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Politica | 10 gennaio 2026, 10:22

Si apre la stagione dei congressi per Azione e Forza Italia, mentre il Patto Civico prova a strutturarsi

Il partito di Calenda, dopo l’abbandono di Costa, svolta verso il centro-sinistra. I forzisti, in attesa delle mosse di Cirio, cercano un nuovo segretario piemontese al posto di Zangrillo. I pattisti di Robaldo, dopo quasi un anno di rodaggio, si danno uno statuto e una dirigenza in vista delle provinciali

Si apre la stagione dei congressi per Azione e Forza Italia, mentre il Patto Civico prova a strutturarsi

Dopo la pausa natalizia, la politica si rimette in movimento.

Il primo appuntamento è quello di Azione che sabato 24 gennaio ha programmato i congressi cittadini a Cuneo (al mattino) e ad Alba (nel pomeriggio).

Il partito di Carlo Calenda, dopo l’abbandono di Enrico Costa tornato in Forza Italia, sta cercando sponde a sinistra a partire dal capoluogo.

Se in passato, con Costa, era marcato lo strabismo di Azione verso il centrodestra, adesso – non fosse altro per dissociarsi dal corso precedente e  ritagliarsi uno spazio che a destra non c’è più – con Giacomo Prandi ha fatto inversione di rotta.

Parliamo ovviamente di numeri esigui, tutti da verificare alla prova delle urne.

Va comunque dato atto ai calendiani della Granda di essere animati da buona volontà e di avere spiccato il senso della comunicazione.

Di ben altro tenore la partita in corso in Forza Italia dove il segretario regionale piemontese e attuale ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo sembra aver imboccato il viale del tramonto.

Abbandonato dall’ex senatore albese Marco Perosino, che ha cambiato non solo ministro ma anche partito passando armi e bagagli a Fratelli d’Italia, Zangrillo sarebbe stato scaricato anche da Alberto Cirio e dal suo braccio destro Franco Graglia, coordinatore provinciale del partito.

Non è probabilmente un caso che nella foto di gruppo, scattata in occasione della cena di Natale, fosse presente il parlamentare Roberto Rosso, che viene indicato come possibile futuro segretario regionale, e non Zangrillo. 

In Granda gli azzurri, grazie al frenetico attivismo di Graglia, contano circa 2500 tesserati, cifre che la pongono come seconda provincia dopo Torino per numero di iscritti in Piemonte.

Tutti attendono le mosse di Cirio per capire se tenterà la scalata al partito e sapere se alle politiche del 2027 sarà candidato al Parlamento, lasciando la guida della Regione con due anni di anticipo rispetto alla scadenza della legislatura.

Forza Italia sta andando incontro ad una mutazione genetica e ad un ricambio generazionale tutti ancora da interpretare, nonostante la proprietà del simbolo e i finanziamenti al partito restino in capo della famiglia Berlusconi.

Ma nel Cuneese – dove si sta registrando da qualche tempo a questa parte un’inflazione di movimenti civici – un’iniziativa interessa proprio il maggiore di questi.   

Sabato 7 febbraio (probabilmente a Cuneo), dopo un anno di rodaggio, il Patto Civico si doterà di uno statuto strutturandosi come associazione politico-culturale.

Sorto nel marzo dello scorso anno, il Patto si appresta ad affrontare l’importante sfida delle provinciali in autunno, quando – salvo diverse disposizioni ad oggi comunque non previste – ci sarà il rinnovo del Consiglio provinciale unitamente all’elezione del nuovo presidente.

Circolano voci di una possibile lista unitaria per quanto riguarda il Consiglio, mentre al momento non si prospettano altre candidature per la presidenza se non quella dell’uscente Luca Robaldo.

Per arrivare preparati all’appuntamento i pattisti devono dotarsi di una dirigenza provinciale che possa andare a trattare con amministratori locali e forze politiche, sia per predisporre la lista che, ancor più, per la presidenza, non potendo farlo Robaldo perché parte in causa.

Giampaolo Testa

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