Cronaca | 09 ottobre 2019, 15:32

Aveva accoltellato un dipendente nella sua officina di Salmour: iniziato il processo per l’aggressore

E’ accusato di tentato omicidio aggravato. Il fatto avvenne lo scorso 8 maggio

Aveva accoltellato un dipendente nella sua officina di Salmour: iniziato il processo per l’aggressore

Prima udienza “filtro” questa mattina in tribunale a Cuneo per G.S. che lo scorso 8 maggio nella propria officina di riparazione macchine agricole a Salmour aggredì nella propria officina di riparazione macchine agricole a Salmour, ferendolo gravemente, un suo dipendente, un 47enne cittadino rumeno residente a Cherasco.

Il 63enne è accusato di tentato omicidio con l’aggravante dei motivi futili e abbietti. L’uomo, in seguito ad una banale discussione – la vittima lo avrebbe dileggiato perché “aveva troppi soldi” e G.S., stufo di sentirselo dire ogni volta che lo vedeva, si era avventato contro di lui – aveva ferito al collo il dipendente con una coltellata e tentato di colpirlo con una barra di ferro. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Fossano avevano arrestato subito dopo il fatto G.S., che nel frattempo era rientrato nella propria abitazione, distante pochi metri dall’officina.

Oggi il difensore dell’imputato Piercarlo Botto ha chiesto che gli vengano concessi gli arresti domiciliari: “Il medico legale gli ha certificato un deficit intellettivo di grado lieve. E’ rinchiuso nel carcere di Cuneo ormai da cinque mesi, dove è stato minacciato e picchiato da altri detenuti. Si tratta di una persona incensurata. Quel giorno non ha retto oltre il dileggio del dipendente e, dopo cinque anni, non ce l’ha più fatta e gli si è avventato contro”.

Il procuratore capo Onelio Dodero si è opposto all’istanza difensiva: “Mi sembra prematura, il processo deve ancora essere fatto. Il tribunale al momento non ha elementi sui quali poter decidere in tal senso”.

Anche l’avvocato Roberto Ponzio di Alba, che assiste l’operaio rumeno, costituito parte civile, ha espresso parere negativo: “Il movente di questa aggressione è stata la stupidità dell’imputato. Non ha rivolto neppure una scusa alla vittima, che porta ancora sul volto i segni delle ferite”.

I giudici collegiali si sono riservati di decidere e hanno rinviato l’udienza al prossimo 23 ottobre per i testimoni e i consulenti delle parti.

Monica Bruna

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