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Eventi | 26 gennaio 2026, 23:00

Quando il colore diventa algoritmo: Jürg Nänni in mostra a Mouans-Sartoux

All’Espace de l’Art Concret la prima grande retrospettiva francese del fisico e artista svizzero, tra arte concreta e sperimentazione digitale. Fotografie di Silvia Assin

Quando il colore diventa algoritmo: Jürg Nänni in mostra a Mouans-Sartoux

Le fotografie di Silvia Assin, sospese tra racconto e soggettività, accompagnano idealmente il visitatore alla scoperta della mostra appena inaugurata all’Espace de l’Art Concret di Mouans-Sartoux, nell’entroterra non lontano da Cannes.

Fino al 3 maggio 2026 è in programma “Jürg Nänni. Art & Science”, prima grande presentazione in Francia dell’opera del fisico, docente e artista svizzero scomparso nel 2019.

Curata da Fabienne Grasser-Fulchéri con Conrad U. Brunner, in collaborazione con il Kunsthaus Biel e l’Associazione di sostegno Jürg Nänni, l’esposizione racconta il percorso di un autore capace di coniugare rigore scientifico e sensibilità visiva.



La sua ricerca prende avvio nel 1991 con il celebre “libro nero”, realizzato con Hans Knuchel per Lars Müller: un volume che ha conquistato gli studiosi del colore grazie alla sobrietà formale e alla chiarezza concettuale, fondata sull’organizzazione cartesiana dei colori primari, blu, giallo e rosso, con il bianco e il nero in funzione di equilibrio.

Partendo da regole matematiche rigorose, Nänni ha sviluppato un corpus di opere riconducibili all’arte concreta, spingendo però la ricerca oltre la tradizione grazie all’uso di strumenti informatici.

Generatori casuali e automi cellulari producono composizioni imprevedibili e visivamente potenti: opere “scritte” al computer e tradotte in precise istruzioni per la stampa.



Il progetto offre oggi uno sguardo retrospettivo su circa 1.400 lavori realizzati tra il 1988 e il 2015, dalle prime griglie cromatiche ai tappeti visivi caotici degli anni Novanta, fino alle onde moiré e alle forme più libere dell’ultima fase.

La mostra include anche il “Kiosque des Couleurs”, installazione interattiva che invita il pubblico a sperimentare in modo ludico le interazioni cromatiche, e dialoga con opere di Richard Paul Lohse e Verena Loewensberg.

Accanto alla produzione visiva, emerge anche la riflessione teorica dell’artista sulla percezione dell’immagine, confermando una ricerca che unisce arte, scienza e pensiero critico.



Beppe Tassone

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