Cronaca | 23 maggio 2020, 16:06

L’ultima cima del pinerolese Giovanni Ruffino: «Si allenava per andare a trovare a piedi la fidanzata»

Cantautore e amante della montagna, ex gestore del Rifugio Selleries, attendeva la riapertura dei confini per poter andare in Francia

L’ultima cima del pinerolese Giovanni Ruffino: «Si allenava per andare a trovare a piedi la fidanzata»

Giovanni Ruffino aveva appena iniziato l’allenamento per trovarsi pronto alla riapertura delle frontiere nazionali, il 3 di giugno: «Mi aveva spiegato che aveva intenzione di fare un po’ di punte per rimettersi in forma, visto che sentiva il tempo passare, e che era determinato a fare a piedi il viaggio per tornare dalla sua fidanzata» racconta Massimo Manavella, gestore del Rifugio Selleries di Roure. Ruffino era una persona pratica della montagna: «Era un alpinista e ci sono montagne più complicate del Français Pelouxe, la punta è incantevole e l’escursione non particolarmente tecnica. La discesa è però molto ripida e immagino sia caduto dopo essere inciampato». Un volo fatale. A lanciare l’allarme per la sua scomparsa, è stata la sorella. Il corpo del 52enne, residente a San Pietro Val Lemina, è stato trovato stamattina.

Gestore del Rifugio Selleries alla fine degli anni Novanta, era molto legato a Manavella: «Domenica scorsa era salito su per fare una chiacchierata con me e mio figlio. Eravamo rimasti d’accordo che sarebbe tornato per fermarsi e combinare un concerto in rifugio per l’estate».

Ma lo stesso Manavella non sapeva che ieri stesse salendo al Pelouxe: «Non c’eravamo più visti da domenica scorsa e ieri notte, quando mi ha chiamato la sorella per chiedermi se avevo notizie di lui, mi sono preoccupato. Non era il tipo da non avvertire: si fosse fermato a dormire nel suo furgoncino l’avrebbe comunque detto».

Ruffino era conosciuto anche per la sua carriera di cantautore, chitarrista e contrabassista. Amante di Georges Brassens e del dialetto piemontese. Nel 2012 con il gruppo “Vietraverse” e il cd “95% Brassens” conquista il primo premio della critica al “Tremplin Brassens 2012” di Parigi. Mentre nel 2018 è uno dei fondatori del trio “Sans Bagage”. Diversi spettacoli li ha fatti con il Collettivo cantautori pinerolesi e così lo ricorda Ivan Audero di Vigone: «Giovanni era un musicista fantastico, non trovo le parole adatte per descrivere la sua incredibile bravura. È stato un onore poter condividere con lui il palco. Ma quello che colpiva era soprattutto il carattere: spigoloso, a volte rude, ma di una bontà d'animo e di una purezza devastante. Mi disse una volta "mi piaci perché sei vero". E io adoravo lui per lo stesso motivo. Mi mancherà davvero tanto».

Marco Bertello e Elisa Rollino

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