Politica | 07 novembre 2019, 11:01

Vallecrosia: sabato prossimo Cgil, Cisl e Uil a convegno per 'Lavorare in rete: lo sviluppo per il futuro del territorio"

Un incontro che vuole ripetersi ogni anno e che, nel 2020 verrà organizzato al Teatro Ariston di Sanremo: “Serve un piano strategico per le opere fondamentali del ponente ligure – ha detto il Sindaco vallecrosino, Armando Biasi – facendo ogni anno una analisi di quanto si può fare, tra Comuni, sindacati e imprese, coinvolgendo la Regione su quanto si può fare”.

Vallecrosia: sabato prossimo Cgil, Cisl e Uil a convegno per 'Lavorare in rete: lo sviluppo per il futuro del territorio"

Si svolgerà sabato prossimo alle 14, nella sala polivalente di Vallecrosia, il convegno organizzato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil (insieme al Comune) sul tema ‘Lavoriamo in rete: sviluppo ed infrastrutture per il futuro del territorio’.

Un incontro che vuole ripetersi ogni anno e che, nel 2020 verrà organizzato al Teatro Ariston di Sanremo: “Serve un piano strategico per le opere fondamentali del ponente ligure – ha detto il Sindaco vallecrosino, Armando Biasi facendo ogni anno una analisi di quanto si può fare, tra Comuni, sindacati e imprese, coinvolgendo la Regione su quanto si può fare”.

“Crediamo che servano sindacati che lavorino in modo diverso dal passato – hanno detto all’unisono Claudio Bosio (Cisl), Fulvio Fellegara (Cgil) e Milena Speranza (Uil) – differenziandosi dagli ultimi 60 anni, nei quali si sono viste davvero poche opere, ricordando un’autostrada costruita negli anni ’60, la ferrovia ancora con tanti problemi e con alcune opere che si registrano in parte sulle statali 20 e 28. Non si sono realizzate strutture sanitarie mentre sono rimasti solo i presidi ospedalieri da tempo sul territorio. Uno dei problemi riguarda anche il tema della mobilità, soprattutto per i frontalieri che sono passati dalle 15mila unità degli anni ’80 ai soli 3.500 residenti in provincia di Imperia, che sono impiegati in Costa Azzurra. Proprio per questo occorre lavorare tutti insieme e fare ‘rete’ per cambiare registro. Abbiamo messo in campo un documento complessivo, con una visione unica che nessuno aveva messo in campo fino ad ora. Con un modello di sviluppo dei prossimi 20 anni. Il tavolo deve comprendere la parte politica, i sindacati, le categorie del commercio e del turismo. Il tutto per essere ‘pesanti’ nel chiedere in Regione, a Roma ed all’Europa, investimenti importanti per la nostra zona. Questo è fare rete”.

Nel corso del convegno interverrà l’associazione ‘Assoreti Italia’ con specialisti di piani strategici, la Dott.ssa Patrizia Magliano di Cuneo, che ha lavorato in diversi pani strategici del genere, in Piemonte e nel resto d’Itlaia. Tra gli altri interventi, oltre a quello del Sindaco di Vallecrosia, Armando Biasi, sono previsti quelli del primo cittadino di Sanremo, Alberto Biancheri, del Prof. Andrea Zanini dell’Università di Genova e dei segretari Claudio Bosio della Cisl e Fulvio Fellegara della Cigl. Sarà presente anche il Presidente della Regione, Giovanni Toti.

La provincia di Imperia, a partire dagli anni ’80 e ’90, ha subìto una profonda trasformazione che ne ha modificato le caratteristiche funzionalità e vocazioni. La mancanza di una programmazione dello sviluppo economico-produttivo a lungo termine a livello nazionale e locale, l’apertura delle frontiere e la soppressione della dogana, la diminuzione della produzione florovivaistica con il trasferimento della gran parte della stessa in altri Paesi, la chiusura di oltre 200 strutture ricettive divenute oramai obsolete rispetto agli standard ed alle richieste di mercato, la limitata presenza di un tessuto industriale strutturato e diffuso nonché l’inadeguatezza delle infrastrutture unitamente alla lentezza dei processi di miglioramento delle stesse hanno determinato una profonda crisi economico-sociale.

La fotografia della situazione determinatasi sul territorio evidenzia una popolazione residente pari a 214.934 unità, un numero di occupati pari a 83.425 unità di cui il 74% nel settore dei servizi, un numero di partite Iva, attivate tra gennaio e novembre pari a 1.844 unità, un tasso di disoccupazione pari all’11% (superiore alla media regionale e nettamente superiore al tasso registrato nel 2008), un tasso di disoccupazione giovanile pari al 53,9% (superiore alla media regionale e nettamente superiore al tasso registrato nel 2011), un numero di pensionati pari a 65.574 unità. Dopo anni di crisi e con il persistere di gravi difficoltà aziendali e settoriali (come ad esempio Agnesi i cui effetti occupazionali si manifesteranno nel 2017), i sindacati Cgil, Cisl e Uil ritengono indispensabile proporre e sostenere un progetto comune per il rilancio economico, produttivo ed occupazionale del territorio attraverso il coinvolgimento degli attori economici che operano sul territorio e delle istituzioni ai vari livelli.

