Il biodigestore di Taggia torna al centro della scena politica locale. Dopo il rinvio della discussione richiesto dal consigliere comunale Gabriele Cascino, capogruppo di Progettiamo il Futuro, per l’assenza del sindaco Mario Conio dovuta a motivi personali, la pratica è pronta a rientrare nell’aula consiliare mercoledì 29 aprile. Un passaggio che si annuncia delicato, non solo per gli equilibri interni al Comune di Taggia, ma perché il tema supera ormai i confini cittadini e coinvolge l’intera provincia di Imperia. Taggia, infatti, non è protagonista delle tensioni che in questi giorni agitano il dibattito provinciale sulla gestione dei rifiuti, ma resta al centro del confronto come possibile sede definitiva dell’impianto.
Cascino ha scelto una linea politica precisa: trasformare il confronto sul biodigestore in una discussione pubblica e formale, chiedendo che l’intero Consiglio comunale si esprima in maniera netta sulla destinazione dell’area individuata. “Chiediamo di ratificare formalmente il vincolo di destinazione d’uso dell’area individuata a Taggia, escludendo categoricamente qualsiasi utilizzo della stessa quale discarica, sia essa permanente, provvisoria o in regime di emergenza”, spiega il consigliere. Alla domanda se la richiesta sia rivolta a tutta l’assemblea, la risposta è netta: “Assolutamente sì”. La mossa politica punta dunque a ottenere un pronunciamento trasversale, capace di vincolare la posizione dell’amministrazione e della maggioranza. Non solo biodigestore sì o no, quindi, ma soprattutto chiarezza su ciò che quell’area potrà o non potrà diventare in futuro.
Nell’interrogazione depositata in Comune, Cascino richiama anche le recenti evoluzioni societarie legate a Waste Recycling Imperia, segnalando il ritiro della richiesta di ingresso di un nuovo socio finanziatore e chiedendo se l’amministrazione fosse a conoscenza di eventuali criticità economico-finanziarie del progetto. Vengono inoltre domandati aggiornamenti sul cronoprogramma dei lavori, sulle possibili conseguenze di eventuali rallentamenti e sulle compensazioni economiche e ambientali previste per il Comune.
Il fronte politico, però, non si ferma a Palazzo Civico. L’attività di Cascino è doppia: oltre alla pratica comunale, il consigliere ha presentato anche una mozione in Provincia, dove il dibattito è previsto per il 30 aprile. In quel documento si chiede alla Provincia di ratificare formalmente il vincolo di destinazione d’uso del sito di Taggia, impedendo qualsiasi utilizzo come discarica, anche temporanea o emergenziale. Tra i punti inseriti compaiono anche clausole di salvaguardia contro conferimenti impropri e l’istituzione di un tavolo di monitoraggio permanente con il coinvolgimento del territorio. Il significato politico dell’iniziativa è evidente. In una fase in cui il ciclo dei rifiuti nel Ponente continua a essere un tema sensibile, la vicenda del biodigestore diventa terreno di confronto tra livelli istituzionali diversi: Comune, Provincia e società civile. E Taggia, pur senza aver acceso direttamente la polemica di questi giorni, si ritrova ancora una volta al centro della mappa decisionale del territorio.
Per la maggioranza guidata da Mario Conio, la seduta del 29 aprile rappresenterà quindi un test politico e amministrativo. Per l’opposizione, l’occasione per chiedere garanzie formali. Per la città, invece, sarà un passaggio utile a capire quale direzione si intenda prendere su una delle questioni più strategiche dei prossimi anni.



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