Politica | 13 ottobre 2021, 19:54

Damilano - Lo Russo, scontro totale sul fascismo: “Stop al clima d’odio, non sono l’uomo nero”

Confronto acceso alla Nuvola Lavazza: botta e risposta tra i candidati sindaci di centrodestra e centrosinistra. Lo Russo: “Sono preoccupato da italiano”. Damilano: “Ho preso le distanze, ora basta”

Damilano - Lo Russo, scontro totale sul fascismo: “Stop al clima d’odio, non sono l’uomo nero”

A tre giorni dal ballottaggio si alzano i toni dello scontro verbale tra Paolo Damilano e Stefano Lo Russo. A far litigare i due candidati sindaci, un argomento in particolare: il fascismo. Il  ritorno di fuochi d'artificio a San Giovanni è invece l'unico argomento che sembra aver messo d'accordo i due aspiranti primi cittadini al confronto organizzato questo pomeriggio alla Nuvola Lavazza da La Stampa. 

Il faccia a faccia tra il candidato sindaco del centrodestra e del centrosinistra è stato all'insegna dell'attacco e contro risposta dura e secca, abbandonando i toni cordiali avuti sino al primo turno.  

Damilano - Lo Russo, scontro sul neo fascismo

Il faccia a faccia tra il candidato sindaco del centrodestra e del centrosinistra si è svolto all'insegna dell'attacco e contro risposta dura e secca, abbandonando i toni cordiali avuti sino al primo turno. All’accusa avanzata da Lo Russo a Damilano essere sostenuto da partiti di estrema destra, dalle posizioni “nostalgiche”, il candidato del centrodestra ha sbottato: “Se i toni continuano a essere questi, io mi alzo e me ne vado: ho avuto un nonno partigiano, conosci la mia famiglia, ma continui a fomentare un clima d’odio”.

Lo Russo, dal canto suo, non ha mollato il colpo e ha rincarato la dose: “Sono preoccupato da italiano per il clima che si respira, in particolare mi inquietano le posizioni di Giorgia Meloni che domani sarà a Torino per sostenerti”. Piccata la risposta di Damilano: “Preoccupati dei fili spinati che ci sono in barriera di Milano, dei torinesi che hanno paura a camminare per la strada”. “Dalla sala mi gridano fascista, io mi sono voluto impegnare per Torino rigetto ogni accusa: io e i partiti abbiamo preso le distanze dalle violenze avvenute nell’ultimo fine settimana” ha poi affermato il candidato sindaco del centrodestra, riferendosi ai fatti di Roma.

Chi come vice sindaco? Il silenzio dei candidati

Ed è proprio a causa di questo clima teso e di questa continua accusa di matrice fascista che Damilano non ha voluto dichiarare chi, in caso di vittoria, sarà il suo vice sindaco: “Devo aspettare che ci sia il risultato elettorale, perché la macchina del fango mi impedisce di far uscire alla scoperta persone che poi rischiano di finire nell’accusa di essere fascisti o uomini neri”. Anche Lo Russo, imbeccato sul tema, ha preferito non svelare le carte: “Come ho già detto in passato, sarà una donna, ma di squadra si parla solo quando si diventa davvero sindaco”.

Debito e rapporti personali motivo di lite

I toni dello scontro si sono poi accesi su temi come i conti della città, dove Damiano ha accusato Lorusso di aver lasciato un "Comune con un debito da 2.9 miliardi, il più insostenibile d'Italia, con la Corte dei Conti che ha chiesto il piano di rientro per non dichiarare il pre-dissesto". Un j'accuse a cui Lorusso ha replicato leggendo un post del'imprenditore delle acque del 2016, dove definiva l'ex sindaco Fassino "una persona di grande umanità lealtà e professionalità".

Damilano e Lo Russo, due visioni diverse di Torino

Le scintille tra i due si sono poi accese parlando della Tangenziale Est, dove, Damilano ha ribadito il suo progetto di costruire un tunnel sotto corso Casale e corso Moncalieri, mentre Lo Russo è tornato a sottolineare l'importanza fondamentale della metro 2 e di di voler Puntare al contrario sul trasporto pubblico piuttosto che sul l'uso dell'auto privata. Posizioni opposte anche sul suk di via Carcano, che Damilano "smantellerebbe subito", mentre Lo Russo ha chiarito di volerlo "tenere le fragilità in questa città sono tante e per chi lo frequenta spesso è l'unica fonte di sopravvivenza”.

Rebus Cinque Stelle, a chi andranno i voti?

Inevitabile poi, a tre giorni dal ballottaggio, un confronto sul voto degli elettori dei Cinque Stelle, tra endorsement di Giuseppe Conte, mariti e consiglieri. “Bene che in un momento come questo non ci siano accordi e tatticismi. Vogliamo lavoro, benessere, ci faremo da garanti che i fondi che arriveranno non verranno dissipati” ha affermato Damilano. “Non posso essere tacciato di essere filo Cinque Stelle a Torino. I cittadini e i dirigenti sono liberi, al secondo turno si vota il candidato più vicino o quello meno lontano” è la risposta di Lo Russo. “Dico di fare un esercizio: prendere il mio programma, leggerlo, analizzarlo e poi fare la stessa cosa con il programma di Damilano e poi decidere chi votare” ha concluso il candidato sindaco del centrosinistra.

Cinzia Gatti - Andrea Parisotto

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