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Politica | 26 agosto 2026, 11:56

Amt, la protesta sui tagli apre la crisi nel Pd: Giancarlo Campora lascia le deleghe in Città Metropolitana

Il sindaco di Campomorone rinuncia agli incarichi affidati dalla sindaca Salis dopo lo scontro nato attorno al piano per il servizio extraurbano. Nel mirino le dichiarazioni dei segretari dem Natale e Tognoni. Resta consigliere metropolitano: “Non è un gesto di rottura con la sindaca”

Amt, la protesta sui tagli apre la crisi nel Pd: Giancarlo Campora lascia le deleghe in Città Metropolitana

La protesta dei sindaci dell'entroterra contro i tagli al servizio extraurbano di Amt produce la prima pesante conseguenza politica. Giancarlo Campora, sindaco di Campomorone, ha deciso di rimettere nelle mani della sindaca metropolitana Silvia Salis le deleghe che gli erano state affidate in Città Metropolitana, mantenendo però il proprio ruolo di consigliere.

Campora aveva ricevuto deleghe di peso: Ambiente, Ciclo dei Rifiuti, Transizione Ecologica e Coordinamento delle Grandi Opere Infrastrutturali. La decisione arriva dopo giorni di tensioni seguiti alla presentazione del nuovo piano per il trasporto pubblico extraurbano e, soprattutto, allo scontro politico che ne è scaturito all'interno del centrosinistra.

Il sindaco di Campomorone è infatti uno dei cinque primi cittadini dell'Alta Valpolcevera che nei giorni scorsi, insieme ai colleghi di Ceranesi, Mignanego, Sant'Olcese e Serra Riccò, avevano espresso “profonda preoccupazione e ferma contrarietà” rispetto ai tagli prospettati al servizio, chiedendo di fermare il piano e di aprire immediatamente un confronto con le amministrazioni locali.

Una presa di posizione che aveva provocato la dura reazione del segretario regionale del Partito Democratico Davide Natale e del segretario metropolitano Francesco Tognoni, aprendo una frattura nel Pd proprio mentre la contestazione al piano Amt si allargava a diversi territori dell'entroterra genovese.

È a quel clima politico che Campora collega direttamente la propria scelta. “In questi mesi ho avuto l'opportunità di svolgere il mio incarico di Consigliere della Città Metropolitana mettendo a disposizione dell'Ente il mio impegno e la mia esperienza, con l'obiettivo di contribuire al lavoro dell'Amministrazione e alla tutela degli interessi dei territori”, scrive Campora nella lettera indirizzata alla sindaca.

“Ho sempre interpretato le deleghe che mi hai affidato non come un incarico personale, ma come una responsabilità istituzionale da esercitare con serietà, lealtà e spirito di collaborazione. È proprio per questo che, dopo una riflessione approfondita e non senza rammarico, ho deciso di rimettere le deleghe che mi hai conferito, continuando naturalmente a svolgere il mio mandato di Consigliere della Città Metropolitana”.

Il passaggio politico più significativo riguarda proprio le polemiche degli ultimi giorni. “La decisione nasce dal clima politico determinatosi negli ultimi giorni a seguito del confronto sul tema del trasporto pubblico locale e, in particolare, dalle dichiarazioni rese pubblicamente dal Segretario regionale del Partito Democratico e dal Segretario metropolitano”, prosegue Campora.

Secondo il sindaco di Campomorone, “al di là delle legittime differenze di valutazione politica, quanto accaduto ha creato una situazione nella quale diventa difficile per me continuare a esercitare una delega all'interno della Città Metropolitana senza che il mio ruolo istituzionale venga inevitabilmente sovrapposto al confronto politico interno al Partito Democratico”.

Da qui la scelta di separare i due piani, quello politico e quello istituzionale: “Per questa ragione ritengo corretto rimettere le deleghe, mantenendo invece pienamente il mio impegno come Consigliere metropolitano. Non intendo sottrarmi alle responsabilità istituzionali che mi sono state affidate, né interrompere il rapporto di collaborazione con la Città Metropolitana”.

Campora tiene però a escludere qualsiasi rottura personale o istituzionale con Silvia Salis. “Desidero chiarire con assoluta nettezza che questa decisione non nasce da un problema nei rapporti con te o con l'Amministrazione che presiedi. Il rapporto di collaborazione istituzionale e la fiducia che mi hai accordato rimangono per me elementi importanti”. “La mia scelta vuole essere dunque un atto di coerenza e di responsabilità, non un gesto di rottura", conclude Campora. 

F.A

In Breve