Manca meno di una settimana all’inizio del Festival di Sanremo 2026 e i primi dati sull’indotto turistico confermano che a beneficiarne non saranno soltanto gli alberghi della città dei fiori, ma **l’intera Riviera dei Fiori. A dirlo è Lybra Tech, che attraverso il proprio algoritmo di intelligenza artificiale monitora le ricerche di pernottamenti nelle principali località turistiche italiane. Secondo l’ultima rilevazione, ad assistere in presenza alla manifestazione saranno soprattutto coppie italiane, con una permanenza media di poco superiore alle due notti e un arrivo concentrato nel giorno della finale. L’edizione numero 76 del Festival si svolgerà dal 24 al 28 febbraio, in un periodo tradizionalmente di bassa stagione, ma la ricca programmazione di eventi collaterali contribuisce ad allungare l’interesse anche ai giorni precedenti l’inizio della kermesse.
Dai dati emerge che il giorno più richiesto è sabato 27 febbraio, data della serata finale, mentre la pianificazione dei viaggi avviene con circa 56 giorni di anticipo, soprattutto da parte dei visitatori italiani. A spostarsi sono per il 58% coppie, seguite da viaggiatori singoli e famiglie (entrambi al 19%), con una quota più ridotta di gruppi. La domanda è prevalentemente nazionale (83%), ma non manca una componente internazionale, trainata in particolare dalla Francia (8,8%). Gli stranieri, però, tendono a concentrare la presenza nei giorni clou dell’evento, con un calo delle richieste fino al 57% nei giorni precedenti. La durata media del soggiorno varia: poco più di due notti per gli italiani, tra due e tre notti per gli ospiti stranieri.
Sanremo resta il comune più ricercato, ma l’impatto del Festival si estende ai centri vicini: Diano Marina, San Bartolomeo al Mare e Imperia registrano un’elevata domanda grazie a una maggiore disponibilità ricettiva e alla **facilità di raggiungere il Teatro Ariston. «La presenza di un evento di rilevanza nazionale nella Riviera dei Fiori è sicuramente un ottimo strumento per richiamare flussi in una stagione diversa da quella estiva», sottolinea Michela Ciccarelli, Destination Data Specialist di Lybra Tech. «Un solo evento in pieno inverno non può essere l’unico volano per il turismo, ma può essere usato in modo strategico per ridefinire la politica della destinazione».
Quanto al tema dei prezzi, «il consueto dibattito sugli aumenti dei listini lascia il tempo che trova: al netto di casi estremi, un ritocco all’insù è fisiologico, anche perché in città soggiornano tecnici, giornalisti e tutto l’indotto che muove l’evento», conclude l’esperta.



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