Un gruppo di esponenti dell'area antagonista ha fatto irruzione nella sede dell’Asl di via San Secondo, prendendo di mira gli uffici amministrativi. Il fatto è avvenuto nella giornata di oggi giovedì 12 marzo. L'azione si inserisce nella campagna di protesta che i movimenti stanno portando avanti contro i Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), compreso quello cittadino di corso Brunelleschi, riaperto circa un anno fa.
Non il primo caso
Durante il blitz, i manifestanti hanno imbrattato le pareti con scritte quali “Asl tortura” e lanciato volantini che accusano l'azienda sanitaria di essere "complice" del sistema di gestione dei migranti. Non è la prima volta che il distretto di via San Secondo finisce nel mirino: già a novembre gli attivisti avevano occupato simbolicamente gli uffici esponendo uno striscione dalle finestre.

FdI: "Su Cpr Non arretriamo"
L'episodio ha sollevato immediate reazioni. Come quella di Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, che ha parlato di “atto di vandalismo compiuto dai soliti professionisti del disordine”.
"Siamo di fronte a una strategia deliberata - aggiunge l’esponente meloniana - che mira a colpire le istituzioni per smantellare i presidi di legalità. Non faremo un solo passo indietro sui CPR, strumenti fondamentali per la sicurezza nazionale: le intimidazioni di questi teppisti non ci faranno arretrare”.

"Chi nelle istituzioni continua a offrire copertura politica agli antagonisti rifletta sulla responsabilità che si assume circa il clima di odio e violenza che sta montando", aggiunge Maurizio Marrone, assessore regionale al Sociale.
Avs: "Episodi simili non aiutano"
Anche Avs condanna quanto accaduto, pur ribadendo la contrarietà alla struttura del Cpr per la gestione dei flussi migratori: "Danneggiamenti e minacce non hanno niente a che vedere con il legittimo diritto di protestare per una causa e sono sempre da condannare - ha dichiarato l'assessore alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli -. Sul Cpr come Città di Torino abbiamo già più volte espresso la nostra contrarietà e sappiamo che la situazione è molto critica, ma episodi simili non solo non aiutano ma danneggiano la causa dei diritti delle persone migranti ingiustamente trattenute”.
La condanna della Regione
"Si tratta di un episodio che colpisce un’istituzione pubblica e il lavoro quotidiano di professionisti e dipendenti che operano al servizio dei cittadini - hanno commentato Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte e Federico Riboldi, assessore regionale alla Sanità - Ci auguriamo che le Forze dell’Ordine e la Magistratura possano individuare rapidamente i responsabili di questo gesto e che nei loro confronti siano adottati tutti i provvedimenti previsti dalla legge".







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