Il nome della sindaca di Genova, Silvia Salis, ritorna a entrare nel dibattito sulla futura leadership del centrosinistra nazionale. A rilanciarlo è ancora una volta Matteo Renzi, che in un'intervista al Corriere della Sera indica la prima cittadina come possibile candidata alle primarie della coalizione. Ma questa volta alle parole del leader di Italia Viva arriva anche la replica di Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova e vicecoordinatore regionale di Liguria Insieme, che contesta radicalmente la lettura riformista dell'amministrazione genovese e parla di una Salis “double face”, capace a suo giudizio di presentarsi sul piano nazionale come espressione di un'area moderata che invece non troverebbe riscontro nelle scelte compiute a Palazzo Tursi.
Interpellato sulle primarie del cosiddetto Campo largo e sull'ipotesi di una propria candidatura, Renzi si tira fuori dalla corsa e punta nuovamente sulla sindaca genovese. “È il nome più forte per guidare questa scommessa, perché somma al nostro voto organizzato una sua forza personale rilevante. Ma la sindaca Salis deve essere aiutata, non strattonata: lasciamola lavorare. Quando sarà il momento di fare le liste vedremo la migliore formazione possibile. Per vincere”, dichiara il leader di Italia Viva.
Non è la prima volta che Renzi guarda alla prima cittadina genovese come a una possibile figura nazionale del centrosinistra. Il nuovo endorsement, però, arriva mentre all'interno della coalizione resta aperto il confronto sulla leadership e sui rapporti tra le diverse anime che dovrebbero comporla.
Una lettura differente del possibile futuro nazionale di Salis arriva invece dall'altra componente dell'area centrista e riformista. Nelle scorse ore il leader di Azione Carlo Calenda, intervistato da La Stampa, ha espresso un giudizio positivo sul lavoro della sindaca a Genova, ma ha frenato sull'ipotesi di una sua candidatura nazionale. “I miei di Genova mi dicono che è un buon sindaco, al momento non mi pare ci siano le condizioni per una proiezione nazionale”, ha affermato Calenda.
Ed è proprio sul contrasto tra l'immagine nazionale di Salis e la composizione politica della sua maggioranza genovese che interviene Piciocchi, ex vicesindaco e oggi tra i principali esponenti dell'opposizione di centrodestra a Palazzo Tursi. “SALIS DOUBLE FACE. Matteo Renzi lancia oggi dalle pagine del Corriere la candidatura di Silvia Salis alle primarie come figura di riferimento per il "progetto riformista". Evidentemente fa finta di non vedere che il governo cittadino è ostaggio dei NO, degli estremismi e di tutto il peggiore armamentario ideologico della sinistra radicale, di AVS e del M5S: altroché riformismo, concretezza, moderazione, ruolo del centro e storie simili!”, afferma Piciocchi.
L'ex vicesindaco sposta quindi il confronto direttamente sull'azione dell'amministrazione comunale e sull'immagine che la sindaca sta costruendo fuori dai confini genovesi. “Brava la Sindaco Salis che sul piano nazionale, con il suo potente apparato di comunicazione, riesce ad accreditarsi per ciò che non è, ovvero esponente di un mondo moderato: mondo che qui, francamente, non abbiamo mai visto. Cheapeau!”.


