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Politica | 17 luglio 2026, 07:21

Taggia, il tavolo si affolla ma nessuno scopre le carte: liste, movimenti e indiscrezioni in vista del voto del 2027

Con l’arrivo di Alleanza Progressista cresce il numero delle realtà in campo. Progetto Comune rivendica la propria autonomia, mentre le indiscrezioni avvicinano Alberto Pin al nuovo movimento. Restano sospese le scelte di Conio, Cerri e Progettiamo il Futuro

Taggia, il tavolo si affolla ma nessuno scopre le carte: liste, movimenti e indiscrezioni in vista del voto del 2027

Se dovessimo descrivere l’attuale situazione politica di Taggia, l’immagine più immediata sarebbe quella di una partita a poker. Il tavolo continua a riempirsi, aumentano i giocatori e circolano ipotesi sulle possibili alleanze, ma nessuno, almeno per il momento, sembra intenzionato a giocare a carte scoperte. A poco meno di un anno dalle elezioni amministrative del 2027, la campagna elettorale non è ancora formalmente cominciata. Eppure, la sensazione è che sia già entrata in una fase decisiva. Non attraverso le candidature ufficiali o la presentazione delle liste, ma mediante la nascita di nuovi movimenti, gli incontri riservati, le dichiarazioni pubbliche, le prese di distanza e persino quei piccoli indizi affidati ai social che, in politica, raramente sono del tutto casuali.

L’ultima realtà ad affacciarsi è stata Alleanza Progressista 2027, il nuovo soggetto civico rappresentato da Daniela Lantrua. Il suo ingresso ha contribuito a rendere ancora più affollato un panorama nel quale erano già comparsi Altamarea, guidata da Luigi Barisciani, e ITA – Insieme per Taggia e Arma, promossa dall’imprenditore Michele Valente. Tre percorsi differenti, accomunati però dalla volontà di inserirsi con largo anticipo nel dibattito sul futuro della città. Resta da capire se arriveranno tutti autonomamente alle urne oppure se alcuni di questi soggetti finiranno per dialogare, aggregarsi o confluire in progetti più ampi. Oggi, tuttavia, esistono e devono essere considerati individualmente.

Una galassia che si avvicina alla doppia cifra. Se alle realtà impegnate nell’attuale mandato amministrativo si aggiungono i movimenti già costituiti e quelli che potrebbero nascere nei prossimi mesi, il numero delle forze potenzialmente coinvolte nella corsa del 2027 si avvicina, se non supera, la decina. Ci sono l’attuale maggioranza di Mario Conio, Progettiamo il Futuro e Progetto Comune, già presenti in Consiglio comunale. Poi Altamarea, ITA e Alleanza Progressista 2027. A questi si aggiungono tre nomi che continuano a tornare nel “fantamercato” della politica tabiese: Barbara Brugnolo, Lorenzo Barla e Mario Manni. Nessuno dei tre, allo stato attuale, ha compiuto passi ufficiali verso la presentazione di una candidatura o di una lista. Eppure, continuano a essere considerati interlocutori potenziali nella costruzione dei prossimi equilibri. Brugnolo non ha mai escluso un possibile ritorno nell’arena politica, pur distinguendo quel percorso dall’attività dell’associazione culturale Altrementi. Barla, già sindaco di Taggia, resta uno dei nomi più pesanti tra quelli circolati negli ultimi mesi. Manni, a sua volta, rappresenta un’altra figura conosciuta e radicata nella vita pubblica cittadina. Il punto non è stabilire oggi quanti di loro saranno effettivamente candidati. Il dato politico è un altro: nessuno può ancora essere escluso dal tavolo e, di conseguenza, ogni movimento viene osservato non soltanto per quello che rappresenta, ma per le alleanze che potrebbe stringere.

Progetto Comune rompe il silenzio: "Nessuna delle nuove liste ha a che fare con noi". Una proliferazione che ha spinto Fulvia Alberti, consigliera comunale di Progetto Comune, a esporsi pubblicamente per rivendicare l’identità e l’autonomia della lista. "La lista civica Progetto Comune è lieta della proliferazione delle liste civiche per le prossime elezioni – ha scritto –. Forse anche noi, nel nostro piccolo, con le nostre interrogazioni e mozioni, come tutta la minoranza, abbiamo contribuito alla nascita di questa improvvisa esplosione di senso civico". Una soddisfazione accompagnata, però, da una stoccata indirizzata a quanti soltanto adesso hanno scelto di partecipare al dibattito cittadino. "Durante questi cinque anni di interventi e di lotte, nessuno di quanti giurano oggi di conoscere le necessità del nostro Comune è venuto a darci una mano. Però, meglio tardi che mai". Alberti ha poi voluto sgombrare il campo da qualsiasi possibile sovrapposizione: "Per fare ulteriore chiarezza, nessuna delle liste attuali ha a che fare con Lista Civica Progetto Comune Taggia, un nome che scegliemmo insieme alle ultime elezioni". Parole che non devono essere sottovalutate. Da una parte rivendicano il lavoro svolto durante il mandato e la titolarità di un’esperienza politica costruita negli ultimi cinque anni. Dall’altra sembrano rispondere, almeno indirettamente, alle indiscrezioni che si rincorrono dentro e fuori il Consiglio comunale.

