A Taggia la campagna elettorale non è ancora cominciata, ma la politica ha già iniziato a muoversi. Lo fa nei consigli comunali, nelle riunioni informali, nelle associazioni appena nate, nei messaggi che circolano tra addetti ai lavori e nei nomi che, più o meno sottovoce, tornano a occupare spazio nelle conversazioni cittadine.
È una fase strana, sospesa. Da una parte c'è l'amministrazione di Mario Conio, ancora pienamente dentro l'ultima parte del mandato, chiamata a gestire dossier pesanti e tutt'altro che ordinari: l'emergenza del mare ad Arma, il nodo del ponte sull'Argentina, i cantieri da chiudere, Park24, le opere promesse e quelle ancora da completare. Dall'altra c'è già il campo del 2027, ancora confuso, affollato e in continua trasformazione.
Più che una partita a due, per ora, sembra una grande area di riscaldamento. C'è chi corre da tempo, chi osserva, chi si avvicina, chi prende le misure e chi prova a capire se esista ancora spazio per costruire un progetto civico capace di tenere insieme mondi diversi.
Negli ultimi mesi il primo segnale era arrivato da Luigi Barisciani con Altamarea, movimento civico nato con largo anticipo e già molto attivo nel dibattito pubblico. Poi è arrivata ITA, Insieme per Taggia e Arma, lanciata dall'imprenditore Michele Valente. Ora il nome finito al centro delle attenzioni è quello di Barbara Brugnolo, già protagonista della vita politica tabiese, fondatrice dell'associazione culturale “Altrementi”.
È bastato poco perché il nuovo progetto venisse letto in chiave elettorale. A pesare è stata soprattutto la presenza, tra i fondatori, di Jacopo Siffredi, ex consigliere comunale di Progetto Comune. In una città dove ogni movimento viene interpretato alla luce delle prossime amministrative, anche un'associazione culturale rischia di diventare immediatamente un indizio politico.
Brugnolo, però, respinge questa lettura. “Altrementi è completamente ed esclusivamente culturale”, chiarisce. “Ci tengo a precisarlo. Dei sette soci fondatori, solo io e Jacopo Siffredi abbiamo fatto politica. Gli altri cinque non l'hanno mai fatta e non intendono farla. Non li troverete in nessun tipo di lista”.
Tra i nomi che continuano a gravitare attorno al dibattito politico tabiese c'è anche quello di Mario Manni, con il quale Barbara Brugnolo ha condiviso cinque anni di opposizione in Consiglio comunale. La fondatrice di Altrementi racconta di averlo informato fin dall'inizio della nascita dell'associazione, proprio per chiarire che il progetto non aveva alcuna finalità elettorale. "Mario è un caro amico. Se vorrà esserci sarà assolutamente il benvenuto", spiega. "Ma è la prima persona alla quale ho detto che questa associazione culturale non ha nulla a che vedere con il percorso politico che forse intraprenderemo, forse anche separatamente". Un'apertura sul piano associativo che convive con la volontà di mantenere nettamente distinti il percorso culturale e quello politico.
Il punto, secondo Brugnolo, è proprio questo: separare il piano culturale da quello elettorale. Una separazione che rivendica con forza, pur senza negare la propria storia personale e la possibilità di un futuro ritorno nell'arena politica. “L'associazione nasce con l'idea di continuare la propria strada a prescindere da quello che succederà alle elezioni”, spiega. “Il diktat è che resti un'associazione culturale. Non mi interessa se entreranno persone di destra o di sinistra, purché lascino fuori la politica da questo progetto”.
Le sue parole raccontano bene il clima di questi giorni. Taggia è entrata in una fase in cui tutto viene osservato, interpretato, talvolta sovraccaricato di significato. Ogni nome diventa una possibile candidatura. Ogni incontro una trattativa. Ogni associazione una lista mascherata.
Brugnolo non nasconde che, parallelamente, esistano percorsi politici personali. “Non nego di aver intrapreso un mio percorso di incontri politici, ma separato da queste persone e da questo progetto. Non sono certo quella che dice che non tornerà in politica nel 2027, perché può darsi che ci torni. Non so ancora in quale veste. Ma se dovessi candidarmi, sarei la prima a lasciare qualsiasi carica nell'associazione”.
È una frase che, nel quadro tabiese, pesa. Perché conferma due cose insieme: Altrementi non è una lista civica, ma Barbara Brugnolo non esclude un ritorno politico. E nel tempo delle pre-campagne, anche le precisazioni diventano materiale da interpretare.
L'associazione, nelle intenzioni dei fondatori, dovrebbe occuparsi di incontri, presentazioni di libri, iniziative culturali e sociali. Brugnolo parla di over 65, bambini, lettura, autori locali, collaborazione con altre realtà culturali dei territori vicini. Racconta un progetto nato da un gruppo di donne, con competenze diverse, e dalla volontà di colmare un vuoto.
“Ci sembrava mancasse qualcosa sul territorio”, dice. “In questo momento nascono associazioni che spesso criticano l'operato di questo o quello, ma di proposte se ne vedono poche. Noi volevamo dire che il territorio è fatto anche di cultura, nel senso più ampio del termine”.
La politica, però, resta sullo sfondo. E non potrebbe essere diversamente. Perché mentre Brugnolo prova a delimitare il perimetro di Altrementi, intorno a Taggia circolano altri nomi e altre ipotesi. La più significativa riguarda Lorenzo Barla, ex sindaco della città. Secondo indiscrezioni raccolte da Sanremonews e al momento non confermate ufficialmente, Barla starebbe valutando un ritorno in campo con una propria lista e avrebbe avuto un incontro esplorativo a Genova con esponenti del Partito Democratico.
