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Politica | 21 gennaio 2026, 10:39

L'INTERVISTA / Marco Gallo: “È dai territori che può nascere una nuova stagione politica”

Riforma delle Unioni Montane, legge Calderoli sulla montagna, sistema neve, urbanistica: tutti i dossier sul tavolo dell’assessore regionale (Lista Cirio). “Cuneo – confida - è sempre nei miei pensieri, ma non come candidato sindaco”

L'INTERVISTA / Marco Gallo: “È dai territori che può nascere una nuova stagione politica”

Un lungo percorso di amministratore a Busca, conclusosi dopo due mandati consecutivi da sindaco nel 2024, poi l’elezione in Regione (Lista Cirio) con 8347 preferenze personali, che gli sono valse il titolo di “mister preferenza” e l’incarico di assessore.

In quest’ampia intervista con Marco Gallo affrontiamo i più importanti dossier che sono sulla sua scrivania, molti dei quali – a partire dalla montagna (ma non solo) - riguardano nello specifico la provincia di Cuneo.    

L’anno che si è appena concluso è stato il primo completo dopo la sua elezione in Regione nel 2024 e la conseguente nomina ad assessore. Volendo tracciare un bilancio, per quanto in sintesi, quali sono i risultati più significativi che ritiene di aver conseguito nel 2025 rispetto alle deleghe che il presidente Cirio le ha assegnato?

“Credo sia stato fatto un importante lavoro per garantire un futuro alla montagna. Il Piemonte ha messo a fattor comune oltre 180 milioni per il prossimo triennio, una cifra senza precedenti, per sostenere il rilancio dei territori montani. Una strategia che punta su interventi che incidono direttamente sulla qualità della vita e sulla capacità di attrarre nuove opportunità: dai servizi per l’infanzia al contrasto al digital divide, all’aiuto alle imprese. Cinquanta milioni sono destinati alle stazioni sciistiche per favorire, anche, una conversione degli impianti in chiave estiva nel segno della destagionalizzazione del turismo. In campo urbanistico abbiamo lavorato per il Cresci Piemonte, strumento che punta a dimezzare i tempi burocratici nella pianificazione urbanistica, in particolare per le opere legate al Pnrr e ad altri fondi europei. Inoltre abbiamo avviato il tavolo per riformare la legge urbanistica, la 56 del 1977; una legge che ha bisogno di una profonda revisione per renderla uno strumento attuale che sappia rispondere soprattutto a chi vuole investire in Piemonte . Mi piace sottolineare anche l’avvio dell’Osservatorio sui cambiamenti climatici e i 12 milioni stanziati per rendere le città più vivibili e sostenibili grazie a progetti di forestazione urbana. Scegliamo di contrastare ondate di calore e inquinamento, con i mezzi più efficaci che la natura ci offre: alberi e spazi verdi. Importante per l’impatto che ha in una provincia come quella di Cuneo ricorderei anche il via libera al Prae, il Piano regionale sulle attività estrattive, che è un traguardo che garantisce competitività, sostenibilità ambientale ed economica e certezza delle regole agli operatori”.

Sul suo tavolo c’è l’attesa riforma delle Unioni Montane. Come procede l’iter? Cosa può dirci rispetto alle tempistiche e alle novità che si prospettano per questi enti rimasti nel limbo dopo l’abolizione delle Comunità Montane?

“Proprio in questi giorni abbiamo destinato alle Unioni Montane del Piemonte 10 milioni di euro del Fosmit, il fondo nazionale per la montagna. E abbiamo accompagnato lo stanziamento con una scelta precisa: affidare le risorse direttamente alle Unioni Montane, riconoscendo la loro capacità di leggere i bisogni reali dei territori e di trasformarli in progetti concreti. Un cambio di paradigma che credo sia un bell'atto di fiducia. D’altronde siamo convinti che gli amministratori locali, che vivono ogni giorno sul territorio, conoscano meglio di tutti le esigenze e che sia dunque giusto dare loro autonomia e responsabilità. Del resto quando all’inizio della legislatura, con l’assessore agli Enti locali, abbiamo deciso di avviare la riforma delle Unioni l’intenzione era chiara: rafforzare questi preziosi strumenti operativi sul territorio. Il progetto va avanti seguendo il metodo che ci siamo dati: il lavoro tecnico e l’ascolto. Solo coinvolgendo tutti i protagonisti potremo davvero rilanciare il ruolo delle Unioni, rafforzando i poteri di un alleato importante per il futuro della montagna”.

Sempre a proposito di montagna, la legge Calderoli è da settimane oggetto di discussioni a proposito dei criteri per la definizione di “Comuni montani”. Che cosa ne pensa e quali sono le linee di indirizzo che la Regione Piemonte intende adottare al riguardo? 

