque, sul sistema dei controlli e sulle infrastrutture, evitando di trasformarla in un organismo chiamato a riesaminare complessivamente la gestione demaniale. Anche l'ipotesi iniziale di elaborare vere e proprie "linee guida" è stata ridimensionata: l'obiettivo sarà piuttosto arrivare a un documento conclusivo dei lavori, da lasciare agli atti e alla futura amministrazione.

Alla Regione sarà chiesto un piano straordinario per Arma. Dentro il nuovo documento è confluito soprattutto il cuore della mozione precedente. La formulazione proposta durante il dibattito prevede di impegnare l'amministrazione a "richiedere tempestivamente a Regione Liguria un piano straordinario di sostegno e rilancio turistico di Arma", comprendendo iniziative di promozione del territorio. Viene invece eliminato il riferimento alla parte restante della stagione estiva 2026, ormai sostanzialmente conclusa. L'orizzonte diventa quindi la stagione 2027, con l'obiettivo di recuperare l'immagine turistica del litorale dopo le criticità dell'estate appena trascorsa.

Commissione gratuita, modalità da definire. Un altro emendamento proposto da Cascino riguarda i costi. La partecipazione dei consiglieri alla commissione dovrà essere gratuita, senza gettoni di presenza e quindi senza nuovi oneri legati alle sedute. "Vorrei che fosse messo che non nascano gettoni di presenza in questa commissione", ha precisato Cascino. Restano invece da stabilire numero dei componenti, rappresentanza dei gruppi, modalità di funzionamento, durata e disciplina dei lavori. Proprio perché gli aspetti formali richiedono un approfondimento, durante il Consiglio è stato proposto di organizzare un successivo tavolo di lavoro, anche con gli uffici e la segreteria comunale, per definire concretamente la struttura dell'organismo. L'impegno politico assunto questa sera è però quello di istituirlo.

Dallo scontro dell'estate a un documento condiviso. La mozione, così modificata nel corso della discussione e arricchita con parte dei contenuti del punto precedente, è stata infine portata al voto con gli emendamenti concordati in aula. È il punto d'arrivo di una serata nella quale maggioranza e opposizioni hanno mantenuto letture differenti su responsabilità, gestione delle emergenze e strumenti da utilizzare, ma hanno trovato una convergenza sulla necessità di non chiudere il dossier insieme alla stagione estiva.

Il Consiglio lascia così due impegni politici: da una parte costruire una commissione speciale di studio che approfondisca qualità delle acque, controlli e infrastrutture e lasci un documento alla prossima amministrazione; dall'altra chiedere alla Regione Liguria un intervento straordinario per rilanciare l'immagine turistica di Arma. Una sintesi arrivata dopo un'estate nella quale il litorale è stato interessato da due distinti stop temporanei alla balneazione e da problemi alle infrastrutture, temi che hanno occupato quattro punti della seduta di questa sera. E, almeno su ciò che dovrà accadere adesso, questa volta il Consiglio è riuscito a trasformare il confronto tra maggioranza e opposizione in un percorso comune.

Andrea Musacchio

In Breve