Politica | 01 dicembre 2019, 11:40

Nella Giornata mondiale contro l'AIDS, l'assessore regionale Sonia Viale fa il punto sui numeri della Liguria: "Subito una azione: prevenzione"

“Basta davvero poco ormai, grazie alla prevenzione e ai controlli, per evitare una malattia che provoca molta sofferenza psicologica e fisica alle persone coinvolte e ai loro cari”

Nella Giornata mondiale contro l'AIDS, l'assessore regionale Sonia Viale fa il punto sui numeri della Liguria: "Subito una azione: prevenzione"

“Ci sono ancora troppi casi di contagio da virus hiv. Ed anche se le cure antiretrovirali stanno dando buoni risultati, è necessario non abbassare la guardia”. A dirlo è Sonia Viale, assessore alla sanità e alle politiche sociali, dopo la diffusione dei dati in occasione del convegno regionale Anlaids, in vista della giornata mondiale per la lotta contro l’hiv.

Regione Liguria ha introdotto il test gratuito a tutte le persone ricoverate in ospedale nella fascia tra i 18 e 65 anni e promosso iniziative di prevenzione.

L’assessore fa il punto sui numeri che riguardano la Liguria, dove nel 2018 sono stati notificati 99 nuovi casi di sieropositività, di cui 14 nella provincia di Imperia. In particolare, l’assessore focalizza il dato sulle fasce d’età più interessate ossia 35 -44 anni (32,3%) e 25-34 (25,1%) che rappresentano la maggior parte dei casi. Le nuove diagnosi hanno riguardato, nel 28,3 % dei casi segnalati tra il 2001 ed il 2018, soggetti di sesso femminile. Tale circostanza Indica a parere degli esperti l’incremento nel tempo del contagio per via sessuale nella nostra regione. “E’ un dato che ci suggerisce subito una azione: prevenzione. E’ importante diffondere tra i giovani la cultura dell’uso del preservativo, suggerito a partire dalle famiglie. Le quali devono abbattere la barriera di pudore ne confronti dell’argomento e parlare chiaramente con i propri figli. Solo un rapporto sessuale protetto, infatti, può difendere dal pericolo del contagio”.

La dichiarazione della Viale si allaccia ad un altro, significativo, dato: il 45,2% dei casi di nuove diagnosi dichiara di non conoscere lo stato del partner nei confronti dell’infezione da hiv. “Questo tipo di approccio produce molto ‘sommerso’, cioè ci sono persone che non sanno di essere sieropositive. Per fare emergere questi casi è stata anche di recente approvata una misura messa in campo da Alisa, che dà la possibilità alle persone ricoverate in ospedale tra i 18 e i 65 anni di fare il test hiv gratuito. E’ fondamentale infatti che le persone sieropositive vengano avviate al trattamento il prima possibile. Inoltre per quanto riguarda ASL1 la Struttura di Malattie Infettive ha da poco un nuovo Direttore di grande esperienza, il dr. Giovanni Cenderello che sicuramente rappresenta per il territorio un punto di riferimento importante a livello sia di prevenzione che di cura“.

C.S.

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