“Sin dal primo confronto con il Ministro, a fine anno, il Piemonte ha avanzato una proposta di modifica, del tutto coerente con l’impianto della legge nazionale, che permetterebbe alla nostra regione di ricomprendere un buon numero di Comuni rispetto alla prima bozza. L’obiettivo è ridurre l’impatto sui territori più esposti allo spopolamento e fare in modo che la legge sulla montagna sia uno strumento equo, capace di garantire pari opportunità di accesso alle politiche e alle risorse nazionali. C’è una concertazione in corso con il Ministro, cui spetterà poi l'ultima parola: lavoriamo perchè prevalga il buonsenso”. 

Uno dei problemi più annosi della provincia di Cuneo continua a restare quello delle infrastrutture. Finalmente aperta l’autostrada Asti-Cuneo, restano tuttavia da sciogliere completamente ancora altri nodi, tunnel del Tenda, variante di Demonte e varie altre problematiche legate alla viabilità e ai trasporti in genere. So che non è materia di sua stretta competenza, tuttavia – data l’importanza del tema e le continue sollecitazioni delle categorie produttive - non posso non chiederle un’opinione in merito.

“In campagna elettorale avevo promesso che mi sarei occupato dei problemi che frenano l’economia della nostra provincia. Per questo ho seguito da vicino il tema delle infrastrutture stradali. Se, come ha detto il presidente Cirio, l’apertura della Asti-Cuneo dopo più di 30 anni non può essere una festa, rappresenta comunque un momento di svolta. Ora finalmente Cuneo e Asti sono collegate direttamente, senza più dover uscire dall’autostrada. Adesso ci occuperemo dei nodi legati al Tenda, compreso il rifacimento della vecchia galleria, ma anche qui mi piace sottolineare un aspetto positivo: dal giorno della riapertura del traforo a fine anno sono transitati più di 300 mila veicoli, segno dell’ importanza strategica del Tenda per il Cuneese. E per la variante di Demonte contiamo di partire con i cantieri presto, ora che il progetto è stato approvato dopo mezzo secolo di attesa”.

Capitolo Sanità. Lei, da sindaco di Busca, ha presieduto in passato l’assemblea dei sindaci dell’AslCn1 è quindi tema che ben conosce. Dopo la sentenza del Tar sul nuovo ospedale del capoluogo, l’opinione pubblica attende risposte e indicazioni. Che cosa può dirci? 

“La sentenza del Tar, che ha riconosciuto la correttezza e la legittimità delle scelte di Regione e Azienda sanitaria nell’interesse della parte pubblica, diventa un tassello fondamentale per dare forma ad un’opera fondamentale per Cuneo e per tutta la provincia. Tra pochi giorni il commissario straordinario Tranchida, che merita i ringraziamenti per il lavoro svolto, comunicherà le tempistiche per il bando della gara. La sentenza dei giudici del Tar conferma come una buona sanità si costruisce dalle fondamenta: attraverso il miglior progetto possibile e grazie a una visione lungimirante e coerente che tenga conto unicamente del benessere dei cittadini”.

Veniamo a qualche considerazione più strettamente politica. Lei è stato eletto con una messe di consensi nella lista del presidente, la cosiddetta “Lista Cirio”. Se il presidente – come si vocifera da più parti – dovesse candidarsi alle prossime elezioni politiche e lasciare la presidenza della giunta regionale, quale sarà la sua futura collocazione politica? 

“Da uomo pragmatico più che da politico non sono abituato a ragionare su ipotesi e indiscrezioni. Restiamo dunque tutti concentrati sul portare avanti l'impegno preso con gli elettori: lavorare per il nostro amato Piemonte”.

 A breve nel Cuneese ci sarà la costituzione del Patto Civico, una realtà – come dice il nome stesso “civica”, cioè slegata dai partiti, in cui lei, insieme a vari altri amministratori, tra cui il presidente della Provincia Luca Robaldo, si riconosce. Qual è la funzione di questo nuovo soggetto e quali le finalità che si prefigge nel contesto politico-amministrativo della Granda?

“L’obiettivo è partire dai territori per rinsaldare l'impegno politico, che deve tornare a essere quello di vicinanza agli elettori. Nei Comuni della Granda, amministratori e cittadini si impegnano quotidianamente per costruire il bene comune. È dai territori che può nascere una nuova stagione politica, capace di unire competenze ed esperienze diverse per servire davvero le comunità e rafforzare la fiducia nelle istituzioni”.

Nel 2027 ci sarà un’importante tornata elettorale amministrativa che riguarderà anche Cuneo. Circola voce che tra i possibili candidati sindaci possa esserci anche lei. Conferma o smentisce?

“Non credo ci sia nulla da confermare o smentire. Quasi due anni fa ho scelto di impegnarmi in Regione dopo dieci anni da sindaco di Busca per dare un contributo alla mia provincia e al territorio cuneese. Una promessa che è stata ripagata con la fiducia di più di ottomila elettori e che intendo mantenere. Cuneo nei prossimi anni dovrà affrontare sfide decisive e deve recitare un ruolo di primo piano in tante partite che riguardano tutta la provincia. Il mio augurio è che il primo cittadino che governerà il capoluogo sappia interpretare pienamente questo compito”.

Giampaolo Testa

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