Cronaca | 13 gennaio 2021, 18:11

"Juden Hier" sulla porta di casa di Lidia Rolfi a Mondovì: dopo un anno, nessun responsabile

Chiesta l'archiviazione del fascicolo. Il Procuratore capo di Cuneo: “Non vi erano altre strade probatorie se non quelle battute”

"Juden Hier" sulla porta di casa di Lidia Rolfi a Mondovì: dopo un anno, nessun responsabile

Una scritta di natura antisemita e una denuncia contro ignoti. Sulla porta di casa di Aldo Rolfi a Mondovì, figlio di Lidia, donna sopravvisuta all’Olocausto, qualcuno, nella notte a cavallo tra il 23 e il 24 gennaio, aveva disegnato la stella di David, accompagnata dalla scritta "Juden Hier" (dal tedesco: "Ebrei qui").

L’indegno gesto e la costituzione di parte offesa di Aldo Rolfi hanno aperto un fascicolo contro ignoti al Tribunale di Cuneo.

Le indagini erano state condotte dal p.m. Chiara Canepa e successivamente, dopo il suo trasferimento a Torino, il fascicolo è passato nelle mani del Procuratore capo di Cuneo che, a fronte di pochi e deboli elementi di prova, ne ha richiesto l’archiviazione.

“Non vi erano altre strade probatorie. La scritta è stata fatta nella notte tra il 23 e il 24 gennaio 2020. Non c’erano testimoni né videocamere. non avevamo altre informazioni. Abbiamo disposto due consulenze: una chimica e una morfologica. Lo strumento utilizzato era una bomboletta spray di uso comune. Chiunque poteva averla. Quello che è certo, è che la scritta sia stata realizzata accuratamente e senza fretta. Abbiamo cercato di determinare la posizione che il soggetto avesse assunto durante l’atto: forse era in ginocchio. Diversamente, non sarebbe stato molto alto. Non abbiamo avuto nessun riscontro dai gruppi neonazisti individuati. Per questi motivi, ho richiesto l’archiviazione del fascicolo contro ignoti”. Queste le parole del Procuratore capo Onelio Dodero.

CharB.

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