Politica | 13 ottobre 2021, 21:32

Il duello dei candidati alla prova delle associazioni. Ma si ritorna sempre all'ex Caserma

Ad Ascom il confronto pubblico tra Davide Galimberti e Matteo Bianchi, stimolati dalle domande delle associazioni varesine sui temi dell'educazione, del lavoro e dell'accoglienza. Tra sfumature diverse ma soprattutto tante similitudini, la riqualificazione della struttura di piazza della Repubblica torna al centro

Il duello dei candidati alla prova delle associazioni. Ma si ritorna sempre all'ex Caserma

E alla fine si torna sempre lì, all’ex Caserma. Uno continua a vedere in un modo il suo futuro, l’altro all’opposto.

Alla prova delle associazioni varesine, il duello (uno degli ultimi di una campagna elettorale che si chiuderà fra 48 ore) tra Davide Galimberti e Matteo Bianchi si risolve con risposte non così differenti (per non dire talvolta assai simili) su diversi temi, nell’ambito degli argomenti che hanno costituito oggetto di dibattito: educazione, lavoro e accoglienza.

E quindi nel confronto odierno - organizzato da Lettera alla Città, che racchiude le associazioni di stampo cristiano di Varese, tenutosi nella sede di Ascom, moderato dal giornalista Enrico Castelli e trasmesso con la collaborazione di Radio Missione Francescana - l’unica diversità davvero riconoscibile è stata ancora una volta sulla riqualificazione della struttura che dà su piazza della Repubblica: «Uno spazio che sarà concepito anche per i giovani» ha detto Galimberti difendendo l’idea diventata oggetto dei lavori già peraltro iniziati. «Centralizzare in quel luogo tutti gli uffici servirebbe a rendere più efficiente la macchina amministrativa a vantaggio di chi fa impresa» ha replicato Bianchi, spingendo sul preventivato cambio di rotta da lui proposto.

Per il resto qualche battutaDomani dirò a Salvini che ha definito buona la capacità di accoglienza di Varese» ha replicato Galimberti dopo una risposta sul tema di Bianchi), tanto fair play e una visione delle questioni riguardanti l’associazionismo che hanno collimato soprattutto sui concetti di sussidiarietà e co-progettazione.

Ecco un piccolo riassunto.

 

Educazione 

(domande di Oratori, Fism e Porto Franco)

Galimberti: «Oratori e associazioni sono un presidio fondamentale: indispensabile fare rete, creare sinergie, pianificare e continuare a erogare contributi, sedendosi al tavolo per implementare i servizi ed evitarne la duplicazione. Le risorse del PNRR saranno importanti anche per potenziare i servizi educativi e sociali. Scuole paritarie: estendere la gratuità anche per asili e sezioni primavera che fanno parte di questo ambito, oltre a quella già esistente per le comunali. Calo demografico: per combatterlo bisogna rendere la città più attrattiva».

Bianchi: «Gli oratori devono essere considerati un’agenzia educativa che sviluppi funzioni anche per le associazioni laiche. Fondamentale il tema della sussidiarietà: il Comune fissi gli obiettivi affinché le associazioni agiscano con percorsi condivisi e facendo rete. Necessità di un approccio sistemico ai problemi. Calo demografico: il Comune deve agire sulla pianificazione urbanistica, i trasporti e il lavoro, stimolando il commercio e la creazione di nuovi insediamenti produttivi».

Lavoro

(domande di Maria Ausiliatrice, Acli e LavoriamoCi)

Bianchi: «Varese è in una posizione strategica ma soffre alcune dinamiche delle aree interne. Sono quindi necessari nuovi stimoli, che possono giungere anche dall’esterno, per far aumentare crescita e competitività. Necessità di mettere a sistema le risorse del PNRR. Importanza di un rilancio della vocazione turistica e di quella manifatturiera, anche attraverso l’innovazione e la ricerca: non si può vivere solo di servizi e terziario».

Galimberti: «Dare input locali per favorire la riforma degli istituti tecnici, necessaria a implementare le possibilità di scelta dei giovani. Perseguire l’innovazione legata all’automotive nell’ambito della riqualificazione del rione della Valle Olona, che diventerà un incubatore di nuove aziende. Creare sinergie per proseguire in modo proficuo il rapporto con i servizi sociali in modo da rispondere ai bisogni di chi fatica a trovare lavoro».

Accoglienza

(domande: Caritas, Ballafon, Centro Gulliver, Banco Nonsolopane e Anfass)

Galimberti: «Sono necessarie nuove risorse da erogare alle associazioni perché le esigenze dopo la pandemia sono cresciute, così come è necessario anticipare le problematiche che emergeranno nei prossimi anni: per questo la co-progettazione diventa indispensabile. Va creato anche un luogo fisico per l’operatività la cui progettazione sia in capo alle stesse associazioni che dovranno utilizzarlo. Intensificare la sussidiarietà. Tema della prevenzione: occupare le persone (e soprattutto i giovani) ospitati in strutture di recupero in servizi per la comunità».

Bianchi: «La co-progettazione deve essere il minimo comun denominatore, dando fiducia alle associazioni, facendo conoscere al tessuto sociale tutto quello che esse fanno e possono fare. Creazione di un tavolo permanente sulla sanità. Dialogo con le comunità straniere per integrare i nuovi arrivati: la risposta della città ora è adeguata, ma perché la pressione del flusso migratorio non è più quella del passato. Necessità di distinguere tra richiedenti asilo e bisognosi di altre protezioni internazionali: non tutti possono essere accolti se non si migliora sul piano della crescita e del lavoro. Creazione di una casa della disabilità, affinché tutte le associazioni che si occupano di questa tema possano avervi spazio».

Fabio Gandini

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