È una voce che, se confermata, potrebbe riaprire un ragionamento più ampio: quello del modello civico largo, capace di tenere insieme sensibilità politiche diverse dentro una stessa lista. Un modello già visto in altri comuni della provincia, da Bordighera a Vallecrosia al Mare fino alla stessa Sanremo, dove la dimensione civica ha spesso assorbito o ricomposto appartenenze partitiche differenti.
A Taggia, almeno finora, la nascita di più movimenti sembrava andare nella direzione opposta: non una grande coalizione, ma una frammentazione anticipata del campo. Tante sigle, tante ambizioni, tante possibili traiettorie. Il ritorno di Barla, se dovesse concretizzarsi, potrebbe invece cambiare il quadro e riportare al centro la domanda principale: nel 2027 prevarrà la dispersione o la ricomposizione?
Nel frattempo restano i soggetti già presenti in Consiglio comunale. La maggioranza di Mario Conio, innanzitutto, con il nodo del futuro del sindaco. La domanda circola da tempo: Conio proverà a percorrere la strada del terzo mandato oppure chiuderà la propria esperienza amministrativa alla scadenza naturale? La risposta avrà un effetto domino su tutto il resto.
In caso di passo indietro, molti guardano a Chiara Cerri come possibile figura di continuità. Consigliera comunale e regionale, Cerri rappresenta oggi uno dei profili più visibili dell'area amministrativa. Ma ogni ragionamento, per ora, resta sospeso alle scelte del sindaco e agli equilibri che matureranno nei prossimi mesi.
Sul fronte dell'opposizione, Progettiamo il Futuro ha occupato con continuità lo spazio del controllo e dell'iniziativa politica, soprattutto attraverso il lavoro di Gabriele Cascino, Giuseppe Federico e Davide Caldani. Cascino, in particolare, è stato tra i più attivi su dossier come le spiagge, Amaie, il ponte sull'Argentina e le criticità amministrative. Anche qui, la domanda è inevitabile: sarà ancora lui il candidato sindaco dell'area o quel lavoro confluirà in un progetto più ampio?
Progetto Comune, rappresentata oggi in aula da Fulvia Alberti, resta un altro pezzo della geografia politica. E proprio da quell'esperienza arrivava Jacopo Siffredi, oggi coinvolto in Altrementi ma, almeno per ora, fuori da ogni percorso elettorale dichiarato. Brugnolo non chiude porte, ma non fa previsioni. “Jacopo non lo so, non glielo chiedo neanche”, dice. “È un amico e una persona che stimo molto, ma non abbiamo mai condiviso un percorso politico. Lui era in Progetto Comune, io in un'altra area. Se un domani vorrà candidarsi con qualcuno sarà libero di farlo, ma senza coinvolgere l'associazione”.
È una linea sottile, quella tra società civile e politica. A Taggia, oggi, sembra quasi impossibile mantenerla completamente separata. Non perché ogni esperienza culturale debba nascondere una lista, ma perché il contesto è già saturo di attese. La città sa che il 2027 sarà una scadenza importante. Dopo due mandati di amministrazione Conio, dopo anni di cantieri, trasformazioni e tensioni, il prossimo voto potrebbe aprire una fase nuova.
Brugnolo legge questo momento con interesse, ma anche con prudenza. “Sono contenta che ci sia fermento”, osserva. “Non l'avevo visto dieci anni fa, quando mi sono candidata, e non l'avevo visto cinque anni fa. Più scelta si dà, meglio è per il territorio. Però c'è ancora molta confusione. Le somme si tireranno dopo ottobre”.
È forse questa la frase che fotografa meglio il momento. Confusione. Ma anche fermento. Ambizione. Ma anche prudenza. Volti nuovi che provano a entrare in scena e figure del passato che potrebbero rientrare. Liste civiche già nate, associazioni che precisano di non essere liste, amministratori in carica che devono ancora sciogliere le riserve e opposizioni chiamate a decidere se correre da sole o cercare una sintesi.
In mezzo c'è una città che continua a vivere problemi concreti. Il mare di Arma, il turismo, il commercio, i parcheggi, le opere pubbliche, il rapporto tra centro storico e costa, la qualità dei servizi, il futuro urbanistico e quello economico. Temi che rischiano di essere travolti dal gioco delle candidature, ma che saranno inevitabilmente il terreno vero della prossima campagna elettorale.
Perché Taggia, oggi, non sta soltanto scegliendo chi potrà candidarsi. Sta cercando di capire quale forma prenderà il suo prossimo ciclo politico. Sarà una sfida tra continuità e opposizione? Una corsa a più liste civiche? Una ricomposizione larga sul modello di altre città? Un ritorno di ex amministratori? Un passaggio generazionale? O, più probabilmente, una combinazione di tutte queste cose?
Brugnolo, dal suo osservatorio, insiste su un punto: servono giovani, competenze e capacità di fare politica in modo diverso. “Il Comune un domani sarà dei giovani”, dice. “Se iniziano ad avvicinarsi alla politica, qualunque sia il colore, per me è positivo. Se tornerò, tornerò favorevole a un progetto di inclusione e rinnovamento, con persone capaci. Perché le capacità servono, non raccontiamoci storie”.
È una dichiarazione che suona come un manifesto personale più che come un programma. Ma è anche il segnale di una fase in cui molti protagonisti stanno ancora cercando la propria collocazione.
La stagione politica di Taggia, insomma, è cominciata prima del previsto. Non nei comizi, non nei simboli ufficiali, non nelle liste depositate, ma nei movimenti laterali. Nelle associazioni che nascono, nei nomi che tornano, nelle telefonate, negli incontri, nelle smentite e nelle mezze aperture. Per ora è una grande ammucchiata. Ma dentro quella confusione si stanno già formando le linee della prossima battaglia elettorale.