Pin verso Alleanza Progressista? Gli indizi e il futuro della lista. Le voci più recenti descrivono infatti Alberto Pin, attuale riferimento politico di Progetto Comune, come vicino a Daniela Lantrua e al percorso di Alleanza Progressista 2027. Nello stesso possibile ragionamento potrebbe entrare anche Barbara Brugnolo, sebbene al momento non esistano annunci ufficiali né una composizione definita. È difficile comprendere se si sia davanti a una vera spaccatura interna, a interlocuzioni personali ancora esplorative oppure a semplici indiscrezioni alimentate dall’attuale fluidità del quadro. Anche perché, in questa fase, incontrarsi o dialogare non significa necessariamente aver già scelto dove collocarsi. Qualche interrogativo, tuttavia, arriva anche dai social. La pagina di Progetto Comune ha cambiato la propria immagine: il logo della lista è stato sostituito dalla fotografia della consigliera Fulvia Alberti. Un dettaglio, certamente, ma in un momento nel quale ogni segnale viene interpretato politicamente anche i dettagli finiscono per assumere un significato. La domanda, quindi, è inevitabile: da qui alla conclusione del mandato sarà soltanto Alberti a rappresentare e portare avanti pubblicamente l’esperienza di Progetto Comune? E, soprattutto, con quale configurazione la lista arriverà alle elezioni del 2027? La dichiarazione della consigliera sembra intanto fissare un confine preciso: qualunque percorso individuale possa maturare nei prossimi mesi, nome, storia e attività di Progetto Comune non devono essere confusi con quelli delle nuove formazioni.

Conio e Cerri, il passaggio di consegne non è ancora ufficiale. Le carte restano coperte anche all’interno dell’attuale maggioranza. Mario Conio non ha ancora comunicato ufficialmente quale sarà il proprio futuro politico. L’ipotesi considerata più probabile continua a essere quella di un passaggio di consegne a Chiara Cerri, consigliera comunale e regionale, individuata da tempo come possibile figura di continuità dell’attuale esperienza amministrativa. Lo scenario appare definito, ma non ancora irreversibile. Finché Conio non scioglierà pubblicamente la riserva, non si può escludere completamente un ripensamento dell’ultimo momento. La sua decisione è destinata a produrre conseguenze non soltanto dentro la maggioranza, ma sull’intero quadro elettorale. Una candidatura di Cerri rappresenterebbe il tentativo di proseguire il percorso amministrativo avviato negli ultimi dieci anni, rinnovandone però la guida. Un’eventuale nuova discesa in campo di Conio cambierebbe invece il significato della sfida, riproponendo direttamente il confronto tra l’amministrazione uscente e i numerosi soggetti che si stanno organizzando in opposizione o in alternativa. Prima di ogni altra valutazione, la maggioranza dovrà inoltre capire chi sarà disposto ad accompagnare il nuovo progetto, quale sarà il rapporto con i partiti e quanto dell’attuale gruppo consiliare sarà confermato.

Progettiamo il Futuro aspetta e osserva. La stessa incertezza riguarda il principale gruppo di opposizione, Progettiamo il Futuro, rappresentato in Consiglio comunale da Gabriele Cascino, Giuseppe Federico e Davide Caldani. In una lunga intervista, Cascino aveva dichiarato di non aver ricevuto proposte da parte dei nuovi soggetti politici già costituiti o in via di formazione. Una precisazione significativa, considerando il lavoro di opposizione svolto dal gruppo nel corso del mandato e la sua presenza costante sui principali dossier amministrativi. Progettiamo il Futuro potrebbe scegliere di presentarsi nuovamente in autonomia, confermando Cascino come riferimento della coalizione. Potrebbe, però, anche diventare uno dei poli intorno ai quali costruire un’intesa più larga. Al momento non ci sono elementi sufficienti per stabilire quale strada sarà imboccata. Il gruppo appare in una posizione differente rispetto alle nuove realtà civiche: non deve ancora costruirsi una riconoscibilità, perché dispone già di una rappresentanza consiliare e di cinque anni di attività politica. Deve però decidere se rivendicare integralmente quel percorso oppure metterlo a disposizione di una coalizione capace di riunire forze oggi separate.

