Sport | 25 novembre 2021, 13:10

Pro Patria, l'ultimo affondo di Patrizia Testa: «Non pensavo di meritarmi indifferenza». Poi la difesa del Consorzio Sgai

C'è spazio soltanto per le questioni calcistiche e tecniche nel giorno della presentazione ufficiale del passaggio di consegne tra Patrizia Testa e il consorzio Sgai, nella sala stampa dello stadio “Speroni”. Le ultime vicende giudiziarie rimangono alla porta. All'esterno, lo striscione “No Sgai”. All'interno, l'affondo della presidente onoraria alla realtà imprenditoriale bustocca: «Non pensavo di meritarmi persone che restano imperterrite a palleggiare i loro milioni di euro nelle banche»

Pro Patria, l'ultimo affondo di Patrizia Testa: «Non pensavo di meritarmi indifferenza». Poi la difesa del Consorzio Sgai

Ci sono due voci nel “primo giorno”, quello delle presentazioni ufficiali e del passaggio di consegne di fronte a telecamere, microfoni e taccuini dall'ex presidente della Pro Patria (ora presidente onoraria) Patrizia Testa al neo numero uno biancoblù, Domenico Citarella. Non c'è la voce “istituzionale”, né quella del sindaco Emanuele Antonelli (e questo si sapeva), né dell'assessore allo Sport, Maurizio Artusa, inizialmente dato tra i presenti alla presentazione in Comune, come inizialmente programmato. Siamo, invece, nella sala stampa dello stadio Speroni, che riapre un anno e mezzo dopo per rispondere soltanto a domande tecniche e calcistiche sulla Pro Patria. Rimangono alla porta le vicende giudiziarie che hanno coinvolto, nelle ultime ore il presidente del consorzio Sgai – che ora detiene il 90% della Pro Patria – Roberto Galloro.

Il cambio del luogo della conferenza stampa? «È stato deciso da me – irrompe Patrizia Testa – Mi sentivo di parlare più liberamente in casa mia dopo quanto accaduto».

Si parla di calcio, dunque. Anche se lo striscione “No Sgai”, appeso all'esterno di via Ca' Bianca, è altrettanto eloquente dell'umore che serpeggia in qualche sostenitore (amante) della Pro Patria, con il presidente che, a margine della conferenza, ha pure incontrato una rappresentanza del tifo biancoblù.

L'esordio di Domenico Citarella: «Continueremo a puntare sui giovani. In accordo con il direttore sportivo Sandro Turotti e l’allenatore Luca Prina. Ai quali va la nostra completa fiducia. Il consorzio Sgai è estraneo alle vicende giudiziarie, la nostra passione per il calcio è nota a tutti. Anche tutti gli attacchi ricevuti sui social me li lascio cadere. L’impegno per fare una grande squadra ce lo metteremo tutti».

Poi: «Lavoreremo anche per portare sponsor e la gente allo stadio». «Siamo qui per continuare e migliorare il progetto della Pro Patria. Una grande campagna acquisti? Mai detto. Andremo avanti, valutando l’attuale organico, sempre di comune accordo con il direttore sportivo e l'allenatore. Conoscenze nel mondo del calcio? Siamo persone esperte. Mie personali? Ero componente del collegio sindacale della Juve Stabia».

Questo Citarella. Accanto a lui, Patrizia Testa, la presidente passionaria che fino a pochi giorni fa ha condotto la macchina biancoblù. E garantisce, in prima persona, per il futuro, dovendo passare la mano per l'incompatibilità dovuta alla sue recente elezione a consigliere comunale: «Quello che è successo – riprende Testa – mi amareggia e mi dispiace. Ma sono qui per testimoniare che l'indagine nei confronti del dottor Galloro è precedente alla nascita del Consorzio, che è estraneo alla vicenda. Nei confronti di Sgai non esiste un'indagine, così come tutto il Cda non è coinvolto».

Non è stata una trattativa “lampo”. Gli incontri tra Sgai e Patrizia Testa proseguono da aprile. Ma una cosa è certa ed è stata sottolineata dalla presidente onoraria. «Questo gruppo è l'unico che si è seduto con me al tavolo ed ha agito in modo concreto con la sottoscritta». Impossibile proseguire da sola, soltanto con il sostegno di pochi. «Questa mia univocità non poteva dare continuità o smuovere quello che ho messo in campo in questi sei anni. Da bustocca – tuona Patrizia Testa – non pensavo di meritarmi che la realtà imprenditoriale della città continuasse a fare orecchie da mercante. Soprattutto quelle persone che hanno tirato indietro le mani e restano imperterrite a palleggiare i loro milioni di euro nelle banche».

La chiosa per i tifosi: «Ringrazio tutti i tifosi e ribadisco che sarò presente ancora per tutta l'annata calcistica. Ho voluto tutelare il mio passaggio… Il novanta per cento delle quote sono subordinate al rispetto di alcune clausole nell’atto notarile. Garantirò la tranquillità e la continuità con la mia presenza ai tecnici ed ai giocatori. Invito, veramente, chi è del territorio, a lasciare lavorare tranquillamente le persone e tutto lo staff capeggiato dal diesse Turotti». Che Patrizia Testa sente (e chiama) ancora “mio”. Così come la passione, intramontabile, per i colori biancoblù. «Continuerò in questa storia imperterrita che è il mio amore per la Pro Patria». Ma da questa mattina si è aperto, ufficialmente, un nuovo capitolo della centenaria storia biancoblù. 

Alessio Murace

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