È arrivato questa mattina il momento atteso da oltre un anno: il nuovo ponte ciclopedonale sul torrente Argentina è stato inaugurato e restituito alla comunità. A metà della struttura, nel punto che segna il confine tra i territori di Taggia e Riva Ligure, si è svolta la cerimonia ufficiale con il taglio del nastro e il primo passaggio sul nuovo attraversamento. Presenti, tra gli altri, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Difesa del suolo e Protezione civile Giacomo Giampedrone, il presidente della Provincia Claudio Scajola, i sindaci di Taggia e Riva Ligure, Mario Conio e Giorgio Giuffra. Alla cerimonia hanno preso parte anche le massime autorità civili, militari e religiose del territorio. Un momento simbolico che mette la parola fine a una delle vicende più lunghe e discusse della storia recente della pista ciclabile del Ponente.
Il nuovo attraversamento rappresenta uno degli elementi più importanti dell’intervento regionale per la messa in sicurezza idraulica della foce dell’Argentina. L’opera è inserita in un progetto complessivo da oltre 17 milioni di euro, finanziato attraverso risorse del Pnrr e fondi regionali, che comprende anche la realizzazione e il consolidamento degli argini sulle due sponde del torrente. La caratteristica principale del nuovo ponte è la campata unica, senza sostegni all’interno dell’alveo. Una soluzione pensata per eliminare gli ostacoli al regolare deflusso delle acque durante gli eventi di piena. Ma arrivare a questo risultato è stato tutt’altro che semplice. Per residenti, lavoratori, commercianti, turisti, ciclisti e sportivi, il cantiere ha significato per mesi deviazioni, chiusure e un collegamento provvisorio molto più lungo rispetto al percorso originario.
La storia comincia alla fine di maggio del 2025, quando viene annunciata la necessità di demolire il vecchio ponte. La struttura, inserita da anni nel tracciato della ciclabile costiera, era considerata una criticità dal punto di vista idraulico proprio per la presenza delle pile nell’alveo. In caso di piena, queste avrebbero potuto ostacolare il passaggio dell’acqua e del materiale trasportato dal torrente. La soluzione individuata è quindi quella della demolizione completa e della realizzazione di una nuova struttura a campata unica. Il primo passaggio concreto arriva il 5 giugno, con la chiusura del ponte e la consegna dell’area al cantiere. Una decisione che provoca immediatamente proteste e preoccupazioni, soprattutto per la mancanza di un attraversamento alternativo nelle immediate vicinanze. L’8 giugno, nella zona della Darsena, viene organizzata anche una manifestazione simbolica, mentre la questione approda al Consiglio comunale di Taggia.
Dopo il confronto tra amministrazioni, Regione e soggetti coinvolti, arriva una prima soluzione temporanea: il 28 giugno 2025 il ponte viene riaperto per la stagione estiva. Il collegamento tra Arma e Riva torna così a essere garantito nel periodo di maggiore afflusso turistico, evitando di penalizzare ulteriormente residenti e attività economiche. La riapertura, però, è soltanto provvisoria e il destino della vecchia struttura rimane segnato. La chiusura definitiva, inizialmente prevista dopo il primo settembre, viene rinviata più volte. Il 29 settembre, durante il Consiglio comunale di Taggia, il sindaco Mario Conio conferma l'imminente interruzione e illustra il percorso alternativo destinato a pedoni e ciclisti. Il 13 ottobre arriva quindi la chiusura definitiva. Da quel momento il collegamento viene spostato lungo gli argini dell’Argentina, fino al ponte a monte nella zona di Campo Sclavi, con tratti protetti dai ormai famosi jersey gialli.
Prima di poter abbattere il vecchio ponte, però, c’è un altro problema da risolvere: le condotte fognarie presenti nell’area. All’inizio di novembre viene realizzato un bypass temporaneo per deviare le tubazioni e consentire di procedere con le operazioni in sicurezza. I lavori comportano anche un temporaneo divieto di balneazione lungo il litorale di Taggia durante le fasi di collegamento e verifica dell’impianto. Una volta completato il bypass e verificato il suo corretto funzionamento, il cantiere può entrare nella fase decisiva. Il 12 novembre iniziano le operazioni preparatorie alla demolizione, con la rimozione delle ringhiere, la protezione delle spalle del ponte e l’allestimento delle aree di lavoro a partire dal lato di Riva Ligure. Nei giorni successivi entrano in azione le macchine e l'impalcato viene progressivamente smantellato. Il vecchio ponte scompare così dal paesaggio della foce, lasciando spazio alla nuova opera.
L’inverno è quello del cantiere vero e proprio. Dopo la demolizione, i lavori si concentrano sulle due sponde, con la realizzazione delle strutture destinate a sostenere la nuova campata e il coordinamento con gli interventi sugli argini. Non mancano le difficoltà legate alle condizioni meteorologiche e alle giornate di pioggia, mentre sullo sfondo rimane la necessità di rispettare le scadenze legate ai finanziamenti del Pnrr. Il nuovo ponte, infatti, non è un'opera isolata, ma parte di un progetto più ampio destinato a modificare l’assetto della foce dell’Argentina e ad aumentare la capacità di deflusso del torrente. La scelta della campata unica rappresenta proprio la differenza sostanziale rispetto al vecchio attraversamento. Nessuna pila in alveo, nessun sostegno intermedio, ma una struttura capace di collegare direttamente le due sponde.
Il momento più spettacolare arriva il 20 maggio 2026, con l’avvio delle operazioni di varo della nuova campata. Dopo mesi di lavori in gran parte concentrati sulle sponde, il ponte torna finalmente a prendere forma sopra l’Argentina. La posa della struttura permette di vedere concretamente quello che fino a quel momento era stato soprattutto un progetto di cantiere. Anche in questa fase vengono modificate le modalità di percorrenza della ciclabile, con chiusure delle rampe e aperture temporanee in occasione dei giorni festivi. L’obiettivo è completare la parte strutturale entro la fine di giugno, nel rispetto delle scadenze del Pnrr. Una volta terminato il varo, il lavoro prosegue con la sistemazione del piano ciclopedonale, delle protezioni laterali, degli accessi e degli impianti. Durante l’estate arrivano gli ultimi interventi e, negli ultimi giorni, anche le prove dell’illuminazione notturna, con le luci che restituiscono per la prima volta l’immagine definitiva del nuovo attraversamento.
E oggi, finalmente, il cantiere lascia spazio alla comunità. Con la cerimonia ufficiale e il primo passaggio sul ponte, Arma di Taggia e Riva Ligure tornano a essere unite direttamente dalla pista ciclopedonale. Il Comune di Taggia potrà ora procedere con la rimozione della bretella e dei jersey gialli, restituendo progressivamente alla viabilità ordinaria le aree interessate dalle deviazioni. Si chiude così una vicenda iniziata con la decisione di demolire una struttura familiare a generazioni di residenti e proseguita tra proteste, riaperture temporanee, rinvii, bypass, deviazioni e mesi di cantiere. Oggi, sul nuovo ponte, il passato e il futuro si incontrano idealmente nel punto in cui le due sponde tornano a essere collegate. Un nuovo attraversamento che nasce dalla necessità di mettere in sicurezza la foce dell’Argentina, ma che da oggi torna soprattutto a essere un passaggio quotidiano per residenti, turisti, ciclisti e sportivi.





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