Sui social spunta anche Futuro Nazionale. Mentre i movimenti già esistenti iniziano a studiare i possibili avversari e, soprattutto, gli eventuali alleati, sui social qualcuno auspica la nascita di un’ulteriore lista, questa volta di matrice partitica, collegata a Futuro Nazionale. Il movimento guidato dal generale Roberto Vannacci attraversa una fase di forte esposizione nel dibattito nazionale e la sua recente presenza in provincia di Imperia ha inevitabilmente alimentato suggestioni e ragionamenti anche sul piano locale. Pensare oggi a una lista autonoma di Futuro Nazionale alle amministrative di Taggia appare però complicato. Mancano circa dieci mesi e, in politica, un periodo simile può ancora produrre scenari inattesi, ma al momento non emergono passi organizzativi tali da rendere concreta questa prospettiva. Più probabile, eventualmente, che singoli iscritti o simpatizzanti possano essere coinvolti all’interno di una delle liste civiche in formazione. Nelle elezioni comunali, infatti, l’appartenenza politica spesso si intreccia con relazioni personali, radicamento territoriale e capacità di raccogliere consenso, senza tradursi necessariamente nella presenza del simbolo di partito sulla scheda.

Il modello civico largo resta sullo sfondo. È proprio qui che ritorna l’ipotesi destinata ad accompagnare i prossimi mesi: quella di un grande progetto civico capace di riunire persone provenienti da sensibilità politiche differenti. È un modello già sperimentato in altre realtà della provincia, da Sanremo a Vallecrosia e Bordighera. Coalizioni costruite intorno a un candidato, a un programma amministrativo e alla volontà di governare il territorio, nelle quali le tradizionali appartenenze partitiche vengono temporaneamente ridimensionate o ricomposte. Anche a Taggia potrebbe accadere qualcosa di simile. L’alto numero di movimenti non significa necessariamente che alle urne arriveranno altrettante liste. Al contrario, l’attuale proliferazione potrebbe rappresentare soltanto la prima fase di una selezione: ciascun soggetto delimita il proprio spazio, misura il consenso potenziale e aumenta il proprio peso prima di sedersi a un tavolo comune. In questa prospettiva, alcuni movimenti potrebbero fondersi, altri stringere alleanze, altri ancora rinunciare a presentarsi autonomamente in cambio di un ruolo dentro una coalizione più competitiva. La decina di sigle e ipotesi che oggi compone il quadro potrebbe quindi ridursi sensibilmente quando arriverà il momento di scegliere candidati, programmi e posizioni nelle liste. Resta però una domanda: quale sarà il baricentro di un’eventuale aggregazione? Potrà nascere intorno a una delle opposizioni presenti in Consiglio, a uno dei nuovi movimenti oppure al ritorno di una figura con una precedente esperienza amministrativa? E sarà possibile tenere insieme ambizioni, storie e sensibilità così diverse senza limitarsi a un’alleanza contro qualcuno?

Tutti al tavolo, nessuna carta scoperta. Per il momento, le risposte non ci sono. Il tavolo della politica tabiese continua ad allargarsi, ma le carte restano coperte. La maggioranza attende la decisione definitiva di Conio e il possibile passaggio di consegne a Cerri. Progettiamo il Futuro non ha ancora indicato la propria strategia. Progetto Comune rivendica con forza la propria autonomia, mentre le indiscrezioni descrivono possibili movimenti intorno ad Alberto Pin, Daniela Lantrua e Barbara Brugnolo. Altamarea, ITA e Alleanza Progressista hanno iniziato a occupare il proprio spazio. Barla e Manni continuano a essere evocati, senza aver ancora compiuto mosse ufficiali. Futuro Nazionale rimane, almeno per ora, una suggestione. È molto probabile che non tutti arriveranno fino in fondo e che la fase delle aggregazioni riduca il numero dei contendenti. Ma prima di allearsi, ogni soggetto dovrà capire quanto vale, quale spazio può occupare e con chi è disposto a condividere un progetto.

La partita è già cominciata, anche se nessuno ha ancora calato la prima carta. A Taggia non manca chi vuole sedersi al tavolo: manca, per ora, chi sia disposto a mostrare la propria mano.

Andrea Musacchio

In Breve