Dopo i divieti di balneazione che hanno segnato l’estate di Arma di Taggia, Alleanza Progressista torna a chiedere chiarezza sulle cause degli episodi di inquinamento delle acque. A intervenire è Alberto Pin, che mette insieme le informazioni emerse nelle ultime settimane e pone una serie di interrogativi, partendo da quella che considera una condizione indispensabile per guardare al futuro: individuare con precisione l’origine degli sversamenti.
Secondo Pin, infatti, rilanciare l’immagine turistica di Arma dopo quanto accaduto non può significare semplicemente archiviare l’emergenza. Al contrario, occorre capire cosa sia successo e costruire su questa conoscenza le garanzie per evitare che situazioni analoghe possano ripetersi.
Dopo quanto accaduto questa estate, si parla molto della necessità di ripartire e rilanciare il turismo di Arma. Ma da dove bisogna cominciare?
“Occorre garantire la massima sicurezza e trasparenza sui gravi fatti avvenuti e riguardanti gli sversamenti di acque nere nel nostro litorale. Giusto è ripartire, vigilando al massimo, e reinvestire nel futuro turistico, ma per farlo è necessario costruirne le basi, quindi conoscere le reali cause di tali sversamenti. Taggia rischia di diventare la cittadina dei misteri, come nel 2023, quando fu sospesa per nove giorni l’erogazione di acqua potabile per inquinamento da 1,2,3-tricloropropano, per il quale stiamo ancora aspettando di conoscere le origini di tale inquinamento e le responsabilità”.
Un primo punto riguarda dunque l'individuazione delle cause. Ma Pin concentra l'attenzione soprattutto su quella che considera una contraddizione tra le informazioni arrivate da Rivieracqua e quelle relative agli accertamenti di Arpal. Ed è da qui che Alleanza Progressista intende avanzare una richiesta specifica all'amministrazione comunale.
Rivieracqua e Arpal sembrano fornire indicazioni differenti sull’origine del problema. Come interpretate questa situazione e cosa chiederete al Comune?
“Nella relazione giunta all’Amministrazione taggiasca da parte di Rivieracqua si parla di controlli fatti alla rete fognaria, dove non sono emersi problemi causanti sversamenti. Da altra comunicazione di Arpal si parla di inquinamento delle acque balneari imputabile a scarichi fognari. Ne conseguono due considerazioni: una delle due relazioni è fallace oppure, ipotesi più grave, esistono edifici civili non propriamente collegati alle condotte delle acque nere, bensì ad altre. Motivo per il quale chiederemo ufficialmente all’Amministrazione l’avvio immediato di un censimento di tutti i collegamenti alla rete fognaria per le acque reflue relativi a ogni fabbricato e palazzina presenti sul territorio di Taggia”.
È proprio la richiesta di un censimento degli allacci fognari degli edifici del territorio comunale a rappresentare uno degli elementi nuovi dell'intervento di Alleanza Progressista. L'obiettivo indicato da Pin è verificare se possano esistere situazioni anomale che aiutino a spiegare quanto avvenuto.
C'è però anche una questione temporale. Le analisi che hanno determinato uno dei divieti sono state effettuate il 4 agosto, ma secondo Pin resta da capire quando l'eventuale sversamento sia effettivamente cominciato.
Le analisi Arpal del 4 agosto hanno fatto emergere il problema, ma è possibile stabilire da quanto tempo fossero in corso gli sversamenti?
“Interessante sarebbe anche riuscire a determinare l’inizio degli sversamenti relativi alle analisi ‘routinarie’ effettuate da Arpal il 4 agosto 2026, che hanno determinato la non balneabilità. Proprio perché routinarie, considerando che quelle precedenti erano state effettuate il 7 luglio 2026, gli sversamenti potrebbero essere iniziati l’8 luglio come il 3 agosto”.
Un interrogativo che porta Alleanza Progressista ad aprire un ulteriore fronte. Se l'inquinamento fosse iniziato diversi giorni prima del campionamento che ne ha rilevato la presenza, secondo Pin sarebbe necessario interrogarsi anche sulle conseguenze dal punto di vista della sorveglianza sanitaria.
Perché stabilire con precisione quando siano iniziati gli sversamenti sarebbe importante anche sotto il profilo sanitario?
“Se gli sversamenti fossero iniziati ben prima del divieto di balneazione, ciò sarebbe stato di impedimento per ATS Liguria nell’attivare i protocolli standard di sorveglianza per eventuali casi di gastroenterite, dermatiti o infezioni otologiche e oculari segnalati dai Pronto soccorso e dalle strutture sanitarie più in generale”.
Per Alleanza Progressista, dunque, il tema non si esaurisce con la revoca dei divieti e il ritorno alla normalità sulle spiagge. La priorità diventa ricostruire origine e tempistiche degli episodi, mettendo a confronto le informazioni disponibili e approfondendo la situazione degli allacci alla rete delle acque reflue.
Da qui la richiesta che Pin annuncia di voler portare formalmente all'amministrazione: un censimento dei collegamenti fognari di fabbricati e palazzine presenti sul territorio di Taggia. Un passaggio che, nelle intenzioni di Alleanza Progressista, dovrebbe contribuire a sciogliere i dubbi rimasti dopo un'estate nella quale la questione della balneabilità ha inevitabilmente inciso anche sul dibattito turistico e politico della città.












