Alla vigilia della sfida decisiva tra Ligorna e Vado, con i genovesi avanti di un solo punto in classifica, il direttore sportivo del Vado Paolo Mancuso analizza il momento della squadra rossoblù e il significato di una gara che può pesare moltissimo nella corsa alla promozione.
Direttore, 48 ore alla partita dell'anno. In campo decideranno i piccoli dettagli.
«Non c’è una grossa differenza tra le due squadre. Alla fine della fiera sono due realtà che hanno praticamente spaccato il campionato. È una gara da 1X2, tra due formazioni che non hanno lasciato nulla al caso. Anche nel mercato di riparazione entrambe hanno cercato di rimediare a qualche piccola situazione migliorabile, con la volontà di compiere un ulteriore passo in avanti. E' un confronto tra due società della nostra regione ed è qualcosa di molto bello per la Liguria. Chi riuscirà ad andare in Lega Pro avrà un cambiamento radicale nella propria vita sportiva: significa confrontarsi con stadi, tifoserie e squadre con blasone importante. Il girone B è tra i più difficili ma anche uno dei più affascinanti, con piazze storiche».
La sensazione è che l'approccio mentale agli ultimi incontri, possa rappresentare una variabile determinante.
«La vedo come un a certezza. Parliamo di due squadre forti che hanno saputo intraprendere un campionato straordinario. Se a inizio stagione ci avessero proposto un percorso su questi ritmi, credo che noi del Vado avremmo messo la firma».
C’è un po’ di rammarico guardando la classifica?
«Nessuno ti regala i campionati. L’unico dispiacere è che in altri gironi con i punti che abbiamo saresti magari a +5 o +6. Ma penso che sia un rammarico reciproco: anche il Ligorna può dire lo stesso. Vuol dire che entrambe stanno facendo qualcosa di importante».
Non si percepisce grande tensione nelle dichiarazioni della vigilia. È una scelta?
«Come società dobbiamo dare l’esempio. Se siamo arrivati fin qui dobbiamo rispettare tutto e tutti, qualunque cosa accadrà. Se vuoi compiere il passo verso il professionismo devi essere pronto: altrimenti è giusto restare nei dilettanti. Anche in Serie D serve un’organizzazione da professionisti e devi dare una certa immagine».
Come arriva il Vado alla partita dal punto di vista della rosa?
«Abbiamo avuto la sosta ma non nego che ci siano diversi problemi di formazione. In questo momento non credo che mister Sesia abbia l'undici definito in testa, perché stiamo valutando giorno per giorno diverse situazioni a livello di infermeria. Ci sono sei o sette giocatori che saranno valutati fino all'ultimo istante».
Durante la stagione avete perso in corso d'opera tanti elementi importanti.
«Sì, e questo ha pesato. Abbiamo perso Messina, Bussaglia, Vita e Syll: quattro giocatori che farebbero la differenza ovunque. Per questo voglio ringraziare la società che ci ha dato la possibilità di intervenire sul mercato per cercare di sopperire a queste assenze».
In stagione il Vado è stato anche oggetto di qualche critica.
«La Liguria è forse uno dei contesti più difficili dove lavorare sotto questo aspetto. Si parla tanto del Vado senza tenere conto dell'impegno della società e di questo sono davvero dispiaciuto.".



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