Per questo propongono a tutte le parti sociali, alle Amministrazioni Locali, alla Regione ed ai Ministeri competenti un piano di intervento straordinario che traguardi un modello di sviluppo territoriale solido e sostenibile, individuando nuove filiere produttive e progetti di riconversione e riqualificazione che promuovano investimenti produttivi, anche di carattere innovativo, la formazione del capitale umano, la riconversione di aree dismesse e la realizzazione delle infrastrutture funzionali agli interventi previsti.

L’impoverimento e la trasformazione subiti dal territorio sia in termini di insediamenti economico-produttivi che occupazionali, necessita di una propria azione di riprogettazione del sistema di sviluppo locale in grado di determinare migliori condizioni per investimenti e per nuova occupazione di qualità. In sintesi è importante individuare filiere e settori produttivi da sviluppare e sostenere, valorizzare le attività produttive esistenti, portare a compimento le importanti opere in fase di realizzazione, implementare il sistema infrastrutturale, identificare canali di finanziamento, promuovere una forte azione di marketing territoriale, mettere in campo politiche del lavoro che consentano la qualificazione e/o riqualificazione della forza lavoro.

Si tratta di un progetto ambizioso ed impegnativo ma che, se condiviso e sostenuto da tutti soggetti interessati, può consentire l’avvio di una fase positiva di progettazione e realizzazione dello sviluppo economico e produttivo di un’intera provincia. Partendo dall’analisi del contesto socio-economico della Provincia ed utilizzando tutti gli strumenti disponibili occorre ottenere interventi governativi finalizzati a sostenere un processo di sviluppo ‘multivocazionale’ del tessuto produttivo territoriale.

Per questo Cgil, Cisl e Uil, intendono sollecitare i soggetti interessati rafforzando la propria azione di proposta attraverso la predisposizione di questa piattaforma. “Il percorso della nostra piattaforma – evidenziano i sindacati - è cominciato con la sua approvazione ufficiale avvenuta lunedì 23 gennaio 2017, alla Sala Multimediale della Camera di Commercio da parte degli organismi Direttivi riuniti unitariamente di Cgil Cisl e Uil della Provincia di Imperia. Le necessità economiche legate al Lavoro e alle difficoltà del nostro territorio sono ben esplicitate nella Premessa della Piattaforma stessa; a titolo esemplificativo e volendo dare due dati aggiornati possiamo aggiungere che nel frattempo l'occupazione ad Imperia è scesa a 79.330 unità con un indice di occupazione pari al 59%, il più basso della Regione Liguria”.

Nel contempo la disoccupazione è (al 31 dicembre 2018) al 13,5% la più alta della Liguria, che è al 9,9%. I NET (giovani che non lavorano e non studiano sono al livello più alto della regione, 28% contro il 22% della media ligure). I settori delle costruzioni e del turismo per versi diversi necessitano di iniziative a sostegno. Il raddoppio ferroviario è ancora da completare, e i tempi di collegamento col treno sono conseguentemente ancora lunghi, direi fuori dal tempo.

Serve un'alternativa all'Aurelia, per gli spostamenti interni alla provincia e per il traffico pesante (proseguimento dell'Aurelia Bis). Bisogna prima salvare e poi rilanciare la nostra Università, legandola al territorio, se vogliamo che abbia un senso e diventi attrattiva. Bisogna promuovere la riviera in maniera coordinata e sinergica destagionalizzando il turismo e allungando la permanenza media, modulando i calendari manifestazioni, per diminuire la precarietà dei lavoratori ed aumentarne formazione e professionalità.

Spinti da queste considerazioni i sindacati hanno elaborato delle proposte: “Oggi è necessario avere una visione d'insieme del nostro territorio ed un'idea del suo sviluppo complessivo. Traguardando non il breve e medio termine ma provando ad avere un'idea di futuro che pensi ai prossimi venti anni. Su questa base abbiamo elaborato la nostra piattaforma e abbiamo provato a condividerla sul territorio”.

Cgil Cisl e Uil insieme stanno pensando ad un prodotto ed un metodo di lavoro unitario, successivamente con le controparti e gli attori istituzionali che questo territorio lo governano: “Dopo aver avviato un confronto sul territorio con i principali comuni e le Associazioni Datoriali e Cooperative, abbiamo firmato tre protocolli con i Comuni di Ventimiglia Sanremo e Vallecrosia. In questo momento è importante partire con una seconda fase: un confronto con tutti gli attori territoriali per condividere il percorso, scegliere insieme le priorità per lo sviluppo della nostra provincia e lavorare coerentemente per la loro realizzazione. Serve un piano strategico per il futuro con l'ambizione di arrivare ad un accordo di programma che dia un impulso di sviluppo condiviso”.

Carlo Alessi

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